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  • Gli “AI humanizer” riscrivono i testi delle macchine per farli sembrare umani

    Gli “AI humanizer” riscrivono i testi delle macchine per farli sembrare umani

    Se un testo generato dall’AI viene riscritto dall’AI per sembrare umano, ha ancora senso chiedersi chi l’ha scritto? Gli humanizer stanno mettendo alla prova detector e regole sulla trasparenza.

    Gli AI humanizer stanno diventando una categoria sempre più affollata di strumenti progettati per riscrivere testi generati dai modelli linguistici, introducendo variazioni sintattiche, lessicali e di ritmo tipiche della scrittura umana.

    Molti servizi puntano anche a ridurre la probabilità che i contenuti vengano identificati dagli AI detector, mentre piattaforme come GPTZero stanno integrando direttamente funzioni di riscrittura e “umanizzazione”.

    I benchmark citati valutano questi strumenti soprattutto in base alla capacità di eludere il rilevamento, preservare il significato originale e controllare il registro stilistico.

    Tra i servizi che emergono nei test figurano Rytr Pro, Walter Writes e Undetectable.ai.

    La diffusione degli humanizer complica però il dibattito sulla trasparenza dei contenuti generati dall’AI, soprattutto quando il testo nasce da una collaborazione tra essere umano e macchina.


    Link alla fonte:
    https://www.ilsole24ore.com/art/l-era-testi-umanizzati-cosi-l-ai-prova-nascondere-suo-stile-AJzD59r

  • Un AirTag svela il viaggio dei libri rari verso gli scanner di Amazon: altro “cibo” per l’IA?

    Un AirTag svela il viaggio dei libri rari verso gli scanner di Amazon: altro “cibo” per l’IA?

    Un AirTag nascosto in un libro raro ha seguito il volume fino a un reparto Amazon dove i libri vengono smontati e scansionati. L’indagine riapre il nodo della corsa ai dati originali nell’era dell’IA.

    Un’indagine di 404 Media ha seguito con un AirTag un libro raro acquistato insieme a centinaia di altri volumi, scoprendo che il localizzatore è arrivato in un magazzino Amazon di Las Vegas.

    Secondo le testimonianze raccolte, nel reparto VGT3 i libri vengono identificati tramite codice a barre o ISBN, privati della rilegatura, tagliati e trasformati in fogli da passare rapidamente negli scanner, mentre ciò che resta viene eliminato.

    Amazon afferma di acquistare libri attraverso canali commerciali per «sviluppare e migliorare» prodotti e servizi, senza specificare se il materiale digitalizzato venga utilizzato per addestrare modelli di IA.

    L’interesse per testi cartacei mai digitalizzati sarebbe particolarmente rilevante perché offre materiale originale scritto da esseri umani, in un momento in cui una quota crescente dei contenuti online può essere generata dall’IA.

    Tra i librai cresce così il timore che acquisti anonimi e sistematici possano sottrarre alla circolazione opere rare non tanto per il loro valore economico, quanto per quello storico, culturale e intellettuale.


    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/web/un-airtag-in-un-libro-raro-porta-al-magazzino-amazon-dove-i-libri-vengono-distrutti_157893.html

  • Grok analizza un articolo di Italia Oggi sull’impatto dell’IA

    Grok analizza un articolo di Italia Oggi sull’impatto dell’IA

    Da un post su X ho scoperto l’articolo di Italia Oggi intitolato “Conseguenze Inevitabili dell’IA. L’ho usato per mostrarvi come l’IA stessa può eseguire una valutazione, comprensiva di “sentiment analysis”, di un contenuto.

    Ho affidato il compito a Grok, che quando si tratta di attualità se la cava egregiamente, avendo alle spalle X oltre al Web in generale.

    Eccovi la sua risposta alla richiesta “Esegui una sentiment analysis e una valutazione realistica di questo articolo“.

    Sentiment Analysis dell’articolo

    Tono generale: Cauto, realistico e leggermente pessimista.

    L’articolo ha un sentiment prevalentemente negativo/neutrale sul breve-medio termine, con venature di accettazione fatalista (“inevitabili”).

