Tag: Bolla

  • Sarà l’AGI a salvare l’AI dalla “bolla”?

    Un editoriale pubblicato su ZEUS News riflette in modo critico sul futuro dell’intelligenza artificiale dopo l’esplosione di ChatGPT e dei modelli linguistici di grandi dimensioni.
    Secondo l’autore, la narrativa dominante che vede nell’AGI (Intelligenza Artificiale Generale) la soluzione capace di giustificare e sostenere l’attuale bolla finanziaria dell’IA è più una speranza che una strategia concreta.
    L’AGI viene descritta come un obiettivo ancora indefinito, lontano nel tempo e improbabile da raggiungere attraverso la semplice evoluzione di LLM e Transformer.
    Ne deriva l’idea che lo scoppio della bolla dell’IA sia difficilmente evitabile e che non esista, al momento, una “progettualità segreta” in grado di scongiurarlo.
    L’articolo invita quindi a distinguere tra progresso tecnologico reale e aspettative speculative alimentate dal mercato.

    Link alla fonte:
    https://www.zeusnews.it/n.php?c=31651

  • L’open source e il rischio bolla AI: perché il vero nodo è cosa resterà dopo lo scoppio

    Un editoriale del Financial Times sostiene che l’ascesa rapida dei modelli di AI open source stia erodendo i presunti “fossati” competitivi delle grandi aziende di AI proprietaria, mettendo a rischio valutazioni miliardarie fondate su API costose e modelli chiusi.
    Questa tesi trova un’eco e un ampliamento in un’analisi di The Guardian, che inquadra l’attuale boom dell’AI come una nuova “corsa all’oro” californiana: pochi troveranno davvero l’oro, mentre molti guadagni finiranno a chi vende pale e jeans, come oggi Nvidia con i chip.
    Secondo il Guardian, il punto cruciale non è se la bolla scoppierà, ma che tipo di eredità economica e tecnologica lascerà, soprattutto considerando l’enorme quantità di debito che Big Tech sta accumulando per finanziare data center e infrastrutture.
    Se l’hype sull’AI generativa e sui large language model non si tradurrà in reali guadagni di produttività o in un salto verso un’AGI “superumana”, il rischio è una correzione dolorosa, aggravata dalla finanziarizzazione del settore.
    In questo scenario, l’open source emerge come forza deflattiva che accelera la commoditizzazione dell’AI e rende ancora più fragile la narrativa di rendite straordinarie e durature.

    Link alla fonte:
    https://www.theguardian.com/technology/2025/dec/01/ai-bubble-us-economy

  • Il crollo di Oracle evidenzia i limiti strutturali del boom dell’AI: infrastrutture fisiche e debito mettono sotto pressione il mercato

    Il forte calo del titolo Oracle, in discesa del 45% dai massimi, sta diventando un campanello d’allarme per l’intero boom dell’intelligenza artificiale.

    L’azienda ha speso molto più del previsto in investimenti per data center dedicati a OpenAI, finanziando gran parte dell’espansione tramite debito e alimentando i timori degli investitori sulla sostenibilità finanziaria.

    A complicare il quadro emergono limiti fisici: ritardi nella costruzione dei data center, carenze di materiali e lunghi tempi di consegna per componenti critici mostrano che l’AI non può crescere alla velocità del software.

    Anche il mercato obbligazionario sta reagendo negativamente, con rendimenti in aumento e titoli Oracle che iniziano a essere classificati come “spazzatura”.

    Il caso Oracle evidenzia così un doppio vincolo per l’AI: le leggi della fisica e quelle della finanza.

    Link alla fonte:
    https://fortune.com/2025/12/13/oracle-stock-collapse-ai-boom-debt-data-centers-delayed/

  • Crollo delle azioni tech per timori di bolla AI dopo i risultati di Nvidia

    Nvidia, leader indiscusso nei chip per l’intelligenza artificiale, ha pubblicato i risultati del terzo trimestre fiscale 2026 (chiuso il 26 ottobre 2025) dopo la chiusura dei mercati del 19 novembre 2025. I numeri sono stati oggettivamente straordinari – da record assoluto – ma la reazione del mercato ha messo in luce l’ansia crescente degli investitori sulla sostenibilità del boom degli investimenti in AI. Quello che era iniziato come un rally post-risultati si è rapidamente trasformato in uno dei più violenti inversioni intraday degli ultimi tempi, trascinando al ribasso gli indici tech e riaccendendo il dibattito sulla “bolla AI”.

    Principali numeri dei risultati Nvidia (pubblicati il 19 novembre)

    • Fatturato: 57,0 miliardi di dollari (+62% a/a, +22% t/t) – superiore alle attese di circa 55 miliardi.
    • Segmento Data Center (core business AI): 51,2 miliardi (+66% a/a) – trainato dalla domanda insaziabile di GPU Hopper e dalle prime vendite Blackwell.
    • Utile per azione adjusted: 1,30 dollari (superiore alle stime di 1,25-1,26 dollari).
    • Utile netto: circa 31,9 miliardi (+65% a/a).
    • Guidance Q4: circa 65 miliardi di fatturato (±2%) – ben sopra il consensus di 61-62 miliardi.
    • Visibilità a lungo termine: la CFO Colette Kress ha confermato “mezzo trilione di dollari” di ricavi da Blackwell+Rubin previsti per il biennio 2025-2026.Citazioni chiave di Jensen Huang (CEO):
    • Citazioni chiave di Jensen Huang (CEO):
    • Le vendite di Blackwell sono “fuori scala” e la piattaforma è “sold out”.
    • Ha respinto le voci di bolla: «Si parla tanto di una bolla AI. Dal nostro punto di vista vediamo qualcosa di molto diverso».
    • Ha sottolineato il ROI reale dei clienti (Meta, Microsoft, Google, ecc.) con esempi concreti di guadagni di produttività e risparmi.

