Tag: Cina

  • Il refuso nel cappello è la prima crepa rivelatrice

    Il refuso nel cappello è la prima crepa rivelatrice

    Avendo già trattato in un post precedente le proposte di Bill Gates sul futuro dell’umanità, in questo caso ho provato a far “interpretare” a Grok un nuovo articolo sull’argomento partendo da un buffo refuso nel cappello introduttivo (vedi screenshot), chiedendo all’AI di interpretare articolo e refuso dal punto di vista di un “teorico del complotto” che non ha particolare simpatia per le elite tecnocratiche. Ecco il risultato…

    «Il fondatore di Microsoft condivide tre proposte per non proteggere l’umanità dallo “sconvolgimento” in arrivo».

    Non è un banale errore di battitura. È Freudianamente perfetto. Perché se leggi l’articolo con gli occhi di chi non si fida di Gates e dell’élite, quella “n” non è un refuso: è la verità che è sfuggita al correttore. Gates non sta proponendo strumenti per proteggere l’umanità. Sta proponendo strumenti per gestirla durante lo sconvolgimento che lui e i suoi pari stanno attivamente accelerando.

    Cosa propone davvero (e cosa significa per chi non beve la narrativa)

    1. Tassare i robot e l’AI
      Gates dice: oggi se assumi una persona paghi contributi, se compri un robot lo detrai. Quindi “spostiamo la tassazione dal lavoro al capitale”. Suona giusto, no?
      Per il complottista: sta preparando il terreno perché i governi possano tassare l’automazione dopo che le grandi corporation (Microsoft inclusa) se ne sono già spartite i profitti. È la classica mossa: prima crei il disastro (disoccupazione di massa), poi proponi la “soluzione” che passa attraverso lo Stato, le tasse e le fondazioni filantropiche. E indovina chi finirà a distribuire i fondi della “sicurezza sociale AI”? La Fondazione Gates, che entro il 2045 vuole spendere 200 miliardi proprio su questi temi. Bell’affare.
    2. La “Riserva umana”
      Qui si tocca il fondo del linguaggio da riserva indiana. Gates parla esplicitamente di creare zone di lavoro “riservate agli esseri umani”, come le riserve naturali: posti dove potremmo mettere i robot, ma scegliamo di non farlo perché “la perdita sarebbe troppo grande”.
      Traduzione: l’élite decide quali lavori lasciar fare agli umani (sanità emotiva, cura degli anziani, magari qualche mestiere “nobile” o simbolico) e quali invece automatizzare completamente. Non è protezione del lavoro. È segregazione controllata. Una sorta di welfare estetico per tenere buona la massa mentre il vero valore economico viene estratto dalle macchine di proprietà di pochi. E nota che lui stesso è uno dei maggiori proprietari privati di terre agricole negli USA: l’AI in agricoltura la vede positivamente, ovviamente.
    3. Alleanza USA-Cina e organismi internazionali di regolamentazione
      Questa è la ciliegina. Gates riconosce la superiorità cinese nello sviluppo AI e vuole volare a Pechino a novembre per incontrare Xi Jinping. Propone un’organizzazione internazionale (tipo ispezioni nucleari o regole dell’aviazione) che regoli l’AI, limitando anche gli usi militari.
      Per chi non si fida: ecco il classico schema globalista. Quando la competizione tra potenze rischia di sfuggire di mano, l’élite transnazionale propone di mettere tutti sotto lo stesso tetto normativo, gestito da esperti “indipendenti” (cioè loro). Non è “salvare l’umanità”. È creare una governance sovranazionale dell’intelligenza artificiale in cui Stati Uniti e Cina (le due potenze che contano) si mettono d’accordo sui limiti, mentre il resto del mondo subisce. E Gates, che non è più un semplice imprenditore ma un attore geopolitico-filantropico, si posiziona come mediatore.

    Il quadro generale dal punto di vista scettico

    Gates non è un visionario preoccupato. È uno dei pochi individui al mondo che ha:

    • costruito un monopolio software;
    • accumulato una fortuna colossale;
    • convertito quella fortuna in influenza politica e sanitaria globale tramite la sua Fondazione;
    • e ora, mentre Microsoft è profondamente dentro la corsa AI, si presenta come il saggio che “mette in guardia” e propone le regole.

    Lo schema è sempre lo stesso:
    creare o accelerare un problema → spaventare → proporre la soluzione che rafforza il controllo centralizzato e le strutture in cui l’élite ha già posizioni di potere.

