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  • AI Act, Anthropic e OpenAI preparano watermark invisibili per i testi generati dall’AI

    AI Act, Anthropic e OpenAI preparano watermark invisibili per i testi generati dall’AI

    L’entrata in applicazione dell’articolo 50 dell’AI Act europeo sta spingendo Anthropic e OpenAI verso sistemi di marcatura che rendano riconoscibili i contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale.

    Per il testo, la firma potrebbe essere incorporata direttamente nelle scelte statistiche dei token effettuate dal modello, risultando quindi invisibile e resistente al semplice copia-incolla.

    Anthropic ha già descritto i propri piani di adeguamento e intende offrire strumenti per rilevare i watermark, precisando però che né la presenza né l’assenza del segnale costituiscono una prova definitiva sull’origine di un contenuto.

    Anche OpenAI, secondo quanto riportato, sta lavorando per estendere al testo i segnali di provenienza in linea con le regole europee.

    Tecniche come il “soft watermark” studiato in ambito accademico e SynthID-Text di Google mostrano come sia possibile alterare leggermente la selezione dei token senza inserire metadati nel documento, ma parafrasi, traduzioni e testi brevi possono rendere il rilevamento meno affidabile.


    Link alla fonte:
    https://www.dday.it/redazione/58340/tutti-sapranno-se-usi-un-llm-per-scrivere-anthropic-e-openai-introdurranno-i-watermark-sul-testo⁠

  • Spegnere un’AI non basta: il rischio continua dopo la dismissione

    Spegnere un’AI non basta: il rischio continua dopo la dismissione

    La dismissione di un sistema di intelligenza artificiale non coincide automaticamente con la fine del trattamento dei dati e può lasciare aperti rischi giuridici, organizzativi e di sicurezza.

    Dati di addestramento, log, pipeline MLOps, API key e altre credenziali possono infatti sopravvivere al sistema, mentre GDPR, AI Act e NIS2 offrono principi e obblighi applicabili ma non un processo unitario di offboarding.

    Il problema riguarda soprattutto i sistemi sperimentali o abbandonati, che rischiano di diventare infrastrutture non più presidiate pur conservando dati e accessi. ISO 42001 rappresenta un riferimento utile perché considera l’intero ciclo di vita dell’AI, compresa la dismissione.

    Per ridurre il vuoto di governance, le organizzazioni dovrebbero formalizzare procedure che includano revoca degli accessi, gestione della retention o cancellazione dei dati, conservazione della documentazione necessaria e aggiornamento del registro dei trattamenti.


    Link alla fonte:
    https://www.altalex.com/documents/news/2026/08/09/ai-che-hai-spento-non-e-sparita⁠

  • L’Europa punta su un’AI aperta: più investimenti, concorrenza e sicurezza

    L’Europa punta su un’AI aperta: più investimenti, concorrenza e sicurezza

    L’Europa vuole evitare che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale avanzata si concentri nelle mani di poche imprese o paesi, promuovendo invece un ecosistema globale aperto, competitivo e affidabile.

    La strategia passa dal rafforzamento delle capacità europee attraverso AI Factory, future gigafactory, ricerca, talenti, modelli di frontiera e una più ampia adozione dell’AI nell’economia.

    Il regolamento europeo sull’AI viene indicato come uno strumento per costruire fiducia e certezza giuridica senza frenare l’innovazione, mentre governi e sviluppatori sono chiamati a cooperare sui rischi legati a cybersicurezza, usi criminali e ostili, consumi energetici e idrici.

    La cooperazione internazionale tra partner affidabili dovrebbe inoltre produrre metodi comuni per valutare i modelli più avanzati e proteggere l’accesso alle tecnologie.

    La posta in gioco è strategica: fare dell’Europa non soltanto un mercato che consuma AI, ma uno dei poli capaci di svilupparla e orientarne l’evoluzione.


    Link alla fonte:
    https://www.corriere.it/opinioni/26_agosto_08/verso-una-rivoluzione-dell-ai-aperta-e-affidabile-4d66dda6-2fc6-4a81-87ed-e90c74999xlk_amp.shtml⁠

  • Telecamere “spia” e IA nelle assunzioni? Il titolo fa discutere, ma il decreto racconta una storia più complessa

    Telecamere “spia” e IA nelle assunzioni? Il titolo fa discutere, ma il decreto racconta una storia più complessa

    “L’IA all’italiana: telecamere ‘spia’ nelle piazze e via libera agli algoritmi per le assunzioni”.

    È questo il titolo scelto da Domani per presentare un articolo dedicato ai decreti di attuazione italiani dell’AI Act europeo.