    Il titolo NVDA è inizialmente salito di circa il 5% nell’after-hours, trascinando al rialzo anche i futures.

    Reazione dei mercati (20-21 novembre 2025)

    Nonostante il superamento delle attese, il sentiment è peggiorato rapidamente:

    • 20 novembre (giovedì): apertura fortemente positiva grazie a Nvidia + dati sul lavoro USA migliori del previsto. A metà sessione però è scattato un violento sell-off:
    • Nasdaq Composite: swing intraday >3,5%, chiusura -2,15% (minimo da metà settembre).
    • S&P 500: -1,56%.
    • Dow Jones: -0,84% (dopo essere stato a +700 punti in mattinata).
    • NVDA stesso: chiusura -3,2% dopo essere stato a +5%.
    • Sell-off tech generale (settimana chiusa il 21 novembre):
    • AMD e Micron: entrambe -16% circa.
    • Oracle (grande cliente Nvidia): -11%.
    • Marvell: -10%.
    • Titoli quantum (IonQ, D-Wave): -11/13%.
    • Magnificent 7: Amazon e Microsoft guidano le perdite settimanali (-6/7%); solo Alphabet chiude positiva.
    • Nasdaq: una delle peggiori settimane da aprile, in forte calo dai massimi di ottobre.
    • Effetto globale: SoftBank in Giappone -11%; indici tech europei seguono a ruota.
    • Collegamento crypto: Bitcoin prolunga le perdite, -30% nelle ultime settimane, colpito dal clima risk-off su asset speculativi legati all’hype AI.

    È stato definito un “coordinato risk-off” su tech, crypto e posizioni leveraged.

    Perché il crollo nonostante numeri eccellenti? (Principali timori di bolla)

    1. Fenomeno “good is not good enough”
      Nvidia ha abituato il mercato alla perfezione assoluta. Anche un beat enorme non è bastato a fugare i dubbi su un futuro rallentamento della crescita.
    2. Valutazioni elevate
      Settore tech S&P 500 a P/E forward ~30x (vs media decennale ~22x). Rischio concentrazione Magnificent 7, che ricorda l’era dot-com.
    3. Dubbi sul ROI dell’AI e sostenibilità dei capex
      Gli hyperscaler (Meta, Microsoft, Google, Amazon) hanno annunciato centinaia di miliardi di investimenti, ma la monetizzazione concreta è ancora limitata.
      Critici (Michael Burry, Ray Dalio) sostengono che alcune società sottostimano l’ammortamento dei data center per gonfiare gli utili.
      Report MIT citato: nonostante 30-40 miliardi spesi in GenAI dalle imprese, circa il 95% non vede ancora alcun ritorno.
    4. Ventilatori macro e politici
      Incertezza sui tagli dei tassi Fed (dati lavoro hanno complicato le probabilità di dicembre).
      Tensioni USA-Cina: Nvidia ancora bloccata dall’esportare i chip top in Cina (pur esprimendo delusione).
    5. Uscite eccellenti che alimentano la paura
      Il fondo di Peter Thiel ha liquidato l’intera posizione Nvidia (~100 milioni) prima dei risultati.
      SoftBank ha venduto miliardi.
      Ray Dalio (Bridgewater): «Siamo decisamente in una bolla».

    Opinioni di analisti ed esperti

    • Toro (Wedbush, Jefferies): Nvidia ha “risposto presente”, ha smentito i bear; la domanda resta insaziabile, il ramp-up Blackwell è appena iniziato.
    • Orso/cauti (UBS, Amundi): rischi bolla reali; sottopesare i megacap, coprirsi.
    • Misti: i risultati comprano tempo ma non eliminano lo scetticismo sul pay-off dell’AI nei prossimi 1-3 anni.

    Conclusioni al 22 novembre 2025

    I fondamentali di Nvidia restano straordinariamente solidi: l’azienda sta praticamente stampando denaro con una domanda di GPU senza precedenti e una visibilità pluriennale. Tuttavia l’inversione violenta post-risultati dimostra che il titolo (e l’intero comparto AI) è prezzato per la perfezione in un mercato sempre più preoccupato per gli investimenti eccessivi senza ritorni proporzionali.

    Questo evento rappresenta un possibile punto di svolta: se i prossimi risultati degli hyperscaler mostreranno un’accelerazione della monetizzazione AI, il calo attuale apparirà come un classico “buy the news”. In caso contrario, i timori di bolla potrebbero intensificarsi ulteriormente. Per il momento la volatilità è la nuova normalità sui titoli legati all’intelligenza artificiale.

  • OpenAI ammette: Sora 2 è “insostenibile” e continua a bruciare miliardi

    OpenAI sta affrontando una crisi economica interna legata a Sora 2, il suo generatore video basato su IA.

    Secondo Futurism e Forbes, la società avrebbe registrato perdite per circa 12 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, con Sora 2 responsabile di una quota significativa dei costi operativi.

    Si stima che il modello costi fino a 5 miliardi di dollari l’anno, pari a circa 15 milioni al giorno, nonostante non sia ancora disponibile pubblicamente.

    L’analista Deepak Mathivanan (Cantor Fitzgerald) ha calcolato un costo medio di 1,30 dollari per ogni 10 secondi di video generato, mentre Bill Peebles, responsabile del progetto, ha definito il modello “completamente insostenibile”.

    L’episodio alimenta i timori di una possibile bolla dell’intelligenza artificiale, con OpenAI che, nonostante le perdite, prevede investimenti futuri nell’ordine del trilione di dollari.

    Link alla fonte:

    https://tech.everyeye.it/notizie/sora-continua-bruciare-soldi-openai-ammette-attualmente-insostenibile-842114.html