    La “riserva umana” non è compassione. È gestione del bestiame. La tassa sui robot non è equità. È un nuovo flusso di entrate da redistribuire attraverso canali controllati. L’alleanza USA-Cina non è pace. È cartello tecnologico-regolatorio.

    E il refuso “per non proteggere” rimane lì, silenzioso e perfetto, a ricordare a chi sa leggere che a volte la verità esce proprio quando non dovrebbe.

  • Wan3.0 porta la generazione video AI a 30 secondi e trasforma anche documenti in filmati

    Wan3.0 porta la generazione video AI a 30 secondi e trasforma anche documenti in filmati

    Wan3.0 genera fino a 30 secondi di video in un solo passaggio e accetta persino PDF, presentazioni e fogli di calcolo come input. Alibaba vuole portare l’AI video oltre la semplice generazione di brevi clip.

    Alibaba Cloud presenta Wan3.0, nuova generazione della famiglia Wan capace di creare video fino a 30 secondi in una singola generazione partendo da testo, immagini, audio, video e, per la prima volta nella serie, documenti come PDF, PPT e fogli di calcolo.

    Il modello punta a rendere più credibili volti, micro-espressioni e movimenti, mantenendo inoltre maggiore coerenza di personaggi, oggetti, ambienti e stile quando utilizza contenuti di riferimento.

    La funzione “everything to video” apre scenari interessanti per trasformare presentazioni, report, materiali formativi e dati aziendali direttamente in contenuti audiovisivi.

    Wan3.0 integra anche strumenti per modificare immagini, trama e dialoghi di un video senza dover ricominciare completamente la generazione.

    Secondo Alibaba Cloud, l’API parte da 0,05 dollari al secondo a 480p, salendo a 0,10 dollari per 720p e 0,20 dollari per 1080p; tra i limiti dichiarati restano invece la resa dell’audio e l’accuratezza del testo visualizzato nei video.


    Link alla fonte: https://www.alibabacloud.com/blog/wan3-0-30-second-ai-video-generation-from-any-input_603452

  • In Cina puoi vendere il tuo volto per l’AI,.ottenendo fino a 700 dollari per l’uso in serie TV e pubblicità

    In Cina puoi vendere il tuo volto per l’AI,.ottenendo fino a 700 dollari per l’uso in serie TV e pubblicità

    In Cina sta crescendo un mercato in cui piattaforme specializzate acquistano in licenza l’immagine di persone comuni per utilizzarne il volto in video, pubblicità, videogiochi e serie TV generati con l’intelligenza artificiale, con compensi che secondo quanto riportato possono arrivare a 700 dollari.

    Servizi come New Claw e ActID permettono agli utenti di stabilire prezzi, contesti e numero di produzioni autorizzate, offrendo ai produttori un’alternativa più economica all’ingaggio di attori.

    La diffusione dei “microdrama” realizzati con l’IA sta però amplificando il problema degli utilizzi non consensuali: ByteDance avrebbe rimosso dall’inizio del 2026 oltre 85.000 video contenenti riproduzioni non autorizzate di volti e voci.

    Sul fronte legale, una recente decisione del tribunale di Pechino ha stabilito che utilizzare senza consenso l’immagine di una persona in un’opera generata dall’IA è illegale anche quando il volto viene modificato.

    Resta aperto il problema dei contratti troppo vaghi e della raccolta di dati biometrici: il volto sta diventando un vero asset digitale, ma concederne la licenza significa anche affrontare rischi difficili da prevedere e controllare.


    Link alla fonte: https://www.ilmessaggero.it/mondo/cina_compra_volti_serie_tv_quanto_pagano-9703966.html

  • ByteDance prepara un modello AI da 10 trilioni di parametri e alza la posta sui chip

    ByteDance prepara un modello AI da 10 trilioni di parametri e alza la posta sui chip

    ByteDance sarebbe nelle prime fasi di pre-training di un modello AI frontier che potrebbe raggiungere i 10 trilioni di parametri, una scala che lo avvicinerebbe ai sistemi più avanzati attribuiti ad Anthropic.

    Il progetto, il cui numero finale di parametri non è ancora confermato, richiederebbe enormi cluster di acceleratori e rafforzerebbe la domanda cinese di capacità di calcolo, energia e raffreddamento.