    Breakdown del sentiment:

    • Negativo (≈55-60%): Forte enfasi sulla “decimazione” dei professionisti, parallelo con la distruzione dei posti di lavoro operai negli anni ’60-’80, senso di ineluttabilità (“lavoro povero, anche il lavoro pregiato, soprappagato”). Usa parole come disastrosa, morirà, sovrappagato, cravatta Marinelli, ecc. per sottolineare perdita di status e reddito per i colletti bianchi.
    • Neutrale/Descrittivo (≈30%): Descrive i cambiamenti tecnologici in modo fattuale (macchine utensili → robot → IA).
    • Leggermente positivo (≈10-15%): Riconosce che i servizi diventeranno “più veloci, meglio e con costi infinitesimali”. La parte sulla sanità veneta (116117) è presentata come un miglioramento concreto.

    Sentiment per sezioni:

    • Parte storica e teorica → negativa
    • Parte sul “Patriziato” che si inventa lavori inutili → ironica/critica
    • Parte sulla sanità → positiva/ottimistica

    Valutazione realistica dell’articolo

    Punti di forza (buona analisi):

    • L’analogia storica è solida. È vero che ogni ondata tecnologica ha distrutto certi lavori e creato altri. L’autore coglie bene il passaggio dal lavoro manuale al lavoro cognitivo/professionale.
    • Intuizione sul “Patriziato”: Molto azzeccata. Una parte significativa della classe medio-alta (avvocati, commercialisti, consulenti, manager intermedi, alcuni medici, burocrati) svolge lavori che sono in parte rent-seeking o poco value-adding. L’IA li colpirà duramente perché molti loro output sono proprio “file, protocolli, certificati, pareri”.
    • Realismo sui tempi: L’articolo non cade nell’hype immediato (“domani tutti disoccupati”). Parla di decenni (“50 anni dopo”), che è ragionevole. L’IA trasformerà le professioni gradualmente ma inesorabilmente.
    • Esempio concreto della sanità veneta: Molto buono. L’uso dell’IA per triage e supporto alle cure non urgenti è esattamente uno dei primi ambiti ad essere impattato (basso rischio, alto volume).

    Punti deboli / semplificazioni:

    • Un po’ troppo catastrofista sui professionisti. Non tutti i lavori cognitivi sono uguali. L’IA eccelle in compiti ripetitivi, di pattern recognition e combinazione di conoscenza esistente, ma fatica ancora (e faticherà per anni) in:
    • Giudizio contestuale complesso + responsabilità legale/etica
    • Relazioni umane profonde (terapia, negoziazione ad alto livello, leadership)
    • Creatività originale di alto livello
    • Situazioni ambigue o con dati incompleti
    • Sottovaluta l’effetto di creazione di nuovi lavori. Come è successo con i computer (che hanno creato milioni di posti di lavoro che non esistevano prima), anche l’IA creerà ruoli nuovi (prompt engineer, AI trainer, AI auditor, specialisti di sistemi ibridi uomo-IA, ecc.).
    • Visione un po’ “zero-sum”. L’autore sembra pensare che se l’IA fa un compito meglio, l’umano diventa inutile. In realtà, nella maggior parte dei casi di successo si passa a un modello aumentato (human-in-the-loop) dove la produttività esplode e si possono servire più clienti o fare cose più complesse.
    • Manca una visione economica più ampia: Prezzi più bassi dei servizi (legali, medici, contabili) aumentano il potere d’acquisto delle persone e creano nuova domanda in altri settori.

    La mia opinione complessiva (2026)

    L’articolo è buono e più lucido della media del giornalismo italiano su questo tema. Evita sia il catastrofismo apocalittico sia il tecno-ottimismo ingenuo. La tesi centrale è largamente corretta: l’IA rappresenterà il più grande shock sul mercato del lavoro dai tempi della rivoluzione industriale, e colpirà soprattutto la classe medio-alta istruita, non solo gli operai.

    Siamo nel mezzo di una transizione epocale. Chi fa lavori altamente standardizzabili (pareri legali di routine, referti medici standard, contabilità, analisi dati base, traduzione, programmazione di medio livello, ecc.) vedrà forte pressione sui compensi o riduzione drastica della domanda di lavoro umano.

    Chi invece riuscirà a posizionarsi come supervisore/orchestratore di IA, o lavora in ambiti ad alta componente relazionale/etica/creativa, o possiede capacità di apprendimento rapido, avrà un enorme vantaggio.

