L’AI somiglia al cervelletto, ma la coscienza resta un obiettivo lontano

Secondo il neuroscienziato Marcello Massimini, l’architettura dell’intelligenza artificiale moderna presenta analogie con il cervelletto umano, una struttura altamente efficiente nell’apprendimento automatico e nell’esecuzione rapida di compiti complessi, ma non coinvolta nella generazione della coscienza.

I modelli di deep learning, come il cervelletto, elaborano le informazioni in modo prevalentemente unidirezionale e migliorano attraverso segnali di errore, consentendo prestazioni elevate senza una reale esperienza soggettiva.

La corteccia cerebrale, invece, è caratterizzata da una rete fortemente interconnessa e ricorrente, ritenuta essenziale per l’emergere della coscienza e dell’esperienza consapevole.

L’analogia suggerisce che, nonostante i notevoli progressi dell’AI, le capacità conversazionali dei chatbot non costituiscono una prova di coscienza, che richiederebbe un’organizzazione interna profondamente diversa da quella degli attuali modelli.


Link alla fonte:
https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/26_luglio_09/l-intelligenza-artificiale-assomiglia-al-cervelletto-ma-la-coscienza-e-ancora-un-traguardo-lontano-e511c560-62e0-499c-8a69-863654c18xlk_amp.shtml⁠


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