    Le restrizioni statunitensi sull’export di chip stanno intanto spingendo ByteDance e altri gruppi cinesi verso semiconduttori domestici, inclusa la famiglia Ascend di Huawei, oltre che verso iniziative per sviluppare hardware personalizzato.

    Un modello cinese di questa scala potrebbe quindi riaccendere il confronto sui controlli tecnologici e sulla sovranità dell’infrastruttura AI.

    Se raggiungesse capacità realmente frontier, potrebbe inoltre aprire nuove opportunità per partnership enterprise e governative nei mercati interessati ad alternative ai provider statunitensi.


    Link alla fonte:
    https://capacityglobal.com/news/bytedances-10tn-parameter-model-takes-aim-at-anthropic/⁠

  • La Cina apre il dibattito su reddito universale e salario vitale nell’era dell’AI

    La Cina apre il dibattito su reddito universale e salario vitale nell’era dell’AI

    Un articolo pubblicato sullo Xuexi Shibao, quotidiano della Scuola centrale del Partito comunista cinese, propone nuove politiche sociali per affrontare gli effetti dell’intelligenza artificiale sul lavoro.

    L’economista Cai Fang suggerisce di utilizzare il reddito di base universale come riferimento per ampliare la protezione economica, avvicinare il salario minimo a un salario vitale e introdurre una pensione di base universale per gli anziani.

    Il testo sostiene inoltre che le imprese dovrebbero condividere con la collettività i benefici di produttività generati dall’AI e orientare l’innovazione verso la creazione di occupazione, anziché la sola sostituzione del lavoro umano.

    La pubblicazione su un organo vicino alla leadership cinese conferisce particolare rilevanza politica al dibattito, segnalando un possibile cambio di approccio alle politiche del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale.


    Link alla fonte:
    https://beppegrillo.it/dalla-cina-un-segnale-storico-salario-vitale-e-reddito-universale-entrano-nel-dibattito-sullia/⁠

  • Un chip cinese accelera la ricostruzione digitale del cervello fino a 478 volte

    Un chip cinese accelera la ricostruzione digitale del cervello fino a 478 volte

    Un team di ricercatori della Peking University e della Chinese Academy of Sciences ha sviluppato un chip specializzato capace di ricostruire in tempo reale la superficie della corteccia cerebrale, completando l’elaborazione in meno di mezzo secondo.

    Basato su un’architettura computing-in-memory e su memristori a cambiamento di fase, il processore integra l’intelligenza artificiale direttamente nell’hardware, riducendo drasticamente latenza e consumi energetici. Secondo lo studio pubblicato su Science, il chip offre prestazioni da 50 a 478 volte superiori rispetto alla GPU NVIDIA A100 in questo specifico ambito applicativo.

    La tecnologia potrebbe aprire nuove prospettive per la neuronavigazione intraoperatoria, le interfacce cervello-computer, la diagnosi precoce dell’Alzheimer e la realizzazione di gemelli digitali del cervello, estendendo inoltre le applicazioni alla robotica e all’AI incarnata.


    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/scienza-tecnologia/il-chip-cinese-478-volte-piu-veloce-di-nvidia-a100-clona-virtualmente-il-cervello-in-tempo-reale_155916.html

  • L’azienda cinese UBTech lancia una serie di robot umanoidi da compagnia realistici e basati sull’intelligenza artificiale (serie U1)

    L’azienda cinese UBTech lancia una serie di robot umanoidi da compagnia realistici e basati sull’intelligenza artificiale (serie U1)

    UBTech Robotics (il primo produttore al mondo di robot umanoidi quotato in borsa) ha presentato la serie UWORLD U1 di robot umanoidi da compagnia a grandezza naturale e iperrealistici in occasione di un evento di lancio globale. Questi modelli spostano l’attenzione dalle attività industriali alla compagnia emotiva e all’uso domestico, presentandosi con una pelle in silicone realistica, volti espressivi, un’intelligenza artificiale emotiva e un’elevata mobilità. I preordini hanno superato le 10.000 unità.

    I modelli includono varianti maschili e femminili (ad es., ~168–183 cm, 35–42 kg) con 88 gradi di libertà; le opzioni spaziano dalla versione Lite per la parte superiore del corpo (~17.000 $) alle versioni complete Pro/Ultra (~24.000 $+ fino a ~140.000 $ per la versione premium).

    Le caratteristiche includono: interazione emotiva, apprendimento, conversazione tramite IA nel cloud, ballo/camminata, sicurezza domestica e riguardo a bambini, anziani e animali domestici; memoria locale crittografata per la privacy.