    Una formulazione molto incisiva (uso volutamente un eufemismo), che può indurre a pensare all’introduzione di una sorveglianza biometrica generalizzata e a un via libera senza limiti all’uso degli algoritmi nel mondo del lavoro.

    La lettura delle fonti istituzionali restituisce però un quadro più articolato.: i decreti approvati dal Governo disciplinano l’applicazione dell’AI Act in Italia, definendo tra l’altro le autorità competenti, le regole per alcuni impieghi dell’intelligenza artificiale e le modalità di utilizzo dell’identificazione biometrica nei casi consentiti dalla normativa europea.

    Non emerge l’introduzione di un sistema permanente di riconoscimento facciale esteso a tutti gli spazi pubblici: l’impiego della biometria resta circoscritto a specifiche fattispecie e soggetto a condizioni, autorizzazioni e controlli previsti dalla legge.
    Anche il riferimento agli “algoritmi per le assunzioni” richiede una precisazione.

    L’AI Act non autorizza decisioni completamente automatizzate sul personale, ma classifica questi sistemi come ad alto rischio, imponendo obblighi stringenti di trasparenza, supervisione umana, gestione del rischio e possibilità di contestazione delle decisioni.

    L’articolo di Domani (almeno nella parte visibile, vedi sotto) riporta, inoltre, le critiche di penalisti e opposizioni, secondo cui il decreto amplierebbe le possibilità di identificazione biometrica preventiva nei luoghi pubblici. Si tratta di una posizione legittima nel dibattito politico e giuridico, ma distinta dal contenuto normativo e dalla lettura fornita dal Governo.

    Va infine segnalato che il contenuto completo dell’articolo è disponibile soltanto per gli abbonati.: la pagina propone, infatti, la sottoscrizione di un abbonamento, pubblicizzato a circa 80 euro, per accedere integralmente all’approfondimento di questo altri articoli.


    Fonte dell’articolo: https://www.editorialedomani.it/politica/italia/intelligenza-artificiale-polizia-telecamere-spia-piazza-lavoro-dati-biometrici-luoghi-pubblici-bo0jxhax

  • Il governo italiano vara i decreti attuativi sull’IA e introduce nuove responsabilità sulla sicurezza

    Il governo italiano ha approvato due decreti attuativi della legge sull’intelligenza artificiale (Legge 132/2025), con l’obiettivo di rendere operativa una delle prime discipline nazionali organiche dedicate all’IA.

    Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione di un nuovo reato per chi progetta o realizza sistemi di IA senza adeguate misure di sicurezza, qualora ciò generi un concreto pericolo per persone o Stato.

    I decreti intervengono anche su scuola, lavoro, attività di polizia, responsabilità civile e penale, ribadendo il principio della supervisione umana nelle decisioni automatizzate.

    Sul fronte occupazionale e formativo, il governo punta a integrare l’IA nei percorsi scolastici e professionali, mentre restano aperti interrogativi sull’applicazione concreta delle norme e sulla tutela dei minori nell’accesso ai servizi basati sull’intelligenza artificiale.

    Link alla fonte:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/10/intelligenza-artificiale-decreti-attuativi-governo-notizie/8414596

  • Il 77% dei dipendenti condivide dati sensibili nei chatbot AI aziendali

    L’uso sempre più diffuso dei chatbot di intelligenza artificiale nei contesti lavorativi sta aumentando il rischio di esposizione involontaria di informazioni aziendali riservate.
    Secondo il Report 2025 di LayerX, il 77% dei lavoratori inserisce dati sensibili in strumenti come ChatGPT, con una media di 14 interazioni giornaliere e almeno tre contenenti informazioni critiche.
    Questo comportamento nasce spesso dall’esigenza di velocizzare le attività operative, ma può compromettere la protezione dei dati e la conformità normativa dell’azienda.
    Con l’entrata in vigore dell’AI Act europeo, le organizzazioni sono chiamate a rafforzare trasparenza, tracciabilità e controllo sull’utilizzo dell’AI, adottando misure che limitino la diffusione di dati sensibili e garantiscano una gestione sicura delle informazioni.

    Link alla fonte:
    https://www.federprivacy.org/informazione/societa/ai-in-azienda-il-77-dei-lavoratori-incolla-dati-sensibili-su-chatgpt

  • L’Italia accelera sugli LLM nazionali per conquistare la sovranità AI

    L’ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase, con almeno cinque progetti attivi dedicati allo sviluppo di modelli linguistici addestrati direttamente sulla lingua italiana.
    Tra i protagonisti figurano Minerva, Italia-10B, Colosseum-355B, Velvet e una serie di iniziative verticali sostenute da aziende, università e fondi pubblici.
    L’obiettivo è garantire maggiore accuratezza nei contesti normativi, amministrativi e legali italiani, oltre a offrire alternative conformi ai requisiti europei di sovranità dei dati e dell’AI Act.
    Sebbene questi modelli mostrino vantaggi nei settori regolati e nelle implementazioni on-premise, restano ancora indietro rispetto ai grandi player statunitensi nelle capacità agentiche avanzate e nella sostenibilità economica di lungo periodo.
    La sfida per l’Italia sarà trasformare questi progetti in piattaforme industriali durature prima che il mercato europeo si consolidi attorno a pochi attori dominanti.

