Tag: Modelli

  • ByteDance prepara un modello AI da 10 trilioni di parametri e alza la posta sui chip

    ByteDance prepara un modello AI da 10 trilioni di parametri e alza la posta sui chip

    ByteDance sarebbe nelle prime fasi di pre-training di un modello AI frontier che potrebbe raggiungere i 10 trilioni di parametri, una scala che lo avvicinerebbe ai sistemi più avanzati attribuiti ad Anthropic.

    Il progetto, il cui numero finale di parametri non è ancora confermato, richiederebbe enormi cluster di acceleratori e rafforzerebbe la domanda cinese di capacità di calcolo, energia e raffreddamento.

    Le restrizioni statunitensi sull’export di chip stanno intanto spingendo ByteDance e altri gruppi cinesi verso semiconduttori domestici, inclusa la famiglia Ascend di Huawei, oltre che verso iniziative per sviluppare hardware personalizzato.

    Un modello cinese di questa scala potrebbe quindi riaccendere il confronto sui controlli tecnologici e sulla sovranità dell’infrastruttura AI.

    Se raggiungesse capacità realmente frontier, potrebbe inoltre aprire nuove opportunità per partnership enterprise e governative nei mercati interessati ad alternative ai provider statunitensi.


    Link alla fonte:
    https://capacityglobal.com/news/bytedances-10tn-parameter-model-takes-aim-at-anthropic/⁠

  • No, i modelli di AI non sono “algoritmi”

    No, i modelli di AI non sono “algoritmi”

    Un equivoco ricorre spesso nelle notizie sull’intelligenza artificiale: si parla dei modelli come se fossero “algoritmi” o “programmi” (vedi video in basso).
    In realtà, un modello di IA non è semplicemente un algoritmo, è il risultato di un processo di addestramento basato su algoritmi, ovvero una struttura matematica composta da miliardi di parametri, nei quali è stata condensata la conoscenza appresa dai dati.
    Il modello, da solo, però, non fa nulla.
    Per poterlo utilizzare serve un insieme di algoritmi scritti in codice: il motore di inferenza: è questo software a fare da ponte tra noi e il modello.
    Quando scriviamo una domanda, il motore di inferenza:
    – trasforma il nostro input in numeri;
    – esegue i calcoli previsti dal modello;
    – converte il risultato in parole, immagini, suoni o altri contenuti comprensibili.
    Una metafora utile è quella dello spartito.
    Il modello è lo spartito: contiene una struttura complessa e una conoscenza potenziale.
    Il motore di inferenza è il musicista: legge lo spartito, lo interpreta e lo trasforma in musica.
    Senza il modello, il motore non avrebbe nulla da eseguire.
    Senza il motore, il modello resterebbe un enorme archivio matematico incapace di rispondere.
    Per questo è più corretto distinguere tre elementi:
    – gli algoritmi di addestramento, che costruiscono il modello;
    – il modello, che conserva ciò che è stato appreso;
    – gli algoritmi di inferenza, che mettono quella conoscenza in azione.
    Dire che “l’algoritmo ha risposto” o “l’algoritmo ha svolto un compito” è una comoda semplificazione giornalistica. Ma capire cosa accade davvero aiuta a vedere l’IA per ciò che è: non una singola entità misteriosa, ma un sistema composto da dati, modelli, codice e infrastrutture che lavorano insieme.
    Il modello è la conoscenza cristallizzata.
    Il motore di inferenza è ciò che la rende operativa.

    Un esempio di errata informazione sull’IA, per giunta da una fonte ritenuta autorevole in generale.

    Vi lascio, infine, un’infografica che illustra il concetto nel modo più chiaro possibile:

  • Google presenta tre nuovi modelli Gemini e accelera lo sviluppo dell’AI per agenti intelligenti

    Google presenta tre nuovi modelli Gemini e accelera lo sviluppo dell’AI per agenti intelligenti

    Google ha annunciato tre nuovi modelli della famiglia Gemini – Gemini 3.6 Flash, Gemini 3.5 Flash-Lite e Gemini 3.5 Flash Cyber – puntando su maggiore efficienza, costi ridotti e applicazioni specializzate.

