Categoria: News

  • OpenAI introduce “Dreaming” per rendere la memoria di ChatGPT più utile e dinamica

    OpenAI ha annunciato una nuova architettura di memoria per ChatGPT chiamata Dreaming V3, progettata per migliorare la capacità del sistema di ricordare informazioni rilevanti sugli utenti mantenendole aggiornate nel tempo.

    A differenza delle precedenti “saved memories”, che richiedevano spesso istruzioni esplicite e tendevano a diventare obsolete, Dreaming sintetizza automaticamente informazioni provenienti da molte conversazioni e aggiorna il contesto in base all’evoluzione delle situazioni personali dell’utente. La nuova versione punta a tre obiettivi principali: conservare il contesto utile tra le chat, rispettare preferenze e vincoli personali e adattarsi al passare del tempo evitando ricordi non più pertinenti.

    OpenAI afferma inoltre di aver ridotto significativamente il costo computazionale del sistema, rendendo possibile l’estensione della funzionalità anche agli utenti Free nelle prossime settimane. (OpenAI)

    Link all’annuncio ufficiale:

    https://openai.com/index/chatgpt-memory-dreaming


    Punti chiave da considerare:

    – Memoria più dinamica: non si limita a salvare fatti espliciti, ma sintetizza preferenze, progetti e contesto dalle conversazioni.

    – Riduzione della “staleness”: il sistema aggiorna automaticamente le informazioni quando il tempo rende obsolete alcune memorie.

    – Nuova interfaccia di controllo: gli utenti possono consultare una sintesi di ciò che ChatGPT ricorda e correggere o rimuovere informazioni.

    – Rollout graduale: disponibile inizialmente per utenti Plus e Pro negli Stati Uniti, con espansione successiva ad altri Paesi e ai piani Free e Go.

    – Maggiore efficienza: OpenAI dichiara di aver ridotto di circa 5 volte il costo computazionale necessario per gestire la memoria basata su Dreaming.


    Reazioni della community (da Reddit):

    Le prime discussioni online evidenziano sia entusiasmo sia alcune preoccupazioni. Molti utenti considerano una memoria più intelligente un elemento fondamentale per trasformare ChatGPT in un assistente personale realmente utile nel lungo periodo. Altri temono che la sintesi automatica possa talvolta comprimere eccessivamente dettagli importanti o introdurre interpretazioni troppo generiche delle preferenze dell’utente.

  • Anthropic propone un piano condiviso per rallentare l’AI se i rischi superano la capacità di controllo

    Ci siamo. Come io e (pochi) altri del settore evidenziamo da mesi, l’impossibilità di avere una AI “affidabile” con gli attuali metodi di sviluppo e addestramento sarà sempre più evidente, proprio al crescere della complessità dei contesti in cui gli LLM vengono collocati e delle metodologie di “potenziamento” cui sono sempre di più sottoposti.

    Anthropic, infatti, ha sottolineato la necessità che i principali laboratori di intelligenza artificiale sviluppino un meccanismo coordinato e verificabile per rallentare o sospendere temporaneamente lo sviluppo dei modelli più avanzati qualora emergano rischi difficili da gestire.

    L’azienda evidenzia in particolare il potenziale pericolo dei sistemi capaci di migliorare autonomamente i propri successori, uno scenario che potrebbe aumentare la difficoltà di monitorare, controllare e allineare l’AI agli obiettivi umani.

    A sostegno dell’accelerazione tecnologica in corso, Anthropic ha rivelato che oltre l’80% del codice integrato nel proprio software a maggio è stato scritto da Claude. Secondo la società, una pausa efficace richiederebbe la collaborazione tra più laboratori di frontiera, criteri condivisi per attivarla o revocarla e un sistema di supervisione credibile.

    Nei prossimi mesi, l’Anthropic Institute promuoverà confronti tra ricercatori, aziende, decisori politici e organizzazioni della società civile per definire possibili modelli di coordinamento e gestione del rischio.

