Tag: Geopolitica

  • DeepSeek 4 e la “minaccia” cinese

    Potremmo intitolare questa notizia “Grosso guaio a Chinatown”, come quel simpatico film d’azione degli Anni Ottanta.

    Eh sì, in Cina sta accadendo qualcosa di veramente “grosso”, e il guaio è per chi pensava di continuare a fare da fornitore di hardware per l’AI del Sol Levante.

    Invece no, con l’arrivo di questo nuovo modello, DeepSeek punta chip cinesi, in un processo che renderà il Dragone sempre più competitivo in questo ambito, oltre che sempre più indipendente.

    I dettagli in questo video:
    https://youtu.be/a54TrMt1eAM?si=RUA3aYKjThMBDzMl

  • DeepSeek punta a una valutazione da 45 miliardi per rafforzare la sfida AI cinese

    DeepSeek starebbe discutendo il suo primo grande round di investimento con una valutazione potenziale fino a 45 miliardi di dollari, segnando una svolta per uno dei laboratori AI più osservati della Cina.
    L’operazione avrebbe un obiettivo strategico preciso: trattenere ricercatori e ingegneri altamente specializzati, oggi al centro di una competizione globale sempre più aggressiva tra aziende tecnologiche e laboratori di IA.
    Tra i possibili investitori emerge il ruolo del fondo statale cinese “Big Fund”, legato allo sviluppo della filiera nazionale dei semiconduttori, a conferma della volontà di Pechino di ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti.
    DeepSeek si è distinta per modelli open weight efficienti anche in presenza di restrizioni sull’accesso ai chip avanzati, dimostrando che la competitività nell’IA non dipende solo dalla capacità computazionale.
    La sfida ora sarà trasformare prestigio tecnico e supporto strategico in un ecosistema sostenibile fatto di prodotti, ricavi e continuità nella ricerca.

    Link alla fonte:
    https://www.tomshw.it/hardware/deepseek-salto-enorme-valutazione

  • Italia ed Europa accelerano sulla sovranità AI per ridurre la dipendenza tecnologica

    L’Europa e l’Italia devono sviluppare una filiera autonoma dell’intelligenza artificiale per evitare dipendenze strategiche da infrastrutture e modelli esteri, soprattutto statunitensi e cinesi.
    Secondo Sandro Parisi, il vero nodo non è soltanto il software, ma la capacità energetica necessaria ad alimentare data center e sistemi di calcolo avanzati, oggi ancora insufficiente nel mercato europeo.
    Il rischio evidenziato è quello di un “lock-in” tecnologico, in cui aziende e istituzioni restano vincolate a infrastrutture straniere con possibili conseguenze economiche e geopolitiche, anche nei settori strategici come Difesa e industria.
    L’articolo sottolinea inoltre la necessità di una visione politica più assertiva, investimenti coordinati sulle competenze e il recupero di aree industriali dismesse per produrre energia pulita destinata all’ecosistema AI.
    In questo scenario, Francia e Germania vengono indicate come esempi europei di maggiore attivismo industriale e strategico.

    Link alla fonte:
    https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/sovranita-dellai-perche-italia-ed-ue-non-possono-piu-dipendere-dagli-altri/

  • La Cina domina la corsa all’AI anche (e soprattutto) grazie al talento umano

    La competizione globale sull’intelligenza artificiale si sta giocando sempre più sul capitale umano, e la Cina emerge come leader nella formazione di esperti.
    Secondo un’analisi di The Economist sui dati della conferenza NeurIPS 2025, per la prima volta la Cina ha superato gli Stati Uniti per numero di studi presentati, riflettendo una crescita costante negli ultimi dieci anni.
    Le università cinesi dominano la formazione dei ricercatori, mentre gli Stati Uniti dipendono sempre più da talenti formati in Cina, molti dei quali stanno tornando nel loro paese grazie a incentivi economici e politiche favorevoli.
    Questo fenomeno riduce l’attrattiva del sistema americano, anche a causa di restrizioni sui visti e minore stabilità nella ricerca.
    Se la tendenza continuerà, entro pochi anni la Cina potrebbe avere un vantaggio netto anche nella presenza globale di ricercatori IA, con implicazioni strategiche per innovazione e leadership tecnologica.