    Verdetto finale: Articolo 7.5/10.

    Buona diagnosi del problema, un po’ debole sulle soluzioni e sulle opportunità che nasceranno parallelamente. Ma decisamente sopra la media del dibattito italiano sull’IA.

  • ChatGPT potrebbe imitare lo stile di scrittura degli utenti con nuovi template personalizzati

    Una fuga di notizie suggerisce che OpenAI stia lavorando a nuove funzionalità per rendere ChatGPT più capace di adattarsi allo stile di scrittura degli utenti.
    Alcuni screenshot condivisi su X dall’ingegnere AI Tibor Blaho mostrerebbero un sistema di template nei “blocchi di scrittura” che permetterebbe di caricare esempi di email, articoli o documenti per insegnare al modello il proprio stile.
    Tra le novità emergerebbero anche strumenti più avanzati per la composizione di email, una modalità di scrittura a schermo intero e la possibilità di salvare bozze in formato Markdown.
    Un’altra funzione chiamata “Animate” consentirebbe invece di trasformare rapidamente immagini generate dall’AI in animazioni video.
    Sebbene le funzionalità siano ancora in fase di sviluppo, indicano la direzione di OpenAI verso strumenti sempre più personalizzabili e multimodali.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/applicazioni/articoli/n650534/chatgpt-indiscrezioni-nuove-funzioni/

  • Slop Evader filtra i contenuti AI e riporta il web all’era pre-ChatGPT

    Secondo una ricerca di Graphite, oltre la metà dei nuovi contenuti pubblicati online oggi è generata da intelligenza artificiale, superando quelli creati da esseri umani.
    In risposta a questa tendenza nasce Slop Evader, un’estensione per browser che mostra esclusivamente risultati pubblicati prima del 30 novembre 2022, data del lancio pubblico di ChatGPT (e per chi si stesse chiedendo “e per quelli cui viene volutamente cambiata la data di pubblicazione?” Farà fede quella di indicizzazione, probabilmente).
    Lo strumento, sviluppato dall’artista e ricercatrice Tega Brain, utilizza l’API di ricerca di Google per garantire contenuti sicuramente prodotti da mani umane.
    L’obiettivo è contrastare la perdita di fiducia nel web, sempre più “inquinato” da testi, immagini e video generati da modelli linguistici.
    Il progetto si inserisce in un dibattito più ampio sull’impatto economico e culturale dell’uso massivo di IA generativa per aumentare traffico e ridurre i costi editoriali.

    Link alla fonte:
    https://www.genbeta.com/navegadores/mitad-internet-se-crea-ia-esta-extension-para-navegadores-te-devuelve-internet-libre-efectos-chatgpt

  • Google Discover: oltre metà dei contenuti sono già riassunti generati con AI in alcuni Paesi

    Un’analisi di Marfeel rivela che in Paesi come Stati Uniti, Brasile e Messico oltre il 50% dei contenuti mostrati su Google Discover è costituito da riassunti generati dall’intelligenza artificiale.
    Questi testi sintetizzano notizie prodotte dai media, ma spesso rimandano a video di YouTube invece che ai siti originali degli editori, riducendo il traffico verso le testate.
    Il cambiamento trasforma Discover da canale di distribuzione a strumento di controllo dell’attenzione, con potenziali effetti negativi sui ricavi dei media.
    La tendenza solleva anche dubbi sull’affidabilità: studi della Unione Europea di Radiodiffusione indicano che i modelli linguistici commettono errori o imprecisioni nel 45% dei casi.
    Nonostante ciò, Google continua a sperimentare il modello in mercati chiave prima di un’eventuale estensione globale.

    Link alla fonte:
    https://www.eldiario.es/tecnologia/mitad-contenidos-recomendador-noticias-google-generados-ia-paises_1_12858384.html

  • “Slop” diventa la parola simbolo della “saturazione digitale” causata dall’AI

    Il termine “slop” è stato scelto come parola dell’anno 2025 da Merriam-Webster e The Economist, incarnando il crescente disagio globale verso i contenuti digitali di bassa qualità generati dall’intelligenza artificiale.
    In origine usata per indicare scarti o rifiuti, la parola è oggi associata a testi, immagini e video prodotti in massa da sistemi automatici senza valore creativo o informativo.
    La rapida diffusione dell’AI generativa, trainata anche da aziende come OpenAI, ha contribuito a inondare il web di materiali superficiali e spesso fuorvianti. Secondo editori e analisti, l’affermazione di “slop” segnala una maggiore consapevolezza critica degli utenti nei confronti di questa deriva.
    Il dibattito evidenzia, inoltre, la necessità di distinguere tra l’uso dell’AI come strumento di supporto alla creatività umana e il suo impiego per produrre contenuti inutili e non richiesti.