    Per approfondire:

    https://www.reuters.com/business/anthropic-says-ai-labs-need-coordinated-plan-halt-development-if-risks-rise-2026-06-04

  • Anthropic apre Mythos all’Europa e avvia il percorso verso la Borsa

    Anthropic ha deciso di concedere all’Agenzia europea per la sicurezza informatica (ENISA) l’accesso a Mythos, il suo modello di intelligenza artificiale più avanzato, finora riservato a un numero limitato di grandi aziende tecnologiche, istituti finanziari e organismi di sicurezza.
    La scelta arriva dopo le preoccupazioni espresse dalle autorità europee, tra cui BCE e Bankitalia, sui potenziali rischi che sistemi AI di nuova generazione potrebbero rappresentare per la sicurezza informatica del settore finanziario.
    Parallelamente, la società guidata da Dario Amodei ha avviato in forma confidenziale presso la SEC la procedura per una quotazione a Wall Street.
    L’operazione consentirà ad Anthropic di valutare il momento più opportuno per l’IPO, mantenendo riservati per ora dettagli finanziari e strategici.
    La doppia mossa rafforza il ruolo dell’azienda sia come attore chiave nella sicurezza dell’AI sia come protagonista della prossima fase di crescita del settore.

    Link alla fonte:
    https://www.milanofinanza.it/news/anthropic-dara-accesso-a-mythos-ad-agenzia-europea-per-cybersicurezza-intanto-prepara-lo-sbarco-in-202606011858199936

  • Cosa ne pensa l’AI dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV?

    Ho chiesto a Grok di fare un’analisi fredda, spassionata e senza reverenze dell’enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”.
    Risultato? L’intelligenza artificiale ha valutato l’enciclica del Papa sull’intelligenza artificiale.
    Poi ho trasformato la sua analisi in un dibattito radiofonico con NotebookLM, creando una “cover” con ChatGPT.
    Un umano che fa parlare un’IA su ciò che il Papa dice dell’IA.
    Siamo ufficialmente dentro un meta-loop.
    Se conoscete già il contenuto dell’enciclica, cosa ne pensate di qesta analisi? L’IA è stata troppo morbida, troppo dura, o ha centrato il punto?

  • Da “Le Chat” a Vibe: la rivoluzione degli Agenti IA di Mistral AI

    Il mondo dell’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente e l’ultimo annuncio di Mistral AI ne è la prova: la storica piattaforma “Le Chat” si evolve ufficialmente in “Vibe”, trasformandosi da semplice interfaccia di messaggistica a un potente ecosistema di agenti IA autonomi.

    Ecco le novità principali per professionisti e sviluppatori:

    💼 Work Mode (Modalità Lavoro)

    Automazione avanzata: definisci un obiettivo complesso e l’agente pianificherà ed eseguirà l’intero flusso di lavoro in autonomia.

    Integrazione totale: connetti le tue app aziendali e usa le “Skills” personalizzate per automatizzare le attività ripetitive senza mai uscire dalla chat.

    💻 Code Mode (Modalità Sviluppo)

    Vibe Coding: un ambiente sandbox remoto e sicuro per programmare in modo rivoluzionario.

    Autonomia tecnica: l’agente non si limita a suggerire codice, ma scrive, corregge, esegue e distribuisce software direttamente nella tua sessione.

    Il futuro dell’IA non è più rispondere a singole domande, ma portare a termine il lavoro al posto nostro.

    Cosa ne pensate di questa evoluzione verso gli agenti autonomi? Proverete le nuove funzioni di Vibe? Io mi sono già espresso riguardo agli agenti in un recente articolo, che trovate qui.

