Tag: Lavoro

  • Il post virale di Matt Shumer riaccende l’allarme riguardo all’impatto dell’AI sull’occupazione

    Un post pubblicato su X da Matt Shumer, CEO di OthersideAI, ha superato 75 milioni di visualizzazioni in meno di due giorni, riaccendendo il dibattito globale sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione.
    L’imprenditore ha paragonato l’attuale accelerazione tecnologica ai primi mesi della pandemia di Covid-19, sostenendo che la società stia sottovalutando la rapidità con cui l’IA sta automatizzando attività professionali complesse.
    Secondo Shumer, il 2025 ha segnato un punto di svolta: modelli sempre più avanzati e agenti autonomi sono ora in grado di scrivere software e svolgere compiti specialistici con un intervento umano minimo.
    Il rilascio simultaneo di GPT-5.3 Codex di OpenAI e Opus 4.6 di Anthropic avrebbe rappresentato un “terremoto” per il settore, accelerando una trasformazione che rischia di ridisegnare il mercato del lavoro.
    Il messaggio è chiaro: non si tratta di previsioni, ma di cambiamenti già in atto destinati a estendersi a molte altre professioni.

    Link alla fonte:
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/12/news/ia_lavoro_pericolo_come_covid-425154549/

  • Anthropic scuote la consulenza finanziaria con Claude Opus 4.6, Cowork e plugin: un terremoto per Piazza Affari, ma siamo solo all’inizio

    Anthropic ha lanciato il 5 febbraio il modello Claude Opus 4.6, un aggiornamento che estende le capacità dell’AI dalla programmazione alla consulenza legale e finanziaria, fino all’analisi immobiliare, integrando intelligenza emotiva e principi morali grazie al contributo della filosofa Amanda Askell.
    Dal 12 gennaio, Anthropic aveva introdotto Claude Cowork, un tool desktop per knowledge worker che trasforma l’AI in un “collega” virtuale, capace di accedere a file, automatizzare workflow multi-step e gestire task complessi senza bisogno di coding. Inizialmente disponibile per Mac e poi esteso a Windows il 10 febbraio, Cowork (con un abbonamenti da 100-200 dollari al mese) si basa sull’architettura di Claude Code, ma è progettato per professionisti non tecnici, accelerando produttività in settori come la finanza, dove può analizzare dati, creare modelli e tracciare metriche chiave.
    A completare il quadro, il 30 gennaio sono arrivati i “plugin”: 11 pacchetti open-source ufficiali che personalizzano l’AI per ruoli specifici, unendo “skill”, connettori, comandi slash e sub-agenti.
    Tra questi, spiccano: Finance (analisi finanziarie, modellazione e tracking), Sales (ricerca prospect e preparazione deal), Marketing (drafting contenuti e pianificazione campagne), Productivity (gestione task e calendari) e Enterprise Search (ricerca fra tool aziendali), con integrazioni a piattaforme come Figma, Asana, Canva, Slack e presto Salesforce. Questi plugin rendono, per esempio, Claude “plug-and-play” per consulenze finanziarie, permettendo a Opus 4.6 di coordinare team di agenti AI autonomi anche per progetti complessi.
    L’impatto sui mercati è stato immediato e amplificato da questi sviluppi: a Piazza Affari, titoli come FinecoBank (-7,2%), Banca Mediolanum (-6,3%) e Azimut (-3,4%) hanno registrato forti ribassi l’11 febbraio, riflettendo il timore che investitori e aziende sostituiscano consulenti umani con AI agenti efficienti ed etici.
    Anthropic continua ad accelerare, innescando una corsa agli investimenti tra big tech come Microsoft, Amazon, Meta, Oracle e Google, con oltre 600 miliardi di dollari pianificati in capex per il 2026.
    Questa trasformazione strutturale, minaccia non solo il fintech ma anche software aziendali (Workday, Adobe) e legali (Thomson Reuters), con l’iShares Expanded Tech-Software Sector ETF in calo del 24% da inizio anno.
    E mentre Anthropic sviluppa personalizzazioni enterprise, gli analisti prevedono un’ulteriore disruption in più settori.

  • l’AI non riduce il lavoro, ma lo intensifica?

    Attenzione a non cadere nella trappola della produttività, perché in questo caso l’AI non riduce il lavoro, bensì lo intensifica (e lo conferma anche una ricerca sul campo)
    Una ricerca condotta su un’azienda tecnologica statunitense di circa 200 dipendenti rivela che l’adozione volontaria di strumenti di AI generativa non riduce il carico di lavoro, ma lo intensifica.
    In otto mesi di osservazione, i ricercatori hanno riscontrato un’accelerazione dei ritmi, un ampliamento delle mansioni e una crescente sovrapposizione tra lavoro e tempo personale.
    I dipendenti, spinti dall’entusiasmo e dalla percezione di maggiore produttività, hanno assunto nuove responsabilità e gestito più attività in parallelo, aumentando però il carico cognitivo e il rischio di burnout.
    Gli autori propongono l’adozione di una nuova forma di “AI practice”, fatta di un insieme di norme organizzative atte a regolare l’uso dell’AI, preservare la qualità decisionale e garantire sostenibilità nel lungo periodo.
    Il tema è cruciale per i leader che puntano su produttività e innovazione senza considerare i costi nascosti dell’intensificazione del lavoro.

    Link alla fonte:
    https://hbr.org/2026/02/ai-doesnt-reduce-work-it-intensifies-it