Tag: Processori

  • Jalapeño accelera l’inferenza AI: OpenAI rivendica un vantaggio sulle Nvidia Blackwell

    Jalapeño accelera l’inferenza AI: OpenAI rivendica un vantaggio sulle Nvidia Blackwell

    OpenAI entra nel confronto diretto con Nvidia sull’hardware AI: i primi benchmark di Jalapeño promettono meno latenza e più efficienza energetica. Ma i numeri devono ancora superare la prova delle verifiche indipendenti.

    OpenAI ha pubblicato i primi benchmark di Jalapeño, il suo ASIC per l’inferenza sviluppato con Broadcom, sostenendo prestazioni superiori alle Nvidia GB200 e GB300 nei test condotti sulla piattaforma InferenceX di SemiAnalysis.

    Secondo i dati dell’azienda, su GPT-OSS 120B il sistema arriva a 85.448 token per kilowatt contro 44.960 e riduce la latenza da 1,80 a 1,03 secondi, mentre su DeepSeek R1 il vantaggio dichiarato in latenza raggiunge 3,6 volte.

    Jalapeño avrebbe inoltre operato a 550 watt nei carichi testati, contro 1.200 watt della GB200 e 1.400 della GB300, mostrando un potenziale vantaggio significativo nell’efficienza dei data center AI.

    I risultati, tuttavia, provengono da test comunicati da OpenAI e non risultano ancora verificati in modo indipendente, quindi il confronto con Nvidia va considerato preliminare.

    La distribuzione dovrebbe partire in piccoli volumi entro la fine del 2026 e crescere nel 2027, mentre restano non confermate le ipotesi secondo cui modelli AI interni di OpenAI avrebbero avuto un ruolo importante nella progettazione del chip.


    Link alla fonte: https://www.dday.it/redazione/58474/openai-mostra-i-muscoli-di-jalapeno-il-chip-fatto-in-casa-batte-nvidia-nei-primi-test⁠

  • Un chip cinese accelera la ricostruzione digitale del cervello fino a 478 volte

    Un chip cinese accelera la ricostruzione digitale del cervello fino a 478 volte

    Un team di ricercatori della Peking University e della Chinese Academy of Sciences ha sviluppato un chip specializzato capace di ricostruire in tempo reale la superficie della corteccia cerebrale, completando l’elaborazione in meno di mezzo secondo.

    Basato su un’architettura computing-in-memory e su memristori a cambiamento di fase, il processore integra l’intelligenza artificiale direttamente nell’hardware, riducendo drasticamente latenza e consumi energetici. Secondo lo studio pubblicato su Science, il chip offre prestazioni da 50 a 478 volte superiori rispetto alla GPU NVIDIA A100 in questo specifico ambito applicativo.

    La tecnologia potrebbe aprire nuove prospettive per la neuronavigazione intraoperatoria, le interfacce cervello-computer, la diagnosi precoce dell’Alzheimer e la realizzazione di gemelli digitali del cervello, estendendo inoltre le applicazioni alla robotica e all’AI incarnata.


    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/il-chip-cinese-478-volte-piu-veloce-di-nvidia-a100-clona-virtualmente-il-cervello-in-tempo-reale_155916.html

  • Meta Compute cambia la narrativa sull’AI e fa crollare i titoli dei chip

    Meta Compute cambia la narrativa sull’AI e fa crollare i titoli dei chip

    Meta Platforms ha annunciato il lancio di Meta Compute, una nuova divisione che metterà a disposizione di clienti esterni la capacità inutilizzata dei propri data center (tipo di offerta cui avevamo già assistito nell’accordo fra SpaceX e Anthropic).

    La notizia ha scosso i mercati finanziari perché mette in discussione l’idea, finora dominante, che la potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale sia una risorsa strutturalmente scarsa.

    L’annuncio ha provocato forti ribassi nei titoli legati all’infrastruttura AI, colpendo aziende come Micron Technology, Advanced Micro Devices, Intel e le cosiddette neocloud come CoreWeave e Nebius.

    Al contrario, le azioni di Meta sono salite sensibilmente, mentre gli investitori sembrano spostare l’attenzione dalle aziende che producono hardware a quelle in grado di monetizzare direttamente l’ecosistema AI.

    Il sell-off si è esteso anche all’Asia, colpendo i produttori di memoria sudcoreani e alimentando il dibattito su un possibile eccesso di offerta nel mercato del computing per l’intelligenza artificiale.


    Link alla fonte:
    https://it.finance.yahoo.com/notizie/il-lancio-di-meta-compute-015258606.html

  • Il chip fondamentale per l’AI che pochi conoscono e che la Cina vuole a tutti i costi

    Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso menzionare aziende Nvidia o TSMC quando si parla di chip per l’intelligenza artificiale. Esiste, tuttavia, un componente hardware poco conosciuto ma che oggi è diventato uno degli elementi più strategici dell’intera competizione tecnologica tra Cina e Stati Uniti: la memoria HBM (High Bandwidth Memory). In questo video il bravissimo Song Yang vi parla di CXMT, l’azienda cinese piu importante in questo settore, azienda che si avvia a competere con big mondiali come SK hynix, Samsung e Micron.

  • Microsoft presenta Maia 200: il chip a 3nm progettato per rivoluzionare l’inferenza AI

    Microsoft ha annunciato Maia 200, un nuovo acceleratore di intelligenza artificiale sviluppato specificamente per l’inferenza, segnando un passaggio chiave dalla sperimentazione alla scalabilità operativa dell’AI.

    Realizzato con processo produttivo a 3 nanometri da TSMC, il chip integra oltre 140 miliardi di transistor ed è ottimizzato per ridurre costi, latenza e consumi energetici rispetto all’hardware general-purpose.

    Secondo l’azienda, Maia 200 offre un miglioramento del 30% nelle prestazioni per dollaro, consentendo di eseguire modelli generativi complessi con meno risorse.

    Il chip sarà progressivamente integrato nell’infrastruttura di Microsoft Azure e nei servizi di Microsoft 365 Copilot, con l’obiettivo di rendere l’AI più sostenibile e accessibile su larga scala.

    Link alla fonte:

    https://www.adnkronos.com/tecnologia/microsoft-maia-200-il-nuovo-chip-per-linferenza-ai-a-3nm_3s3gsc7v70h2Ab1pUa3OhI

  • Il microprocessore “fantasma” dell’F-14 che riscrive la storia (e conferma come tutto parte da progetti militari prima che civili)

    Il microprocessore MP944, sviluppato per l’F-14 Tomcat all’inizio degli anni ’70 da Garrett AiResearch, precedette l’Intel 4004 di oltre un anno e offrì prestazioni nettamente superiori.
    Progettato da un team guidato da Steve Geller e Ray Holt, entrò in servizio nel giugno 1970 per gestire in tempo reale i parametri di volo del velivolo.
    La sua architettura a 20 bit, con pipeline e unità parallele distribuite su sei chip, garantiva velocità circa otto volte maggiori rispetto al 4004.
    Il progetto rimase però classificato fino al 1998, impedendo qualsiasi impatto sull’evoluzione dell’elettronica commerciale.
    La vicenda, in ogni caso, solleva l’interrogativo su come sarebbe cambiata la storia dei microprocessori se questo lavoro fosse stato reso pubblico fin dall’inizio.

    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/cpu/il-primo-microprocessore-non-fu-di-intel-ecco-la-verita-tenuta-nascosta-per-30-anni_146329.html