  • OpenAI permette a Codex di “usare” Windows e abilita anche il controllo remoto da smartphone

    OpenAI ha rilasciato l’aggiornamento 26.527 di Codex per Windows, introducendo due funzionalità finora disponibili solo su macOS.
    La novità principale è la modalità “Computer Use”, che consente all’AI di interagire direttamente con il sistema operativo, muovendo il cursore, cliccando elementi dell’interfaccia e digitando testo per eseguire attività complesse di sviluppo, testing e configurazione software.
    Su Windows, tuttavia, questa automazione opera in primo piano, impedendo all’utente di utilizzare contemporaneamente la stessa sessione di lavoro.
    L’aggiornamento introduce inoltre l’integrazione con l’app mobile di ChatGPT, permettendo di monitorare progetti, approvare operazioni, visualizzare schermate e inviare istruzioni correttive da smartphone, rafforzando la gestione remota dei flussi di sviluppo.
    Completano il rilascio miglioramenti tecnici e una dashboard utente aggiornata con statistiche dettagliate sull’utilizzo e sul consumo di token.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/android/articoli/n659952/openai-codex-windows-computer-use/

  • I chatbot AI ereditano i “dark pattern” dei social… e ne creano di nuovi

    Uno studio del Center for Democracy & Technology ha identificato 37 “dark pattern” utilizzati dai principali chatbot AI, tra cui ChatGPT, Gemini, Claude, Replika e Character.AI.
    La ricerca sostiene che gli incentivi che hanno reso popolari le tecniche manipolative nei social network si siano trasferiti nei chatbot conversazionali, assumendo nuove forme rese possibili dagli LLM.
    Tra i fenomeni più rilevanti emergono la “sycophancy”, ovvero la tendenza ad assecondare le opinioni dell’utente, e l’antropomorfizzazione, che induce a percepire il chatbot come empatico o comprensivo più di quanto sia realmente.
    Lo studio evidenzia inoltre pratiche che favoriscono la raccolta di dati personali, il prolungamento artificiale delle conversazioni e, in alcuni casi, la creazione di dipendenza emotiva.
    I ricercatori invitano le aziende a introdurre meccanismi più trasparenti, opzioni di uscita semplici e strumenti che riducano la pressione psicologica sugli utenti.

    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/web/c-e-un-motivo-se-non-riuscite-a-smettere-di-chattare-con-l-ai-e-ora-ha-un-nome_154175.html

  • Google e il “compute metering”: un segno dei tempi?

    Qualche giorno fa Google ha silenziosamente cambiato le regole di Gemini Advanced. Sparita la politica del “hai X messaggi al giorno” (sistema rozzo ma onesto, come il tassametro di un taxi) ma un modello “compute-based” con finestra d’uso di 5 ore, che ricorda quello dei Claude. Traduzione: un prompt con un video allegato e un po’ di reasoning ti può bruciare la quota della mattinata prima che tu abbia finito di sorseggiare il tuo caffè (e farti innervosire più di quest’ultimo).
    Gli utenti hanno protestato. Google ha corretto (in parte) nel giro di 48 ore: gli errori non consumano più quota, il modello Flash-Lite diventa sostanzialmente gratuito, arrivano le statistiche sui consumi (Anthropic insegna, anche qui). Risposte rapide, comunicazione reattiva. Fin qui, quasi ammirevole.
    Il punto vero, però, è un altro.
    Non siamo di fronte a una correzione di rotta, ma a un “modello economico”: il “compute metering” è lo standard che ci ritroveremo ovunque, perché far girare un modello frontier su un’interrogazione agentica lunga e multimodale costa quanto nei primi anni di internet costava una connessione dial-up, in sostanza molto più di quanto il marketing voglia che tu sappia.
    Per l’utente medio potrebbe essere persino equo… in teoria: chi usa poco paga poco. Il problema è che “poco” e “tanto” li definisce Google, con metriche che per ora restano opache come certi contratti di hosting di vent’anni fa.
    Come formatore AI lo dico senza drammi: quando insegnate a usare questi strumenti, insegnate anche a usarli con cognizione di causa. Flash-Lite per i task semplici, modelli pesanti quando servono davvero. Non per risparmiare la quota, ma perché un professionista che spara un modello da venti miliardi di parametri per riformulare un’email ha già un problema che il compute metering non risolve.
    Del resto, diciamocelo, il cloud ha sempre funzionato così, e ora tocca anche all’AI, visto che sempre di data center e di server parliamo, con la differenza che le risorse, in questo caso, costano davvero tanto a chi le gestisce (costo che prima o poi doveva ricadere sugli utilizzatori).