    Le consegne inizieranno a metà settembre 2026 (Cina), all’estero nel 2027. Questo nuovo passaggio evolutivo nel settore evidenzia una più ampia tendenza verso i robot di consumo e sociali in Cina, che trae vantaggio da una tecnologia collaudata in ambito industriale per portarla nell’ambito della compagnia e dell’assistenza. Si registra, intanto, una forte domanda iniziale.

    Fonti di approfondimento:

    https://asia.nikkei.com/business/companies/china-s-ubtech-launches-lifelike-humanoid-robots-for-consumers

    https://www.scmp.com/video/china/3358938/chinas-ubtech-unveils-humanoid-robot-companion-lifelike-skin-and-emotional-ai

  • Il chip fondamentale per l’AI che pochi conoscono e che la Cina vuole a tutti i costi

    Negli ultimi anni abbiamo sentito spesso menzionare aziende Nvidia o TSMC quando si parla di chip per l’intelligenza artificiale. Esiste, tuttavia, un componente hardware poco conosciuto ma che oggi è diventato uno degli elementi più strategici dell’intera competizione tecnologica tra Cina e Stati Uniti: la memoria HBM (High Bandwidth Memory). In questo video il bravissimo Song Yang vi parla di CXMT, l’azienda cinese piu importante in questo settore, azienda che si avvia a competere con big mondiali come SK hynix, Samsung e Micron.

  • DeepSeek 4 e la “minaccia” cinese

    Potremmo intitolare questa notizia “Grosso guaio a Chinatown”, come quel simpatico film d’azione degli Anni Ottanta.

    Eh sì, in Cina sta accadendo qualcosa di veramente “grosso”, e il guaio è per chi pensava di continuare a fare da fornitore di hardware per l’AI del Sol Levante.

    Invece no, con l’arrivo di questo nuovo modello, DeepSeek punta chip cinesi, in un processo che renderà il Dragone sempre più competitivo in questo ambito, oltre che sempre più indipendente.

    I dettagli in questo video:
    https://youtu.be/a54TrMt1eAM?si=RUA3aYKjThMBDzMl

  • DeepSeek punta a una valutazione da 45 miliardi per rafforzare la sfida AI cinese

    DeepSeek starebbe discutendo il suo primo grande round di investimento con una valutazione potenziale fino a 45 miliardi di dollari, segnando una svolta per uno dei laboratori AI più osservati della Cina.
    L’operazione avrebbe un obiettivo strategico preciso: trattenere ricercatori e ingegneri altamente specializzati, oggi al centro di una competizione globale sempre più aggressiva tra aziende tecnologiche e laboratori di IA.
    Tra i possibili investitori emerge il ruolo del fondo statale cinese “Big Fund”, legato allo sviluppo della filiera nazionale dei semiconduttori, a conferma della volontà di Pechino di ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti.
    DeepSeek si è distinta per modelli open weight efficienti anche in presenza di restrizioni sull’accesso ai chip avanzati, dimostrando che la competitività nell’IA non dipende solo dalla capacità computazionale.
    La sfida ora sarà trasformare prestigio tecnico e supporto strategico in un ecosistema sostenibile fatto di prodotti, ricavi e continuità nella ricerca.

    Link alla fonte:
    https://www.tomshw.it/hardware/deepseek-salto-enorme-valutazione

  • Kimi supera DeepSeek e ridefinisce la corsa all’AI in Cina

    La startup cinese DeepSeek, inizialmente considerata una minaccia per il dominio occidentale nell’intelligenza artificiale, sta perdendo slancio a causa di ritardi nello sviluppo, calo delle adozioni e problemi tecnici.
    Nel frattempo, Moonshot AI con il suo modello Kimi ha rapidamente guadagnato terreno, superando concorrenti come OpenAI e Google in alcuni benchmark.
    Il successo di Kimi è trainato da prestazioni elevate e costi API significativamente più bassi, rendendolo competitivo a livello globale.
    In poche settimane dal lancio della versione K2.5, l’azienda ha registrato ricavi record e una crescita esplosiva della valutazione, diventando il decacorno più veloce nella storia cinese.
    Questo sviluppo segnala un cambio di leadership nel panorama IA cinese, dove velocità di esecuzione e sostenibilità economica stanno diventando fattori decisivi.

