Claude facilita la manomissione dei file del DNA e riapre il tema della sicurezza forense

Un gruppo di ricercatori ha dimostrato che un file digitale utilizzato nei laboratori forensi statunitensi per le analisi del DNA può essere alterato senza generare segnalazioni evidenti nei software di laboratorio.

L’ingegnere Nathan Adams ha impiegato circa 45 minuti e Claude, il modello AI di Anthropic, per sviluppare il codice con cui combinare dati provenienti da due profili genetici distinti, mantenendo il file apparentemente integro.

La vulnerabilità riguarda i dati digitali prodotti dalla scansione dei campioni, non il DNA fisico, e secondo quanto riportato potrebbe essere presente nel formato da circa trent’anni; non risultano però casi noti di sfruttamento della falla.

Il ricorso all’AI abbassa potenzialmente la barriera tecnica per realizzare strumenti di manipolazione, mentre un attaccante dovrebbe comunque ottenere accesso ai sistemi del laboratorio e possedere competenze sul processo forense.

Thermo Fisher Scientific, dopo la segnalazione dei ricercatori, ha distribuito un aggiornamento che introduce firme digitali per verificare l’integrità dei file, evidenziando quanto la cybersecurity sia ormai un elemento critico anche per l’affidabilità delle prove giudiziarie.


Link alla fonte:
https://www.corriere.it/tecnologia/26_agosto_07/claude-e-riuscito-a-modificare-un-file-di-una-prova-del-dna-in-usa-si-teme-per-l-integrita-delle-prove-delle-scene-dei-crimini-43618e0f-3718-4a94-bfc5-56b02eb44xlk_amp.shtml⁠