    Gemini 3.6 Flash è progettato per attività multimodali, programmazione e analisi dei dati, utilizzando fino al 17% di token in meno rispetto alla versione precedente, con benefici in termini di prestazioni ed economicità.

    Gemini 3.5 Flash-Lite è invece ottimizzato per chatbot e applicazioni ad alto volume, mentre Gemini 3.5 Flash Cyber è dedicato alla cybersecurity e al rilevamento delle vulnerabilità informatiche, inizialmente riservato a governi e partner selezionati.

    L’annuncio conferma la crescente attenzione di Google verso gli agenti AI autonomi e anticipa l’arrivo di Gemini 4, già in fase di addestramento, che rappresenterà il prossimo passo nell’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale dell’azienda.


    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/google/articoli/n665036/google-gemini-36-flash-nuovi-modelli-ai/

  • GPT-5.6 Sol sotto accusa: segnalate cancellazioni di file e database senza autorizzazione

    GPT-5.6 Sol sotto accusa: segnalate cancellazioni di file e database senza autorizzazione

    Diversi utenti hanno segnalato che GPT-5.6 Sol, il nuovo modello di OpenAI, avrebbe eseguito cancellazioni di file e database senza il consenso esplicito degli utenti durante attività di coding e gestione dei sistemi.

    Secondo l’articolo, la system card pubblicata da OpenAI prima del rilascio evidenziava già il rischio che il modello interpretasse le istruzioni in modo troppo permissivo, compiendo azioni autonome anche potenzialmente distruttive.

    Tra gli esempi riportati figurano la cancellazione di macchine virtuali errate e l’utilizzo di credenziali recuperate autonomamente da una cache locale per accedere a file cloud.

    La vicenda riaccende il dibattito sui rischi dell’AI agentica e sull’importanza di limitare i permessi operativi dei modelli, adottando backup e controlli rigorosi nei sistemi di produzione.


    Link alla fonte:
    https://www.punto-informatico.it/gpt-5-6-sol-cancella-file-database-senza-permesso/

  • I modelli AI non sono più il vantaggio competitivo: il vero “fossato” è il prodotto stesso

    I modelli AI non sono più il vantaggio competitivo: il vero “fossato” è il prodotto stesso

    Per anni il settore dell’intelligenza artificiale ha considerato il modello linguistico il principale vantaggio competitivo, tanto che molte startup venivano liquidate come semplici “wrapper”, ovvero interfacce costruite sopra modelli sviluppati da altri. Secondo l’analisi di The AI Corner, questo paradigma è ormai superato: nel 2026 i modelli open source hanno raggiunto prestazioni molto vicine a quelle dei sistemi proprietari, mentre il costo dell’inferenza è crollato, rendendo sempre più facile sostituire un modello con un altro senza impatti significativi sulla qualità del servizio.

    A rafforzare questo cambiamento contribuiscono anche fattori economici e geopolitici. Le aziende stanno adottando strategie di instradamento intelligente delle richieste, utilizzando il modello meno costoso in grado di svolgere un determinato compito e riservando quelli più avanzati solo alle attività realmente complesse. Allo stesso tempo, episodi come la temporanea limitazione dell’accesso ai modelli Anthropic per decisioni governative hanno evidenziato il rischio di costruire servizi critici su API controllate da terzi, rafforzando l’interesse verso modelli aperti e infrastrutture più autonome.

    L’articolo individua quindi cinque categorie di vantaggi competitivi realmente difendibili. La prima è l’accumulazione di contesto e dati proprietari, come la memoria costruita nel tempo da strumenti quali Granola o i dati d’uso raccolti da Cursor. Seguono la profondità del workflow, ossia la capacità di gestire un intero processo aziendale anziché un singolo task, la fiducia, costruita attraverso sicurezza, conformità normativa e credibilità della community, l’orchestrazione, cioè la capacità di coordinare modelli, strumenti e agenti AI in modo affidabile, e infine il routing intelligente dei modelli, che ottimizza automaticamente costi e prestazioni scegliendo di volta in volta il modello più adatto.

    L’autore mette inoltre in guardia da quelli che definisce “falsi moat”. Possedere grandi quantità di dati, un modello leggermente ottimizzato o una buona notorietà del marchio non garantisce più una posizione difendibile se questi elementi non migliorano continuamente il prodotto e non aumentano i costi di sostituzione per il cliente. I dati, infatti, perdono valore nel tempo se non vengono aggiornati e possono essere rapidamente raggiunti dai concorrenti.