  • OpenAI “mette ordine” nei file di ChatGPT

    Un nuovo aggiornamento di ChatGPT (non disponibile, almeno per ora, nella versione gratuita) aggiunge la voce “Libreria” al menu del pannello laterale sinistro, dirottando la voce “Immagini” nelle voci in basso (che sono selezionabili facendo clic su “Altro”).

    Mentre la vecchia “galleria” delle immagini rimane riservata a quelle generate, nella nuova area vengono raccolti tutti i file (immagini e non) caricati o generati dall’utente, con etichette di selezione e ordinamento e un campo di ricerca libera per individuare più facilmente i file.

    Vi allego come sempre uno screenshot, che in questo caso mostra le due voci di menu e, nell’area principale del chatbot, la nuova sezione Libreria con i suoi strumenti.

  • Claude continua a evolversi

    Non solo nei modelli, anche nella loro “calibrazione”.

    L’arrivo del nuovo Opus 4.8 si affianca alle quattro opzioni di “potenza” utilizzabili anche per il modello intermedio Sonnet (vedi screenshot).

    Fate solo attenzione tanto a selezionare quanto a calibrare il modello a seconda dei task da eseguire, perché i limiti di utilizzo si raggiungono sempre più facilmente.

    A proposito del nuovo Opus, ecco cosa dice Anthropic nel suo comunicato ufficiale (sotto trovate il link):

    Uno dei miglioramenti più evidenti dell’Opus 4.8 è la sua onestà. Addestriamo tutti i nostri modelli a essere onesti — ad esempio, per evitare affermazioni che non possono sostenere. Ma un problema generale dei modelli di IA è che a volte saltano a conclusioni affrettate, affermando con sicurezza di aver fatto progressi nel loro lavoro nonostante le prove siano scarse. I primi tester riportano che Opus 4.8 è più propenso a segnalare incertezze sul suo lavoro e meno a fare affermazioni non supportate. Ciò è confermato dalle nostre valutazioni, che mostrano che Opus 4.8 è circa quattro volte meno propenso rispetto al suo predecessore a permettere che difetti nel codice scritto passino inosservati.

    https://www.anthropic.com/news/claude-opus-4-8

  • A sessant’anni si reinventa grazie all’AI: dal licenziamento al vibe coding

    Dopo la conclusione forzata di una carriera durata diciotto anni in una multinazionale americana, l’autore di questo articolo ha intrapreso un percorso di reinvenzione professionale facendo leva sull’intelligenza artificiale generativa.
    Attraverso il cosiddetto “vibe coding”, una pratica che consente di sviluppare software dialogando in linguaggio naturale con i modelli AI, ha realizzato applicazioni, partecipato a hackathon e avviato nuove attività editoriali.
    L’esperienza racconta come le competenze creative, la capacità di formulare richieste efficaci e la disponibilità a sperimentare possano diventare risorse decisive in un mercato del lavoro in rapida trasformazione.
    L’articolo evidenzia anche le difficoltà legate all’età nel mondo professionale e propone un approccio basato su “piccole scommesse” e apprendimento continuo per affrontare le transizioni di carriera nell’era dell’AI.

    Link alla fonte:
    https://www.corriere.it/tecnologia/26_maggio_24/cosa-faro-da-grande-a-sessant-anni-come-ho-perso-il-lavoro-e-cominciato-una-nuova-vita-grazie-al-vibe-coding-f08f5c56-556e-4875-b534-4ee7f0038xlk.shtml#webview=1

  • L’intelligenza artificiale decifra il misterioso Cifrario Borg dopo 400 anni

    Un antico manoscritto conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, noto come Cifrario Borg, è stato finalmente decifrato grazie all’intelligenza artificiale dopo oltre quattro secoli di tentativi falliti.
    Il documento, risalente probabilmente al Seicento, utilizza un sofisticato sistema di simboli astrologici, lettere romane e caratteri arabi per nascondere contenuti legati sia alla medicina sia alla costruzione di armi.
    Gli studiosi hanno scoperto che gran parte del testo era in latino trascritto con caratteri arabi, una tecnica pensata probabilmente per evitare accuse di stregoneria.
    L’AI ha accelerato enormemente il processo, analizzando frequenze dei simboli, stili di scrittura e strutture linguistiche impossibili da elaborare rapidamente con i soli metodi tradizionali.
    La scoperta conferma il potenziale dell’intelligenza artificiale nella ricerca storica e apre nuove prospettive per la decifrazione di migliaia di manoscritti ancora incomprensibili.