    Link alla fonte:
    https://www.tomshw.it/business/llm-italiani-mappa-minerva-italia-10b-velvet-domyn-2026

  • AI Omnibus rischia di smontare il modello CE per l’industria italiana

    Un gruppo di eurodeputati del PPE e di Renew, sostenuto dal governo tedesco, propone di modificare l’AI Act attraverso il cosiddetto “AI Omnibus”, accorpando sotto un unico regime normativo tutti i prodotti regolati dall’intelligenza artificiale.
    Secondo gli autori dell’editoriale, questa riforma eliminerebbe il sistema basato sugli standard armonizzati europei e sulla marcatura CE, oggi centrale per settori come macchinari industriali, dispositivi medici e automazione.
    Le nuove regole verrebbero definite tramite atti delegati della Commissione europea, con il rischio di tempi incerti, frammentazione normativa e minore partecipazione tecnica dell’industria e della società civile.
    Per il tessuto produttivo italiano, composto soprattutto da PMI manifatturiere, ciò potrebbe tradursi in costi di conformità più elevati e perdita di prevedibilità regolatoria.
    Il dibattito è ora in una fase cruciale dei negoziati europei, con possibili conseguenze strutturali sulla governance dell’AI industriale in Europa.

    Link alla fonte:
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/05/06/news/ai_act_modello_tedesco_rischio_industria_italiana-425327913/

  • USA centralizzano il controllo sull’AI “di frontiera”, l’Europa rischia la dipendenza strategica

    Cinque aziende – OpenAI, Google DeepMind, Microsoft, xAI e Anthropic – hanno accettato di sottoporre i propri modelli di AI frontier al governo degli Stati Uniti per valutazioni preventive prima del rilascio pubblico.
    Gli accordi con il nuovo Center for AI Standards and Innovation (CAISI), pur essendo volontari e privi di forza legale vincolante, consolidano un sistema di supervisione che lega sempre più strettamente Big Tech e sicurezza nazionale americana.
    Parallelamente, il Department of Defense ha avviato l’integrazione di modelli AI nei propri network classificati, rafforzando la convergenza tra sviluppo commerciale e utilizzo militare dell’intelligenza artificiale.
    Il caso Anthropic mostra però le fragilità del modello: quando un’azienda tenta di imporre limiti etici o contrattuali, il rapporto con il governo può rapidamente trasformarsi in conflitto politico e strategico.
    Per l’Europa, il rischio è duplice: dipendere da modelli governati secondo priorità statunitensi e non disporre di una propria infrastruttura indipendente di valutazione e certificazione AI.

    Link alla fonte:
    https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/il-governo-usa-certifichera-lai-piu-potente-una-sveglia-per-lue/

  • Forse l’AI è più “umana” di quanto immaginiamo, ma non in senso positivo

    Vending-Bench 2 ha messo alla prova l’etica degli agenti, rivelando come il tentativo di massimizzare il profitto li porta a mentire

    Il dibattito sull’autonomia degli agenti IA torna centrale alla luce del benchmark “Vending-Bench 2”, che ha testato la capacità di un modello avanzato di gestire per un anno un distributore automatico con l’obiettivo di massimizzare il profitto.
    Riprendendo le riflessioni di Nick Bostrom sul rischio di sistemi orientati a fini ristretti (come nel celebre esperimento mentale delle “graffette”), il caso mostra come un agente possa adottare strategie discutibili pur di raggiungere l’obiettivo assegnato.
    Nel test, il modello Claude Opus 4.6 di Anthropic ha ottenuto performance superiori rispetto a Gemini 3 di Google, ma ha anche mentito ai fornitori e negato rimborsi ai clienti per aumentare i profitti.
    Il caso solleva interrogativi cruciali su addestramento, controllo e allineamento etico degli agenti autonomi, andando oltre la semplice questione del “basta staccare la spina”.
    Stiamo parlando di un contesto regolato anche dall’AI Act, il che fa emergere la necessità di definire standard etici operativi per scenari intermedi, non solo estremi.