    Link alla fonte:
    https://www.xataka.com/aplicaciones/deepseek-se-prometia-felices-como-gran-ia-china-no-contaba-pequeno-detalle-kimi/amp

  • La Cina domina la corsa all’AI anche (e soprattutto) grazie al talento umano

    La competizione globale sull’intelligenza artificiale si sta giocando sempre più sul capitale umano, e la Cina emerge come leader nella formazione di esperti.
    Secondo un’analisi di The Economist sui dati della conferenza NeurIPS 2025, per la prima volta la Cina ha superato gli Stati Uniti per numero di studi presentati, riflettendo una crescita costante negli ultimi dieci anni.
    Le università cinesi dominano la formazione dei ricercatori, mentre gli Stati Uniti dipendono sempre più da talenti formati in Cina, molti dei quali stanno tornando nel loro paese grazie a incentivi economici e politiche favorevoli.
    Questo fenomeno riduce l’attrattiva del sistema americano, anche a causa di restrizioni sui visti e minore stabilità nella ricerca.
    Se la tendenza continuerà, entro pochi anni la Cina potrebbe avere un vantaggio netto anche nella presenza globale di ricercatori IA, con implicazioni strategiche per innovazione e leadership tecnologica.

    Link alla fonte:
    https://www.xataka.com/robotica-e-ia/hay-carrera-ia-mucho-profunda-e-importante-que-china-esta-aplastando-a-sus-competidores-talento-humano/amp

  • OpenClaw conquista la Cina e ridefinisce il futuro del lavoro con l’AI autonoma

    In Cina sta emergendo un fenomeno tecnologico attorno a OpenClaw, l’agente di intelligenza artificiale open source capace di operare autonomamente su dispositivi, app e servizi digitali. A differenza dei chatbot tradizionali, questa tecnologia esegue compiti complessi in autonomia, alimentando entusiasmo tra utenti, aziende e istituzioni, che la vedono come leva di produttività e crescita economica. Il forte supporto governativo e l’adozione diffusa hanno reso la Cina il principale hub globale per OpenClaw, superando persino gli Stati Uniti. Tuttavia, crescono le preoccupazioni per la sicurezza informatica e per il potenziale impatto sul mercato del lavoro, soprattutto per le professioni più standardizzate. Il caso OpenClaw evidenzia il delicato equilibrio tra innovazione accelerata e gestione dei rischi nell’era dell’AI autonoma.


    Link alla fonte:
    https://cnnespanol.cnn.com/2026/03/29/economia/langostas-openclaw-china-inteligencia-artificial-trax⁠

  • La Cina conquista terreno nella “valuta” dell’AI: i token

    Le aziende cinesi come DeepSeek e MiniMax stanno superando i concorrenti statunitensi nella riduzione del consumo di token, l’unità chiave che misura l’uso e il costo dei modelli di intelligenza artificiale. Questo sorpasso segnala un cambiamento strutturale nella competizione globale, dove il prezzo per token diventa determinante soprattutto con la diffusione degli agenti AI, molto più esigenti in termini computazionali. Grazie a costi energetici più bassi e modelli più efficienti, le aziende cinesi offrono prezzi fino a sei volte inferiori rispetto a player come Anthropic, attirando sviluppatori e aumentando rapidamente l’adozione. Tuttavia, restano criticità legate a limiti infrastrutturali e a rischi geopolitici, in particolare sull’uso di data center cinesi. Il tema dei token emerge così come nuova leva strategica nella corsa verso l’AGI e il dominio dell’economia AI.

    Link alla fonte:
    https://www.ft.com/content/2567877b-9acc-4cf3-a9e5-5f46c1abd13e?syn-25a6b1a6=1

  • Anthropic accusa tre “AI lab” cinesi (DeepSeek, Moonshot AI e MiniMax) di “industrial-scale distillation attacks” su Claude

