Un’ondata di innovazioni – dal rilascio di GPT-5.3 Codex di OpenAI e Opus 4.6 di Anthropic fino al modello video Seedance 2.0 di ByteDance – segna quello che diversi osservatori definiscono un punto di svolta per l’intelligenza artificiale.
L’imprenditore Matt Shumer parla di una fase in cui l’IA non è più solo uno strumento, ma un sistema capace di svolgere e migliorare il lavoro umano, inclusa la programmazione dell’IA stessa.
Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, descrive questa fase come una “adolescenza tecnologica”, con sistemi replicabili su larga scala e potenzialmente superiori agli esperti in molti campi, ma ancora privi di adeguate strutture di governance.
Tra i rischi emergono manipolazione, sicurezza biologica, concentrazione del potere economico e destabilizzazione democratica, mentre le dimissioni di ricercatori chiave come Mrinank Sharma evidenziano il peso morale interno al settore.
In parallelo, casi come Seedance 2.0 riaccendono lo scontro su copyright e geopolitica tecnologica, mostrando come la competizione tra aziende e Stati stia accelerando una trasformazione potenzialmente irreversibile.
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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/19/intelligenza-artificiale-balzo-tecnologico-rischi-news/8295880/
Tag: Copyright
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L’AI supera una nuova soglia: tra auto-miglioramento, rischi sistemici e tensioni etiche globali
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NVIDIA sotto accusa: uso consapevole di libri piratati per addestrare modelli AI
Una class action avviata negli Stati Uniti accusa NVIDIA di aver scaricato e utilizzato consapevolmente milioni di libri piratati per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale.
Secondo i documenti giudiziari aggiornati, l’azienda avrebbe avuto contatti diretti con Anna’s Archive, una nota “shadow library”, nonostante gli avvertimenti sulla natura illegale dei contenuti.
I testi sarebbero stati impiegati per l’addestramento di modelli come NeMo, Megatron e Nemotron, oltre a essere redistribuiti tramite infrastrutture e framework NVIDIA.
La causa, che coinvolge anche scrittori noti come Susan Orlean, potrebbe avere forti ripercussioni sull’intero settore IA e riaccendere il dibattito su copyright, fair use e responsabilità nel training dei modelli. -
Sienna Rose conquista le classifiche, ma l’artista potrebbe essere solo un algoritmo basato su AI
Sienna Rose, presentata come nuova promessa soul-jazz, ha accumulato milioni di stream e piazzato più brani nelle playlist virali di Spotify, ma numerosi indizi suggeriscono che potrebbe non esistere come artista reale.
La piattaforma Deezer ha segnalato che molti suoi brani risultano generati da software di intelligenza artificiale, citando anomalie tecniche e ritmi di pubblicazione incompatibili con un musicista umano.
L’assenza di concerti, video ufficiali e una presenza social credibile ha rafforzato i sospetti, così come presunti artefatti sonori tipici di strumenti AI.
Il caso, amplificato anche da un involontario endorsement di Selena Gomez, mette in allarme l’industria musicale, sempre più divisa tra opportunità economiche e rischi per l’autenticità artistica.
Secondo la BBC, la vicenda è emblematica di un mercato in cui artisti virtuali iniziano a competere direttamente con quelli reali.
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Matthew McConaughey registra immagine e voce per proteggersi dagli “abusi” dell’AI
L’attore americano Matthew McConaughey ha registrato ufficialmente clip della propria immagine e della propria voce presso l’American Intellectual Property Institute per limitarne l’uso improprio da parte delle piattaforme di intelligenza artificiale generativa.
L’iniziativa nasce dalle crescenti preoccupazioni degli artisti, emerse con la diffusione di strumenti come ChatGPT, rispetto alla replica non autorizzata di volti e voci.
La mossa di McConaughey è innovativa perché preventiva: punta a stabilire diritti chiari prima di eventuali abusi, a differenza delle azioni legali intraprese a posteriori da altri attori come Scarlett Johansson.
Pur difendendo la propria identità digitale, l’attore non è contrario all’IA e ha infatti investito nella startup ElevenLabs, che ha creato una versione vocale AI con il suo consenso.
Il caso evidenzia i limiti delle attuali leggi statunitensi e apre il dibattito su nuovi modelli di tutela e monetizzazione dell’identità nell’era dell’IA. -
Germania: ChatGPT “condannato” per violazione del copyright su testi musicali
Il tribunale regionale di Monaco di Baviera ha stabilito che ChatGPT ha violato la legge tedesca sul diritto d’autore utilizzando testi di nove canzoni per l’addestramento del modello.
La causa è stata intentata da GEMA, la società tedesca per i diritti musicali, che ha rivendicato la tutela delle opere creative contro l’uso non autorizzato da parte delle piattaforme di intelligenza artificiale.
Il CEO Tobias Holzmueller ha dichiarato che la decisione rappresenta un precedente importante per l’intera industria.
OpenAI ha ribattuto che i propri modelli non memorizzano dati specifici di addestramento e ha annunciato la possibilità di un ricorso.