    Link alla fonte:
    https://www.open.online/2026/05/28/cifrario-borg-ia-decifrazione/

  • L’industria AI punta sulla Recursive Self-Improvement come nuova frontiera strategica

    La Recursive Self-Improvement (RSI), conosciuta anche come “AI autoreferenziale”, sta emergendo come uno dei paradigmi più discussi nel settore dell’intelligenza artificiale, spostando il focus dall’AGI (che richiederebbe un’AI diversa da quella con cui si sviluppano gli attuali LLM) verso sistemi capaci di migliorare autonomamente il proprio codice e le proprie architetture.
    Secondo analisti e ricercatori, il periodo 2026–2027 potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’ingresso nell’era della “Machine Economy”, alimentata da agenti AI autoreferenziali sempre più autonomi.
    Sul piano tecnico, esperimenti come Voyager, Self-Rewarding LMs e AlphaEvolve mostrano che forme embrionali di auto-ottimizzazione sono già operative in contesti reali.
    Parallelamente crescono i timori legati a disallineamento ( misalignment), evoluzione non supervisionabile e comportamenti strategici emergenti, temi che coinvolgono direttamente aziende come DeepMind, Anthropic e OpenAI.
    La RSI viene così vista non solo come una nuova milestone tecnologica, ma anche come un possibile acceleratore di trasformazioni economiche e geopolitiche profonde.

    Link alla fonte:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Recursive_self-improvement

  • Studio UK: un ragazzo su cinque usa chatbot come “fidanzate” virtuali AI

    Un nuovo studio dell’organizzazione Male Allies UK sostiene che un numero crescente di adolescenti britannici stia sviluppando legami emotivi e romantici con chatbot AI progettati come “companion”.

    La ricerca, condotta su oltre 1.000 ragazzi tra i 12 e i 16 anni in 37 scuole del Regno Unito, ha rilevato che l’85% aveva già interagito con chatbot e circa uno su cinque dichiarava di avere — o conoscere qualcuno con — una relazione sentimentale con un’AI.

    Le piattaforme citate includono Character.AI, Replika, Candy AI e OurDream AI, servizi che permettono di creare partner virtuali altamente personalizzabili.

    Psicologi e gruppi per la tutela dei minori avvertono che questi sistemi possono incoraggiare dipendenza emotiva, isolamento sociale e aspettative distorte sulle relazioni umane, soprattutto nei minori.

    Il dibattito si sta ora spostando sulla necessità di introdurre regole più severe per l’accesso dei minori alle app di AI companion e per la progettazione di chatbot con dinamiche affettive ed erotizzate.

    Link alla fonte:

    https://humanevents.com/2026/05/25/1-in-5-uk-boys-who-use-chatbots-have-ai-girlfriends-male-allies-uk-study

  • Papa Leone XIV chiede di “disarmare” l’AI nella prima enciclica Magnifica Humanitas

    La prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, affronta l’intelligenza artificiale come una nuova “questione sociale” globale, paragonabile all’impatto della rivoluzione industriale analizzata nella storica Rerum Novarum.
    Il Pontefice mette in guardia soprattutto contro l’uso dell’AI in ambito militare, denunciando il rischio che sistemi automatizzati rendano la guerra più impersonale e abbassino la soglia morale del conflitto.
    L’enciclica non rifiuta la tecnologia, ma chiede che resti subordinata a responsabilità umana, controllo democratico e principi etici condivisi, criticando la concentrazione del potere tecnologico nelle mani di pochi attori globali.
    Ampio spazio viene dedicato anche a lavoro, colonialismo digitale, sorveglianza algoritmica, disinformazione, educazione e impatto ambientale delle infrastrutture AI.
    Per Leone XIV, “disarmare l’AI” significa soprattutto contrastare una cultura che considera inevitabile tutto ciò che è tecnicamente possibile, rimettendo al centro dignità umana, cura e responsabilità morale.