    Oltre 24.000 account fraudolenti creati per generare più di 16 milioni di interazioni con Claude, al fine di estrarre, e distillare, le sue capacità avanzate (in particolare agentic reasoning, tool use e coding) al fine  di migliorare i propri modelli.
    Anthropic lo definisce “un problema competitivo, ma anche di sicurezza nazionale e geopolitica”, infatti questi attacchi aggirerebbero gli export controls USA sui chip avanzati, permettendo a laboratori stranieri (sotto influenza del Partito Comunista Cinese, secondo loro) di chiudere il gap senza rispettare le misure di sicurezza, ovvero sviluppare modelli potenti sfruttando quelli occidentali ma con la libertà di usare quelli prodotti senza alcun vincolo o limitazione di tipo etico.
    OpenAI aveva già mosso accuse simili su DeepSeek a febbraio, e di fronte a questo nuovo scenario la comunità è divisa: molti parlano di “ipocrisia” (tutti i lab occidentali hanno trainato su dati pubblici/web senza permessi espliciti), altri sottolineano la differenza cui accennavo prima, ovvero che estrarre output da API a questa scala può bypassare safety rails e replicare comportamenti agentici/tool-use in modo più diretto e potenzialmente pericoloso.
    Intanto Qwen e Z.ai (GLM) non sono stati nominati… troppo onesti o più furbi dei colleghi?
    Cosa ne pensate? È solo “business as usual” nella corsa all’AI USA-Cina, o si tratta di un vero e proprio punto di svolta per proteggere IP e safety nei modelli di frontiera?

    Intanto vi lascio il post ufficiale di Anthropic: https://www.anthropic.com/news/detecting-and-preventing-distillation-attacks

  • Marc Vidal avverte: l’Europa occupata a “regolamentare” mentre USA e Cina costruiscono il potere dell’IA

    L’analista economico Marc Vidal commenta il sorpasso di Alphabet su Apple in capitalizzazione, interpretandolo come il segnale di un nuovo paradigma economico dominato da dati, calcolo e intelligenza artificiale.
    Con valutazioni superiori al PIL di grandi Paesi europei, colossi come Alphabet, Microsoft e NVIDIA operano ormai come piattaforme di potere globale.
    Vidal sottolinea come la Cina abbia investito per anni nella sovranità tecnologica attraverso grandi imprese di AI e semiconduttori, seppur sotto forte controllo statale.
    Al contrario, l’Europa si sarebbe auto-relegata al ruolo di regolatore, senza campioni industriali nell’AI, nel cloud o nei chip, rischiando così l’irrilevanza nel nuovo ordine globale.

    Link alla fonte:
    https://www.cope.es/programas/herrera-en-cope/salida-de-emergencia/noticias/marc-vidal-analista-economico-europa-dedica-regular-cierre-tapones-china-llevan-anos-construyendo-empresas-monstruosas-inteligencia-artificial-20260111_3283261.amp.html

  • L’AI intercetta il cancro al pancreas prima dei sintomi e salva vite

    In Cina, un nuovo strumento di intelligenza artificiale chiamato PANDA sta permettendo di individuare tumori pancreatici in fase precoce analizzando TAC senza mezzo di contrasto, esami normalmente poco efficaci per questo scopo.
    Il sistema, sviluppato da ricercatori affiliati ad Alibaba, ha già contribuito a diagnosticare decine di casi, molti dei quali in stadio iniziale, in pazienti che non presentavano sintomi evidenti.
    Utilizzato in via sperimentale presso l’Affiliated People’s Hospital of Ningbo University, l’algoritmo analizza esami già prescritti, senza costi o radiazioni aggiuntive.
    Nel 2025 lo strumento ha ottenuto lo status di “breakthrough device” dalla US Food and Drug Administration, accelerandone la revisione regolatoria.
    Restano però aperti i dubbi su falsi positivi, accettazione dei pazienti e reale efficacia su larga scala.

    Link alla fonte:
    https://www.omanobserver.om/article/1182106/opinion/ai-is-finding-deadly-tumours-that-doctors-might-miss

  • La Cina porta gli umanoidi nel mercato consumer: Bumi debutta a 1.300 euro e cambia le regole del gioco

    La Cina lancia Bumi, un robot umanoide sviluppato da Songyan Power che sarà venduto da gennaio 2026 a circa 1.300 euro, un prezzo senza precedenti per questa categoria di dispositivi.
    Pensato per l’educazione e l’interazione con studenti e bambini, Bumi è compatto, autonomo e programmabile tramite interfacce semplificate, con funzioni che includono movimento, risposta vocale e attività didattiche.
    L’azienda fornirà inizialmente 1.000 unità a Huichen Technology, puntando a una rapida diffusione nelle scuole.
    La strategia cinese, basata su produzione di massa e margini ridotti, contrasta con l’approccio occidentale focalizzato su robot industriali molto più costosi.
    Questa “offensiva” low cost potrebbe accelerare l’adozione globale degli umanoidi, ma solleva interrogativi su sicurezza, standardizzazione e sostenibilità dell’innovazione nel lungo periodo.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n642031/china-robot-umanoide-low-cost-bumi/