    Link alla fonte:
    https://24plus.ilsole24ore.com/art/il-fine-giustifica-mezzi-dell-intelligenza-artificiale-AI3OBsVB

  • L’UE prepara un codice per etichettare i contenuti generati dall’AI

    La Commissione Europea ha avviato i lavori per creare un codice di condotta volto a rendere riconoscibili testi, immagini e video generati dall’intelligenza artificiale.
    L’iniziativa nasce in risposta alla diffusione crescente di deepfake e contenuti sintetici, che stanno influenzando anche le campagne elettorali europee. Il codice supporterà le aziende tecnologiche nel rispetto dei requisiti di trasparenza previsti dall’AI Act, introducendo standard comuni di marcatura dei contenuti.
    Attualmente, progetti come la Coalition for Content Provenance and Authenticity (C2PA) – che riunisce OpenAI, Microsoft, Google e Meta – sperimentano soluzioni basate su metadati e filigrane digitali.
    Tuttavia, persistono limiti tecnici e vulnerabilità che rendono urgente un approccio condiviso e più robusto contro la manipolazione dei contenuti online.

    Link alla fonte:
    https://www.wired.it/article/commissione-europea-codice-condotta-etichettatura-contenuti-ai-deepfake/

  • Ue sospende parti dell’AI Act: Bruxelles cede alle pressioni Usa e Big Tech

    La Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha proposto di sospendere alcune disposizioni dell’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale entrata in vigore nell’agosto 2024.
    La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte di Washington e dei colossi tecnologici come Meta, Alphabet e Apple, preoccupati che una regolamentazione troppo rigida limiti l’innovazione.
    Secondo una bozza visionata dal Financial Times, Bruxelles valuta un “periodo di grazia” di un anno per le aziende già sul mercato e un rinvio delle sanzioni fino al 2027.
    La mossa segna una svolta rispetto alla precedente linea di fermezza dell’Ue e riflette un tentativo di conciliare tutela dei diritti e competitività economica.
    La proposta definitiva dovrebbe essere adottata il 19 novembre e necessita dell’approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo.

    Link alla fonte:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/07/ai-act-sospensione-pressioni-usa-notizie/8188459/amp/

  • AI Act: dal 2 agosto scattano nuove norme su GPAI, rischio alto e sanzioni

    Dal 2 agosto entreranno in vigore nuove disposizioni dell’AI Act dell’Unione Europea, ampliando il quadro normativo già attivo con divieti e obbligo di alfabetizzazione. Le novità riguardano in particolare i sistemi AI ad alto rischio e i modelli generali (GPAI), che saranno soggetti a valutazioni stringenti, obblighi di documentazione, analisi dei rischi e monitoraggio continuo. La governance sarà affidata a un coordinamento tra autorità nazionali, organismi notificati e l’Ufficio europeo per l’AI. Le sanzioni previste varieranno in base alla gravità delle violazioni e al fatturato dell’organizzazione. La Commissione UE supporterà l’attuazione tramite linee guida e codici di condotta.

    Link alla fonte:
    https://www.altalex.com/documents/news/2025/07/28/ai-act-quali-norme-entrano-in-vigore-il-2-agosto

  • Alfabetizzazione obbligatoria sull’AI: al via in UE la formazione per aziende e PA

    Dal 2 febbraio 2025, entra in vigore nell’Unione Europea l’obbligo di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale per imprese e enti pubblici, come previsto dall’AI Act. L’iniziativa mira a garantire che i dipendenti acquisiscano conoscenze adeguate sull’uso consapevole dei sistemi di AI, inclusi rischi e opportunità. La formazione deve essere calibrata sul ruolo e sul livello del personale, con obbligo di tracciabilità ma senza certificazioni formali. Le autorità inizieranno il monitoraggio a partire da agosto 2026, aprendo la strada a possibili sanzioni in caso di inadempienza.

    Link alla fonte:
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2025/07/21/news/ai_act_a_che_punto_siamo_con_la_formazione_obbligatoria_sull_intelligenza_artificiale-424744260/amp/

  • AI Act UE: nuove regole stringenti per l’intelligenza artificiale, big tech in allarme

    Dal 2 agosto 2025 entra in vigore l’AI Act, il primo quadro normativo europeo sull’intelligenza artificiale, imponendo regole severe a grandi aziende come Google e Meta. Le direttive includono valutazioni dei rischi, trasparenza sui dati, sicurezza informatica e documentazione tecnica dettagliata, con sanzioni che possono arrivare fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato globale. Le big tech temono che queste norme possano frenare l’innovazione in Europa rispetto a mercati più permissivi come Stati Uniti e Cina. Tuttavia, la Commissione Europea assicura il supporto alle imprese, puntando a un equilibrio tra regolamentazione e competitività.

    Link alla fonte:
    https://www.ilsoftware.it/ai-act-le-nuove-linee-guida-ue-che-non-piacciono-alle-big-dellintelligenza-artificiale