Due reflex, oltre 900.000 scatti e una rete neurale addestrata sulle correzioni degli archivisti: così 1.800 libri rari sono diventati un patrimonio digitale accessibile.
Un gruppo indipendente di archivisti ha digitalizzato circa 1.800 libri rari, in gran parte in urdu, utilizzando due reflex Nikon D5300 e D3300 che hanno totalizzato oltre 902.000 scatti.
La vera sfida è arrivata nella post-produzione: più di 526.000 fotografie a doppia pagina richiedevano ritaglio, separazione e correzione prospettica, mentre i metodi tradizionali basati su OpenCV non riuscivano a gestire in modo affidabile la varietà dei volumi.
Gli archivisti hanno quindi trasformato le correzioni manuali già effettuate in dati di addestramento, permettendo a una rete neurale di apprendere direttamente il processo di elaborazione.
L’automazione non è completa: per ogni nuovo volume sono ancora necessari circa dieci ritagli di calibrazione, anche perché la scelta dei margini incorpora valutazioni umane difficili da generalizzare.
Il progetto mostra come hardware relativamente economico, lavoro volontario e AI addestrata sulle correzioni degli operatori possano contribuire alla conservazione di patrimoni culturali altrimenti difficilmente accessibili, ora confluiti nella Ibteda Digital Library su Internet Archive.
Link alla fonte:
https://www.tomshw.it/hardware/un-team-di-archivisti-salva-1800-libri-rari-con-nikon-e-ai