    Link alla fonte:
    https://www.xataka.com/robotica-e-ia/hay-carrera-ia-mucho-profunda-e-importante-que-china-esta-aplastando-a-sus-competidores-talento-humano/amp

  • Lobby dell’AI investe 300 milioni per influenzare le elezioni USA

    Negli Stati Uniti, l’industria dell’intelligenza artificiale ha investito oltre 300 milioni di dollari nelle elezioni di midterm per sostenere candidati favorevoli a una regolamentazione più leggera e pro-innovazione.

    Il finanziamento coinvolge grandi aziende tecnologiche, super PAC e gruppi come Innovation Council Action e Leading the Future, mentre cresce lo scontro politico con chi, come Bernie Sanders, propone limiti più severi e persino una moratoria sui data center.

    Al centro del dibattito ci sono anche l’impatto ambientale e sociale delle infrastrutture AI, tra consumo energetico, uso dell’acqua e pressione sulle comunità locali.

    Parallelamente, emerge una divisione bipartisan sulla necessità di un quadro normativo federale unico contro il rischio di regolamentazioni statali frammentate.

    La questione AI si afferma così come tema chiave nella competizione politica e geopolitica, soprattutto in relazione alla rivalità con la Cina.

    Link alla fonte:

    https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/usa-la-lobby-dellai-investe-300-milioni-nelle-elezioni-di-midterm_1KELz8VKpeV0dIxytd4RbF

  • La Cina conquista terreno nella “valuta” dell’AI: i token

    Le aziende cinesi come DeepSeek e MiniMax stanno superando i concorrenti statunitensi nella riduzione del consumo di token, l’unità chiave che misura l’uso e il costo dei modelli di intelligenza artificiale. Questo sorpasso segnala un cambiamento strutturale nella competizione globale, dove il prezzo per token diventa determinante soprattutto con la diffusione degli agenti AI, molto più esigenti in termini computazionali. Grazie a costi energetici più bassi e modelli più efficienti, le aziende cinesi offrono prezzi fino a sei volte inferiori rispetto a player come Anthropic, attirando sviluppatori e aumentando rapidamente l’adozione. Tuttavia, restano criticità legate a limiti infrastrutturali e a rischi geopolitici, in particolare sull’uso di data center cinesi. Il tema dei token emerge così come nuova leva strategica nella corsa verso l’AGI e il dominio dell’economia AI.

    Link alla fonte:
    https://www.ft.com/content/2567877b-9acc-4cf3-a9e5-5f46c1abd13e?syn-25a6b1a6=1

  • Come l’AI trasforma le immagini satellitari in armi di disinformazione nel conflitto Iran-Israele-USA

    Nel conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti sta emergendo una nuova forma di disinformazione: immagini satellitari reali manipolate con l’intelligenza artificiale per simulare distruzioni militari.
    Diverse inchieste di media internazionali come BBC, AFP e NewsGuard hanno identificato casi in cui foto di Google Earth sono state alterate con tecniche di image-to-image per aggiungere crateri, fumo o infrastrutture distrutte.
    Alcuni contenuti virali (come presunti attacchi alla base di Al Udeid in Qatar o all’ambasciata USA a Riad) sono risultati completamente sintetici, pur apparendo credibili grazie alla coerenza con immagini reali.
    La combinazione tra propaganda statale, account pseudo-OSINT e incentivi economici dei social media amplifica la diffusione di questi contenuti.
    Il fenomeno segna un salto qualitativo nella disinformazione di guerra, perché l’AI modifica dettagli realistici invece di creare scene completamente false, rendendo molto più difficile individuare i falsi.