La sentenza potrebbe avere ripercussioni significative sulle modalità di training dei modelli AI in Europa.Link alla fonte:
https://www.italiaoggi.it/marketing-e-media/media/chatgpt-per-i-giudici-tedeschi-ha-usato-testi-di-canzoni-in-violazione-del-copyright-h9b2uryh -
Getty perde la causa simbolo contro Stability AI: Londra apre un nuovo capitolo sul copyright nell’era dell’AI
L’Alta Corte del Regno Unito ha respinto la causa intentata da Getty Images contro Stability AI, accusata di aver utilizzato milioni di foto protette per addestrare il modello generativo Stable Diffusion.
Il giudice Joanna Smith ha stabilito che un modello di intelligenza artificiale non può essere considerato una “copia” di opere protette, poiché non conserva né riproduce i file originali.
L’unica violazione riconosciuta riguarda l’uso improprio del watermark “Getty” su alcune immagini generate.
La sentenza segna un punto di svolta nel dibattito sul diritto d’autore, legittimando l’addestramento dei modelli di AI su dati protetti quando non vengono riprodotti contenuti identici.
Per il settore creativo è una sconfitta, mentre per l’industria tecnologica rappresenta un’importante conferma di legittimità operativa.
Link alla fonte:
https://www.repubblica.it/tecnologia/2025/11/04/news/ia_e_copyright_getty_perde_causa_simbolo_contro_stability_ai-424958692 -
Universal e Udio: l’industria musicale riprende il controllo sull’IA generativa
Universal e Udio: l’industria musicale riprende il controllo sull’IA generativa
Universal Music Group ha siglato un accordo con la startup Udio, una delle piattaforme di generazione musicale precedentemente accusate di violazione del copyright.
L’intesa, che segue una causa della Recording Industry Association of America, segna un cambio di rotta: Udio ha eliminato la possibilità di scaricare i brani generati dagli utenti e avviato una transizione verso un modello controllato dalle major.
L’obiettivo è creare un ecosistema di IA musicale basato su licenze e consenso esplicito, restituendo agli autori un ruolo nel processo creativo ma limitando la libertà degli utenti indipendenti.
L’accordo con Udio si inserisce in una strategia più ampia che vede Universal e altre etichette storiche stringere alleanze con big tech e startup AI per costruire un’infrastruttura regolata e monetizzata della musica generativa.
Link alla fonte:
https://www.dday.it/redazione/55120/lindustria-musicale-si-mangia-lia-dopo-laccordo-con-universal-udio-elimina-i-download -
Aranzulla: “Con l’IA il mio sito perde il 25%, ma il problema è per tutti gli autori del web”
Salvatore Aranzulla, famoso fondatore di Aranzulla.it, denuncia a Fanpage.it un calo del 25% nel traffico del suo sito a causa dell’intelligenza artificiale e delle nuove modalità di ricerca di Google, come Gemini e AI Overview.
L’IA, rielaborando i contenuti originali per fornire risposte dirette agli utenti, riduce drasticamente l’accesso ai siti editoriali e quindi i loro ricavi pubblicitari.
Aranzulla sottolinea che il problema non riguarda solo lui — che dichiara di poter “vivere di rendita” — ma soprattutto collaboratori, autori e giornalisti che dipendono da un ecosistema ormai non sostenibile.
Aranzulla auspica, inoltre, una regolamentazione urgente sul diritto d’autore e propone modelli di compensazione per l’uso dei contenuti da parte delle IA, avvertendo che senza incentivi economici il web rischia di svuotarsi di contenuti di qualità.
L’intervista completa qui: -
Class action USA contro Anthropic: l’uso non autorizzato di 7 milioni di libri potrebbe portare a risarcimenti miliardari agli autori
Il 17 luglio 2025 il giudice federale William Alsup ha certificato una class action nazionale che permette a tre autori—Andrea Bartz, Charles Graeber e Kirk Wallace Johnson—di rappresentare milioni di scrittori statunitensi i cui libri sarebbero stati scaricati dai siti pirata LibGen e PiLiMi per addestrare il modello Claude di Anthropic. La causa, distinta da un precedente parziale via libera al “fair use” per i testi regolarmente acquistati e digitalizzati, contesta l’archiviazione di circa 7 milioni di opere “piratate” e potrebbe costare all’azienda miliardi di dollari (almeno 750 $ per libro). Il processo sul materiale illegale è fissato per dicembre 2025, mentre il tribunale dovrà quantificare entro il 1 settembre il corpus effettivamente copiato. Il caso stabilisce un precedente cruciale che separa l’uso trasformativo di contenuti legali dalla pirateria e potrebbe influenzare controversie analoghe contro OpenAI, Meta o Microsoft, spingendo l’intero settore IA verso pratiche di licensing più trasparenti.
Link alla fonte:
https://www.spazio50.org/ia-e-copyright-arriva-la-prima-class-action-contro-anthropic/