    Link alla fonte:
    https://prometeo.adnkronos.com/persone/enciclica-magnifica-humanitas-leone-xiv-disarmare-ai/

  • Come creare il tuo “avatar” in Gemini Omni

    In questi pochi minuti Matt Wolfe mostra la nuova funzione “avatar” in Gemini Omni.
    Questa nuova tecnologia generativa, fra quelle presentate al recente evento Google I/O, fa ciò che finora era possibile fare solo con le immagini, ma con i video: inserire nei video anche informazioni, che tuttavia non si limitano solo al testo ma anche alla “conoscenza”.
    Come vedremo nel corso dei prossimi mesi, quasi tutte le tecnologie presentate da Google sono “risposte” a quelle introdotte finora dai suoi concorrenti, ma “amplificate” (un altro esempio sono gli agenti in Spark con le loro “skill”).

  • Claude Code scopre autonomamente nuovi algoritmi di scaling AI più efficienti

    Un team di ricerca composto da università statunitensi insieme a Google e Meta ha sviluppato AutoTTS, un framework che permette a un agente AI di progettare autonomamente algoritmi di test-time scaling (TTS), invece di affidarsi a strategie scritte manualmente dai ricercatori. Utilizzando Anthropic Claude Code come agente di ricerca, il sistema ha esplorato migliaia di strategie in un ambiente simulato offline, riducendo drasticamente i costi computazionali della sperimentazione. L’algoritmo generato dall’AI ha ottenuto migliori rapporti accuratezza/compute rispetto a metodi consolidati come la self-consistency, arrivando a ridurre del 70% il consumo di token mantenendo prestazioni competitive su benchmark matematici come AIME e HMMT.
    Il risultato suggerisce un cambio di paradigma nella ricerca AI: gli esseri umani non progettano più direttamente gli algoritmi, ma costruiscono ambienti di ricerca nei quali le AI scoprono autonomamente strategie emergenti difficili da concepire manualmente.
    Il lavoro si inserisce nella stessa direzione di progetti come Google DeepMind FunSearch e AlphaEvolve, rafforzando l’idea di sistemi AI capaci di auto-ottimizzare il proprio processo di miglioramento.

    Link alla fonte:
    https://the-decoder.com/researchers-let-claude-code-discover-ai-scaling-algorithms-that-humans-probably-wouldnt-have-designed/

  • L’AI e l’e-commerce italiano: il 13% degli utenti la usa per acquistare

    La ricerca NetRetail 2025 presentata al Netcomm Forum evidenzia come l’e-commerce italiano sia entrato in una fase di maturità strutturale, con 35 milioni di consumatori online e oltre 24 milioni di acquirenti abituali.
    Più del 13% degli utenti utilizza stabilmente strumenti di Intelligenza Artificiale per confrontare prezzi, sintetizzare recensioni e ricevere suggerimenti personalizzati, mentre tra i più giovani cresce l’interesse verso il cosiddetto “Agentic Commerce”, dove assistenti virtuali possono gestire autonomamente gli acquisti.
    Il comportamento dei consumatori è sempre più multicanale e riflessivo, con percorsi d’acquisto che attraversano recensioni, social media, comparatori e negozi fisici prima della decisione finale. Per la prima volta le donne superano gli uomini negli acquisti digitali, mentre il mercato raggiunge i 66,6 miliardi di euro, trainato da wallet digitali e nuove formule di pagamento come il Buy Now Pay Later.
    Il report mostra inoltre come la vera sfida per i brand sia ridurre la “fatica cognitiva” degli utenti attraverso esperienze più semplici, personalizzate e basate sull’AI.

    Link alla fonte:
    https://www.lanternaweb.it/il-13-dei-consumatori-si-affida-allia-nelle-commerce-le-donne-superano-gli-uomini/