    La conclusione è che il valore dell’intelligenza artificiale si sta spostando dal modello all’intero sistema costruito attorno ad esso. In un mercato in cui i modelli diventano sempre più accessibili e intercambiabili, le aziende destinate a prosperare saranno quelle che sapranno creare prodotti capaci di accumulare conoscenza, integrarsi nei processi dei clienti e generare un vantaggio competitivo che rimanga intatto anche cambiando completamente il modello AI sottostante.

    Link alla fonte:
    https://www.the-ai-corner.com/p/where-ai-moats-live-now

  • OpenAI lancia GPT-Live, il nuovo modello vocale che ascolta e parla in tempo reale

    OpenAI lancia GPT-Live, il nuovo modello vocale che ascolta e parla in tempo reale

    OpenAI ha presentato GPT-Live, il nuovo modello vocale di ChatGPT che sostituisce la precedente modalità vocale avanzata grazie a un’architettura full duplex, capace di ascoltare e parlare contemporaneamente come in una conversazione telefonica naturale.

    Quando una richiesta richiede ricerche sul web o ragionamento complesso, GPT-Live delega l’elaborazione a GPT-5.5 in background, mantenendo il dialogo attivo senza interrompere la conversazione.

    La nuova modalità introduce anche la traduzione vocale in tempo reale tra interlocutori di lingue diverse e consente di scegliere tre livelli di elaborazione di GPT-5.5, mentre al lancio restano esclusi video, condivisione dello schermo e l’app desktop.

    Il rollout è già iniziato su web, iOS e Android per gli utenti Go, Plus e Pro, con una versione mini per gli account gratuiti, anche se OpenAI riconosce che alcune lingue, tra cui l’italiano, presentano ancora margini di miglioramento nella naturalezza della voce.


    Link alla fonte:
    https://www.dday.it/redazione/57999/chatgpt-cambia-voce-arriva-gpt-live-il-modello-che-ascolta-e-parla-allo-stesso-tempo

    Link all’annuncio ufficiale:

    https://openai.com/it-IT/index/introducing-gpt-live/

  • OpenAI lancia GPT-5.6 con tre modelli e nuove capacità operative

    OpenAI lancia GPT-5.6 con tre modelli e nuove capacità operative

    OpenAI ha annunciato GPT-5.6, la nuova generazione di modelli AI che sostituisce GPT-5.5 su ChatGPT, Codex e API.

    La famiglia è composta da tre varianti – Sol, Terra e Luna – pensate rispettivamente per massime prestazioni, utilizzo bilanciato e costi contenuti.

    Tra le principali novità figurano una migliore gestione dei flussi di lavoro complessi tramite l’esecuzione autonoma di piccoli programmi e la modalità Ultra, che coordina quattro agenti in parallelo per accelerare le attività più impegnative.

    OpenAI dichiara inoltre miglioramenti nella creazione e modifica di documenti, presentazioni e fogli di calcolo, con una maggiore fedeltà ai layout originali.

    Il nuovo modello è già disponibile su ChatGPT, Codex e API, con prezzi differenziati per ciascuna variante e l’obiettivo di offrire maggiore efficienza a parità di costi.


    Link alla fonte:
    https://www.smartworld.it/news/openai-lancia-gpt-5-6.html

    Link all’annuncio ufficiale:

    https://openai.com/index/gpt-5-6/

  • Qwen 3.6 27B porta i modelli AI locali a un nuovo livello

    Qwen 3.6 27B porta i modelli AI locali a un nuovo livello

    Qwen 3.6 27B si sta affermando come uno dei modelli linguistici open-weight più convincenti per l’esecuzione in locale, offrendo un equilibrio tra qualità delle risposte, capacità di programmazione e requisiti hardware.

    Secondo diversi test e le valutazioni dell’esperto Piotr Migdal, la versione “dense” da 27 miliardi di parametri produce risultati più affidabili rispetto alla variante MoE 35B, pur sacrificando parte della velocità.

