Le imprese italiane investono nel digitale, ma oltre metà delle figure con competenze avanzate richieste risulta difficile da trovare. Il vero collo di bottiglia dell’AI potrebbe essere il capitale umano.
Le imprese italiane stanno aumentando gli investimenti nella transizione digitale, ma la carenza di competenze rischia di frenare l’adozione dell’intelligenza artificiale.
Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato, nel 2025 sono risultate difficili da reperire 316 mila delle 621 mila figure richieste con competenze digitali avanzate, pari al 50,8%.
La mancanza di personale qualificato è indicata dal 58,6% delle imprese come il principale ostacolo all’utilizzo dell’AI, davanti a incertezza normativa, qualità dei dati, privacy e costi.
Le professionalità ricercate riguardano non solo l’intelligenza artificiale, ma anche cloud computing, Industrial IoT, data analytics, big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.
Il divario è particolarmente evidente in Lombardia, con 60.960 figure difficili da trovare, mentre Milano guida la graduatoria provinciale con 29.840 professionalità di difficile reperimento.
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https://www.milanofinanza.it/news/ai-le-imprese-italiane-non-trovano-316-mila-tecnici-202608181736369130