    Link alla fonte:
    https://www.infobae.com/tecno/2025/12/20/la-palabra-slop-se-convirtio-en-el-simbolo-del-hartazgo-digital-ante-la-avalancha-de-contenido-generado-por-inteligencia-artificial/

  • L’AI scrive bene, ma senza “esperienza” e profondità di contenuto: lo studio di Matteo Bona svela cosa manca ai testi generati dalle macchine

    Uno studio del ricercatore astigiano Matteo Bona e di tre colleghi italiani confronta sistematicamente testi umani e testi prodotti da modelli linguistici per individuare differenze strutturali profonde. L’analisi, presentata in India e in arrivo a un convegno della Sapienza, evidenzia che l’AI produce frasi corrette ma prive di elementi narrativi chiave come il “cronotopo”, ovvero l’intreccio naturale tra spazio e tempo che caratterizza la memoria e la scrittura umana. I ricercatori rilevano inoltre una generale superficialità dei contenuti generati dall’AI, spesso incapaci di restituire profondità culturale, soggettiva ed esperienziale. Lo studio utilizza confronti numerici su decine di testi umani e centinaia di testi artificiali per dimostrare quantitativamente questi scarti. I risultati suggeriscono direzioni future per modelli più sofisticati e strumenti capaci di colmare i gap narrativi dell’AI.

    Link alla fonte:
    https://www.lastampa.it/asti/2025/12/08/news/ricercatore_bona_testi_ai_dimostriamo_numeri-15426652/

  • NotebookLM diventa ancora più potente e flessibile

    Osservate, nell’immagine, il pannello a destra di NotebookLM e noterete due nuovi strumenti: Infografica e Presentazione.

    Entrambi sfruttano la potenza di generazione grafica di Nano Banana, come è già avvenuto con le Overview Video. Ma non finisce qui, perché sia in questi nuovi strumenti sia nelle panoramiche video ora potete personalizzare lo stile della grafica, ottenendo proprio il genere di immagini che serve al vostro materiale di comunicazione.

    A quanto pare, Google ha smesso di annunciare e poi rimandare, e implementa finalmente le novità rendendole disponibili a livello globale, alleluia!

  • Aranzulla: “Con l’IA il mio sito perde il 25%, ma il problema è per tutti gli autori del web”

    Salvatore Aranzulla, famoso fondatore di Aranzulla.it, denuncia a Fanpage.it un calo del 25% nel traffico del suo sito a causa dell’intelligenza artificiale e delle nuove modalità di ricerca di Google, come Gemini e AI Overview.

    L’IA, rielaborando i contenuti originali per fornire risposte dirette agli utenti, riduce drasticamente l’accesso ai siti editoriali e quindi i loro ricavi pubblicitari.

    Aranzulla sottolinea che il problema non riguarda solo lui — che dichiara di poter “vivere di rendita” — ma soprattutto collaboratori, autori e giornalisti che dipendono da un ecosistema ormai non sostenibile.

    Aranzulla auspica, inoltre, una regolamentazione urgente sul diritto d’autore e propone modelli di compensazione per l’uso dei contenuti da parte delle IA, avvertendo che senza incentivi economici il web rischia di svuotarsi di contenuti di qualità.

    L’intervista completa qui:

    Aranzulla a Fanpage.it: “Con l’IA il mio sito perde il 25%. Io vivo di rendita ma c’è un problema per tutti”

  • L’IA soffre di “brain rot”: lo studio rivela i danni dei “dati spazzatura”

    Uno studio condotto da ricercatori dell’Università del Texas ad Austin e della Purdue University, pubblicato su arXiv, evidenzia che anche le intelligenze artificiali possono soffrire di “brain rot”, una sorta di stordimento cognitivo simile a quello umano causato da un’eccessiva esposizione a contenuti digitali di bassa qualità.