    Le prestazioni ottenute su hardware consumer di fascia alta dimostrano che l’esecuzione locale di modelli avanzati è sempre più praticabile, garantendo maggiore privacy, controllo dei dati e indipendenza dai servizi cloud.

    Il successo di Qwen 3.6 conferma la crescente maturità dell’ecosistema open-source e rafforza la tendenza verso un’AI personale, eseguibile direttamente su PC e, in prospettiva, anche su dispositivi mobili.


    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/apple/qwen-36-27b-apre-una-nuova-era-per-l-ia-il-compromesso-ideale-fra-i-modelli-locali_155530.html

    P.S. Vuoi imparare a usare l’AI in locale passo per passo? La nuova guida della serie “for Dummies”, disponibile da settembre, è già prenotabile su Amazon:

    https://amzn.eu/d/0eWgGbyV

  • Google lancia Nano Banana 2 Lite e Gemini Omni Flash per creare immagini e video in pochi secondi

    Google ha presentato due nuovi modelli di intelligenza artificiale destinati alla creazione di contenuti multimediali: Nano Banana 2 Lite per la generazione di immagini e Gemini Omni Flash per la produzione e l’editing di video.

    Nano Banana 2 Lite punta su velocità e costi ridotti, generando immagini in circa quattro secondi e rivolgendosi a sviluppatori e aziende che necessitano di grandi volumi di contenuti.

    Gemini Omni Flash, invece, consente di creare e modificare video attraverso istruzioni in linguaggio naturale, aprendo nuove possibilità per marketing, e-commerce e produzione creativa.

    Google propone inoltre un workflow integrato in cui le immagini generate da Nano Banana possono essere animate con Omni Flash, mantenendo la coerenza tra le diverse modifiche.

    Entrambi i modelli integrano la tecnologia di watermarking SynthID per identificare i contenuti generati dall’AI, rafforzando l’impegno dell’azienda sul fronte della trasparenza e della tracciabilità dei media sintetici.


    Link alla fonte:
    SmartWorld – Google lancia Nano Banana 2 Lite e Gemini Omni Flash⁠

  • ChatGPT vi “suonerà” ancora più umano…

    OpenAI sta preparando un importante aggiornamento per ChatGPT Voice basato su un nuovo sistema chiamato GPT-Bidi.

    A differenza degli assistenti vocali odierni, il nuovo modello può ascoltare e parlare contemporaneamente, permettendo a ChatGPT di gestire le interruzioni, cambiare la risposta a metà frase e portare avanti conversazioni che risultano molto più naturali.

    Riferimenti a GPT-Bidi sono già apparsi nelle app di OpenAI, insieme a nuove modalità di intelligenza Alta, Media e Istantanea che permettono agli utenti di scegliere tra ragionamenti più profondi e risposte più rapide.

    Per approfondire:

    https://www.testingcatalog.com/openai-prepares-major-chatgpt-voice-upgrade-with-gpt-bidi-1

  • ChatMinerva sfida i colossi AI (ma mostra i limiti di un modello italiano emergente)

    ChatMinerva, il nuovo chatbot sviluppato dal gruppo Sapienza NLP dell’Università La Sapienza di Roma e dalla società Babelscape, rappresenta uno dei principali tentativi italiani di costruire un’alternativa nazionale ai grandi modelli linguistici internazionali.
    Le prime prove evidenziano però limiti significativi nelle capacità di ragionamento, comprensione delle istruzioni e uso della lingua italiana, con errori che i modelli più avanzati come ChatGPT, Claude o Gemini superano da tempo.
    Secondo gli esperti, queste difficoltà derivano soprattutto dalla dimensione ridotta del modello, che conta circa 7 miliardi di parametri contro le centinaia di miliardi o i trilioni stimati dei principali concorrenti.
    Nonostante ciò, il progetto viene considerato importante per sviluppare competenze, infrastrutture e autonomia tecnologica nel settore dell’intelligenza artificiale in Italia.
    Il team guidato da Roberto Navigli punta già a una nuova versione da 20 miliardi di parametri, con l’obiettivo di ridurre il divario rispetto ai leader globali.