    Link alla fonte:
    https://www.infodata.ilsole24ore.com/2026/03/10/perche-le-immagini-satellitari-della-guerra-in-iran-modificate-con-lai-sono-cosi-convincenti/

  • L’AI supera una nuova soglia: tra auto-miglioramento, rischi sistemici e tensioni etiche globali

    Un’ondata di innovazioni – dal rilascio di GPT-5.3 Codex di OpenAI e Opus 4.6 di Anthropic fino al modello video Seedance 2.0 di ByteDance – segna quello che diversi osservatori definiscono un punto di svolta per l’intelligenza artificiale.
    L’imprenditore Matt Shumer parla di una fase in cui l’IA non è più solo uno strumento, ma un sistema capace di svolgere e migliorare il lavoro umano, inclusa la programmazione dell’IA stessa.
    Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, descrive questa fase come una “adolescenza tecnologica”, con sistemi replicabili su larga scala e potenzialmente superiori agli esperti in molti campi, ma ancora privi di adeguate strutture di governance.
    Tra i rischi emergono manipolazione, sicurezza biologica, concentrazione del potere economico e destabilizzazione democratica, mentre le dimissioni di ricercatori chiave come Mrinank Sharma evidenziano il peso morale interno al settore.
    In parallelo, casi come Seedance 2.0 riaccendono lo scontro su copyright e geopolitica tecnologica, mostrando come la competizione tra aziende e Stati stia accelerando una trasformazione potenzialmente irreversibile.

    Link alla fonte:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/19/intelligenza-artificiale-balzo-tecnologico-rischi-news/8295880/

  • Marc Vidal avverte: l’Europa occupata a “regolamentare” mentre USA e Cina costruiscono il potere dell’IA

    L’analista economico Marc Vidal commenta il sorpasso di Alphabet su Apple in capitalizzazione, interpretandolo come il segnale di un nuovo paradigma economico dominato da dati, calcolo e intelligenza artificiale.
    Con valutazioni superiori al PIL di grandi Paesi europei, colossi come Alphabet, Microsoft e NVIDIA operano ormai come piattaforme di potere globale.
    Vidal sottolinea come la Cina abbia investito per anni nella sovranità tecnologica attraverso grandi imprese di AI e semiconduttori, seppur sotto forte controllo statale.
    Al contrario, l’Europa si sarebbe auto-relegata al ruolo di regolatore, senza campioni industriali nell’AI, nel cloud o nei chip, rischiando così l’irrilevanza nel nuovo ordine globale.

    Link alla fonte:
    https://www.cope.es/programas/herrera-en-cope/salida-de-emergencia/noticias/marc-vidal-analista-economico-europa-dedica-regular-cierre-tapones-china-llevan-anos-construyendo-empresas-monstruosas-inteligencia-artificial-20260111_3283261.amp.html

  • Amazon rafforza la leadership tecnologica USA con un maxi-piano da 50 miliardi per l’AI governativa

    Amazon ha annunciato un investimento fino a 50 miliardi di dollari per potenziare l’infrastruttura AI e di supercalcolo destinata alle agenzie federali statunitensi, con lavori previsti dal 2026.

    Il piano prevede la costruzione di nuovi data center avanzati che aggiungeranno circa 1,3 GW di capacità computazionale nelle regioni AWS Top Secret, Secret e GovCloud, integrando servizi come SageMaker, Bedrock e chip proprietari Trainium insieme a hardware Nvidia.

    L’iniziativa risponde alle priorità dell’amministrazione USA in ambiti critici come difesa, cybersicurezza, sistemi autonomi e ricerca sanitaria, riducendo drasticamente i tempi di analisi e modellazione dei dati.

    Il progetto include architetture energeticamente più efficienti e si inserisce nella crescente competizione tecnologica con la Cina, mentre l’ecosistema cloud americano supera i 200 miliardi di nuovi impegni grazie anche agli investimenti paralleli di Microsoft e Google.

    Le nuove infrastrutture dovrebbero generare ricadute economiche significative, creando posti di lavoro e accelerando l’adozione dell’IA nel settore pubblico.

    Link alla fonte:

    https://www.adnkronos.com/tecnologia/amazon-blinda-la-sicurezza-usa-con-piano-da-50-miliardi-per-lia-governativa_4prPlSqilJTTqmOOKe19ED

  • Ue sospende parti dell’AI Act: Bruxelles cede alle pressioni Usa e Big Tech

    La Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha proposto di sospendere alcune disposizioni dell’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale entrata in vigore nell’agosto 2024.
    La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte di Washington e dei colossi tecnologici come Meta, Alphabet e Apple, preoccupati che una regolamentazione troppo rigida limiti l’innovazione.
    Secondo una bozza visionata dal Financial Times, Bruxelles valuta un “periodo di grazia” di un anno per le aziende già sul mercato e un rinvio delle sanzioni fino al 2027.
    La mossa segna una svolta rispetto alla precedente linea di fermezza dell’Ue e riflette un tentativo di conciliare tutela dei diritti e competitività economica.
    La proposta definitiva dovrebbe essere adottata il 19 novembre e necessita dell’approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo.

