
Tempo fa avevo condiviso un pensiero sulla FOMO generata da articoli che annunciano feature AI “imminenti”, spesso disponibili solo oltreoceano o dietro abbonamenti premium.
Ora a questi hype prematuri si aggiungono quelli generati dal reverse engineering del codice.
Un esempio: l’ultimo “APK teardown” di ChatGPT (build 1.2026.062) promette persistent memory per riprendere esattamente dove eri, un image editor più fluido con resize e aspect ratio, “Fun facts” nel profilo e persino un generatore di bio.
Non vi lascio neanche il link, stavolta.
Tutto molto interessante. Peccato che, come al solito, si tratti di codice “in divenire”, non live, non in Europa, e probabilmente non per tutti gli abbonati.
È il ciclo classico: hype anticipato → attesa indefinita → rollout graduale (se va bene).
Nel frattempo, continuo a chiudere l’app e a ricominciare da zero, come facevo nel 2024.
Chi ha voglia di scommettere su quando vedremo queste novità da noi?