    I modelli linguistici di Meta e Alibaba testati hanno mostrato un declino nelle capacità di ragionamento, memoria e comportamento etico quando addestrati con testi sensazionalistici e clickbait.

    Secondo Junyuan Hong, coautore dello studio, l’assunto che i contenuti virali siano buoni per l’addestramento è errato: i dati di scarsa qualità corrodono la logica e l’etica delle IA.

    Gli studiosi avvertono che anche le strategie di mitigazione non riescono a invertire del tutto i danni, richiamando l’attenzione su una regola valida tanto per l’uomo quanto per le macchine: “sei quello che mangi”.

    Link alla fonte:

    L’intelligenza artificiale soffre di ‘brain rot’, il rimbambimento da web: lo studio | Sky TG24

  • Reddit fa causa a Perplexity AI per scraping illegale di contenuti

    Reddit ha intentato una causa federale contro Perplexity AI e tre società di data scraping — Oxylabs UAB, AWMProxy e SerpApi — accusandole di aver estratto illegalmente contenuti dalla piattaforma per addestrare modelli di intelligenza artificiale.

    Secondo la denuncia, le aziende avrebbero aggirato le protezioni anti-scraping di Reddit e prelevato materiale anche tramite i risultati di ricerca di Google.

    Reddit sostiene di aver condotto un test “trappola” che ha dimostrato il comportamento illecito di Perplexity, rilevando l’apparizione di un contenuto creato ad hoc nei risultati del motore di risposta AI.

    La piattaforma chiede al tribunale di vietare immediatamente lo scraping e di ottenere il risarcimento dei profitti generati. Il caso si inserisce in un crescente contenzioso tra aziende tecnologiche sui limiti legali dell’uso di dati web per l’addestramento dei modelli linguistici.

    Link alla fonte:

    Perplexity beccata con le mani nel sacco con una trappola: e Reddit la porta in tribunale | Hardware Upgrade

  • Wikipedia rischia l’invisibilità… e l’AI generativa contribuisce parecchio

    La Wikimedia Foundation ha segnalato un calo significativo del traffico umano su Wikipedia, dovuto al crescente utilizzo di chatbot e motori di ricerca basati sull’IA che forniscono risposte dirette senza rimandare al sito.

    Secondo Marshall Miller, Senior Director of Product, questa tendenza minaccia la sostenibilità del progetto, riducendo volontari e donazioni.

    Nonostante i modelli linguistici di aziende come OpenAI e Meta si basino fortemente sui contenuti di Wikipedia, la visibilità dell’enciclopedia libera diminuisce.

    Nel 2025 si è registrato un calo dell’8% delle visualizzazioni rispetto al 2024, aggravato dalla scoperta di traffico automatizzato.

    Per reagire, Wikimedia punta su nuove policy di uso responsabile dei contenuti, strumenti di tracciamento e collaborazioni con piattaforme social e tecnologiche.

    Miller invita infine gli utenti a “cliccare i link” e sostenere la “conoscenza umana verificata”.

    Link alla fonte:

    Wikipedia rischia di diventare invisibile. Le risposte le dà l’IA e gli utenti visitano meno l’enciclopedia online | DDay.it

  • “Internet è morto”: l’allarme del co-fondatore di Reddit sul futuro dell’autenticità online

    Alexis Ohanian, co-fondatore di Reddit, ha dichiarato che “internet è pressoché morto”, sostenendo che la rete è ormai invasa da contenuti generati da intelligenze artificiali.

    Nel suo intervento al podcast TBPN, Ohanian ha denunciato la perdita di autenticità sul web, dominato da post e immagini prodotti da chatbot e generatori automatici.

    Questa tendenza, alimentata anche dalla crescente dipendenza degli utenti da strumenti come ChatGPT al posto dei motori di ricerca, rischia di creare un circolo vizioso: meno contenuti umani, meno materia prima per addestrare le AI.

    Ohanian prevede però una rinascita “verificabilmente umana”, con nuovi social network basati su interazioni reali e spontanee.

    Anche Sam Altman di OpenAI ha espresso preoccupazioni simili, ipotizzando che i bot potrebbero conquistare il web entro pochi anni.

    Link alla fonte:

    “Internet è morto”, il pronostico apocalittico del co-fondatore di Reddit