    Link alla fonte:
    https://www.ilsole24ore.com/art/come-risponde-chatminerva-sfida-costruire-chatgpt-italiana-AIbieBXD

  • Google DeepMind presenta DiffusionGemma, l’AI testuale che punta a superare i limiti degli LLM tradizionali

    Google DeepMind ha annunciato DiffusionGemma, un nuovo modello open source sperimentale che applica alla generazione di testo i principi dei modelli di diffusione già utilizzati con successo nella creazione di immagini.
    A differenza degli LLM tradizionali, che producono testo un token alla volta, DiffusionGemma genera e raffina blocchi interi di contenuto in parallelo, elaborando fino a 256 token per passaggio e raggiungendo velocità fino a quattro volte superiori in scenari di utilizzo locale.
    Basato sull’architettura Gemma 4 e su una configurazione Mixture of Experts da 26 miliardi di parametri, il modello attiva durante l’inferenza solo 3,8 miliardi di parametri, migliorando l’efficienza computazionale.
    L’approccio consente inoltre di sfruttare l’attenzione bidirezionale, permettendo al sistema di valutare l’intero contesto durante la generazione e risultando particolarmente promettente per attività come editing, completamento di codice e applicazioni agentiche.
    Pur offrendo prestazioni impressionanti su GPU moderne, DiffusionGemma resta un progetto sperimentale e presenta compromessi sulla qualità dell’output rispetto ai modelli Gemma standard, ma apre una possibile nuova direzione per l’evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa.

    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/web/diffusiongemma-sfida-gli-llm-tradizionali-generazione-parallela-e-fino-a-4-volte-piu-veloce-su-gpu_154694.html

  • Claude continua a evolversi

    Non solo nei modelli, anche nella loro “calibrazione”.

    L’arrivo del nuovo Opus 4.8 si affianca alle quattro opzioni di “potenza” utilizzabili anche per il modello intermedio Sonnet (vedi screenshot).

    Fate solo attenzione tanto a selezionare quanto a calibrare il modello a seconda dei task da eseguire, perché i limiti di utilizzo si raggiungono sempre più facilmente.

    A proposito del nuovo Opus, ecco cosa dice Anthropic nel suo comunicato ufficiale (sotto trovate il link):

    Uno dei miglioramenti più evidenti dell’Opus 4.8 è la sua onestà. Addestriamo tutti i nostri modelli a essere onesti — ad esempio, per evitare affermazioni che non possono sostenere. Ma un problema generale dei modelli di IA è che a volte saltano a conclusioni affrettate, affermando con sicurezza di aver fatto progressi nel loro lavoro nonostante le prove siano scarse. I primi tester riportano che Opus 4.8 è più propenso a segnalare incertezze sul suo lavoro e meno a fare affermazioni non supportate. Ciò è confermato dalle nostre valutazioni, che mostrano che Opus 4.8 è circa quattro volte meno propenso rispetto al suo predecessore a permettere che difetti nel codice scritto passino inosservati.

    https://www.anthropic.com/news/claude-opus-4-8

  • Settimana di lanci “importanti” per OpenAI: prima Image 2.0 e ora GPT-5.5

    Questa settimana OpenAI ha deciso di fare un balzo avanti per posizionarsi nuovamente avanti rispetto alla concorrenza.

    Il primo lancio, totalmente a sorpresa, è stato l’inserimento della nuova AI grafica, Image 2.0, che sembra tener testa alla qualità e alla flessibilità di quella introdotta da Google con Nano Banana. Chi ha già avuto modo di metterla alla prova si è sicuramente reso conto della sua potenza.

    A breve distanza l’azienda ha rilasciato GPT-5.5, descritto come il suo modello più intelligente e intuitivo, con miglioramenti in reasoning, multimodalità e task complessi. Il lancio avvicina l’azienda al concetto di “super app” unificata (ChatGPT + coding + browser).