    Link alla fonte:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/07/ai-act-sospensione-pressioni-usa-notizie/8188459/amp/

  • Jensen Huang: «La Cina supererà gli Stati Uniti nella corsa all’intelligenza artificiale»

    Durante una conferenza a Berlino, il CEO di NVIDIA Jensen Huang ha dichiarato al Financial Times che la Cina è destinata a superare gli Stati Uniti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, grazie ai minori costi energetici e a un quadro normativo più permissivo.
    Huang ha criticato l’atteggiamento “cinico” dell’Occidente, invitando a un maggiore ottimismo.
    La dichiarazione arriva in un contesto di forte tensione tecnologica tra Washington e Pechino, con il presidente Donald Trump che ha ribadito la volontà di limitare ai soli clienti americani l’accesso ai chip Blackwell di ultima generazione.
    Nvidia, nel frattempo, non ha richiesto licenze di esportazione per il mercato cinese, citando le restrizioni imposte da Pechino.
    Le parole di Huang sottolineano la fragilità degli equilibri globali nel settore AI e il rischio di una frammentazione tecnologica sempre più marcata.

    Link alla fonte:
    https://www.ilsole24ore.com/art/il-ceo-nvidia-la-cina-battera-usa-vincera-corsa-all-intelligenza-artificiale-AHten0ZD

  • Anthropic e Washington uniscono le forze per impedire che Claude costruisca una bomba atomica

    Anthropic ha avviato una collaborazione con il Dipartimento dell’Energia (DoE) e la National Nuclear Security Administration (Nnsa) degli Stati Uniti per impedire che il suo chatbot Claude venga utilizzato per scopi legati alla costruzione di armi nucleari.

    La partnership ha portato allo sviluppo di un “classificatore nucleare”, un filtro capace di individuare conversazioni potenzialmente pericolose, basato su indicatori di rischio definiti dalla Nnsa e testato in ambienti cloud ad alta sicurezza forniti da Amazon Web Services.

    Tuttavia, diversi esperti sollevano dubbi sull’efficacia del piano: se i modelli di Anthropic non hanno mai avuto accesso a dati sensibili, la loro capacità di fornire assistenza tecnica in ambito nucleare è praticamente nulla, rendendo la misura più simbolica che concreta.

    Alcuni critici temono inoltre che collaborazioni di questo tipo possano dare alle aziende private accesso a informazioni governative riservate, con implicazioni delicate per la sicurezza nazionale.

    Anthropic difende la propria iniziativa come un passo proattivo verso la prevenzione di rischi futuri e auspica che il classificatore diventi uno standard di settore.

    Link alla fonte:

    Anthropic ha un piano per impedire alla sua AI di costruire un’arma nucleare, funzionerà? | Wired Italia

  • Guerra fredda tecnologica: USA e Cina si contendono il dominio dell’intelligenza artificiale

    La sfida geopolitica tra Stati Uniti e Cina si intensifica anche sul fronte dell’intelligenza artificiale. Sebbene gli USA mantengano una leadership grazie a infrastrutture avanzate e a un solido ecosistema di ricerca, la Cina sta colmando il divario con investimenti mirati, innovazioni come il modello DeepSeek e politiche volte all’autosufficienza tecnologica. Le sanzioni statunitensi hanno spinto Pechino a rafforzare la produzione nazionale, accelerando lo sviluppo. Parallelamente, la guerra dei talenti vede sempre più ingegneri cinesi tornare in patria, mentre la Silicon Valley rischia un rallentamento. La competizione si gioca ormai anche a livello geopolitico, con implicazioni globali per il futuro dell’AI.

    Link alla fonte:
    https://www.iltascabile.com/scienze/guerra-fredda-intelligenza-artificiale/