Google ha introdotto nella sua app Google una nuova funzione di avatar AI basata sul modello video Omni, capace di creare cloni digitali fotorealistici degli utenti da inserire in video generati automaticamente.
In un test raccontato da WIRED, il giornalista Reece Rogers ha creato in pochi minuti una versione virtuale di sé stesso, generando clip surreali ma sorprendentemente credibili, tra dinosauri a Dolores Park e surf sotto il Golden Gate Bridge.
Nonostante errori visivi, outfit incoerenti e piccoli glitch, il risultato è stato percepito come inquietantemente realistico, soprattutto nelle espressioni facciali e nella voce sintetica.
A differenza delle precedenti funzionalità di OpenAI con Sora, Google limita la creazione di avatar agli adulti e solo per il proprio volto, nel tentativo di ridurre i rischi legati ai deepfake non consensuali.
La novità evidenzia quanto l’AI generativa stia accelerando verso esperienze sempre più immersive e personali, ma anche quanto siano urgenti nuove riflessioni su identità digitale, consenso e manipolazione visiva.
Link alla fonte:
https://www.wired.com/story/i-cloned-myself-with-geminis-ai-avatar-tool-the-result-was-unnervingly-me/
