Il crollo di Oracle evidenzia i limiti strutturali del boom dell’AI: infrastrutture fisiche e debito mettono sotto pressione il mercato

Il forte calo del titolo Oracle, in discesa del 45% dai massimi, sta diventando un campanello d’allarme per l’intero boom dell’intelligenza artificiale.

L’azienda ha speso molto più del previsto in investimenti per data center dedicati a OpenAI, finanziando gran parte dell’espansione tramite debito e alimentando i timori degli investitori sulla sostenibilità finanziaria.

A complicare il quadro emergono limiti fisici: ritardi nella costruzione dei data center, carenze di materiali e lunghi tempi di consegna per componenti critici mostrano che l’AI non può crescere alla velocità del software.

Anche il mercato obbligazionario sta reagendo negativamente, con rendimenti in aumento e titoli Oracle che iniziano a essere classificati come “spazzatura”.

Il caso Oracle evidenzia così un doppio vincolo per l’AI: le leggi della fisica e quelle della finanza.

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https://fortune.com/2025/12/13/oracle-stock-collapse-ai-boom-debt-data-centers-delayed/