Come si porta su un motore moderno un gioco costruito attorno a registri hardware, Copper e Blitter, quando persino il suo autore non ricorda più tutti i dettagli? Ecco come l’AI è diventata parte del lavoro di archeologia del software.
Il videogioco Babylonian Twins, sviluppato nel 1993 da Rabah Shihab per Amiga 500, è stato reimplementato in Godot 4 con il supporto di Claude Code.
L’AI ha contribuito ad analizzare 72.758 righe di assembly Motorola 68000, ricostruendo formati dati non documentati, bitfield e comportamenti strettamente legati all’hardware Amiga.
Il progetto non è una semplice conversione né un’emulazione: asset e dati originali sono stati decodificati in formati moderni, mentre la logica dedotta dall’assembly è stata riscritta in GDScript.
L’uso agentico di Claude Code, con accesso al repository e al terminale, ha permesso di formulare ipotesi, modificare il porting ed eseguire verifiche iterative sui risultati.
Il caso mostra così un’applicazione significativa dell’AI alla conservazione del software storico, ma evidenzia anche perché tradurre sistemi costruiti attorno a componenti come Copper e Blitter richieda di ricostruirne gli effetti anziché limitarsi a convertire il codice.
Link alla fonte:
Claude Code resuscita un gioco Amiga del 1993 leggendo 72.758 righe di assembly