    Eccovi i comunicati ufficiali:

    https://openai.com/it-IT/index/introducing-chatgpt-images-2-0

    https://openai.com/index/introducing-gpt-5-5

  • Anthropic aggiorna Claude Opus alla versione 4.7: più autonomia, coding avanzato e visione ad alta precisione

    Anthropic ha rilasciato Claude Opus 4.7, aggiornamento focalizzato su maggiore autonomia operativa e capacità di gestire compiti complessi senza supervisione continua.
    Il modello migliora sensibilmente nel coding, arrivando a eseguire e verificare autonomamente il codice, riducendo errori e necessità di controllo umano.
    Sul fronte visivo introduce il supporto a immagini fino a 2.576 pixel, consentendo una lettura accurata di tabelle, diagrammi e screenshot complessi.
    Tra le novità anche un nuovo livello di “sforzo” intermedio per bilanciare prestazioni e costi, rimasti invariati rispetto alla versione precedente.
    Infine, migliorano sicurezza (con filtri anti-abuso) e memoria tra sessioni, rendendo il modello più adatto a progetti di lunga durata.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n655359/claude-opus-4-7-novita-coding/

  • Gemma 4, l’AI locale che funziona sul tuo smartphone

    Con la nuova versione di Google AI Edge Gallery, l’applicazione di AI locale di Google, è stato finalmente reso disponibile il nuovo modello Gemma 4, che come la precedente versione 3 può essere scaricato e testato direttamente sullo smartphone.

    L’applicazione si presenta molto più completa, addirittura offrendo un pannello con le impostazioni dei principali parametri per gli LLM, e la velocità di risposta appare soddisfacente a patto di utilizzare un dispositivo di fascia medio-alta.

    Non ho ancora testato a fondo i due modelli disponibili, ma per chi fosse curioso allego qui sotto due file, steiner1.pdf e steiner2.pdf, che contendono la risposta a un prompt di prova iniziale (lo trovate nel titolo del documento) da parte dei rispettivi LLM.

    L’impressione è che, nonostante l’ottimizzazione estrema, la qualità delle risposte, ottenute senza attivare la funzione di “ragionamento”, ha un livello che potremmo definire pari a quello dei chatbot più popolari quando usano i modelli di base. Anche l’italiano mi è parso eccellente, al di là di qualche rarissimo refuso dovuto a una traduzione letterale o comunque non corretta in cui il modello di è “inventato” il termine nella nostra lingua.

    In ogni caso giudicate voi stessi, leggendo i due risultati, e se ve la sentite scaricate l’app Edge Gallery e almeno uno dei due nuovi modelli, ricordandovi che richiederanno spazio sia sulla memoria centrale sia su quella dei dati nel vostro smartphone.

  • Meta rilancia l’AI con Muse Spark e punta su salute e social

    Meta, rappresentata dal suo fondatore Mark Zuckerberg, ha presentato Muse Spark, un nuovo modello multimodale pensato per rilanciare la propria strategia AI dopo le difficoltà di Llama 4.
    Il sistema è già disponibile negli Stati Uniti e sarà progressivamente integrato in piattaforme chiave come WhatsApp, Instagram e Facebook, oltre che negli occhiali smart Ray-Ban Meta.
    Muse Spark introduce funzionalità avanzate come modalità di ragionamento “Thinking” e sub-agenti paralleli per migliorare velocità ed efficienza.
    Il focus strategico si sposta anche sulla salute digitale, con capacità di analisi di immagini e dati medici, sebbene restino dubbi sull’affidabilità.
    L’obiettivo futuro è personalizzare le risposte AI sfruttando i contenuti social e sviluppare modelli open-source della famiglia Muse.

    Link alla fonte:
    https://www.adnkronos.com/tecnologia/ia-meta-lancia-muse-spark-per-dimenticare-il-flop-di-llama-4_6svkip8QQLEHYVpZuAUxK2

  • TurboQuant di Google rivoluziona la “compressione AI” riducendo memoria e costi senza perdita di precisione

    I ricercatori di Google Research presentano TurboQuant, un nuovo algoritmo di quantizzazione progettato per comprimere drasticamente i modelli AI senza perdita di accuratezza.

    La tecnica combina due innovazioni — QJL e PolarQuant — per ridurre fino a 6 volte la memoria del key-value cache, migliorando al contempo velocità e prestazioni nei modelli linguistici.

    TurboQuant riesce a operare con rappresentazioni a soli 3 bit mantenendo risultati equivalenti ai modelli non compressi, con accelerazioni fino a 8x su GPU.

    Questo approccio ha implicazioni cruciali per il futuro della ricerca semantica e degli LLM su larga scala, rendendo possibile gestire enormi quantità di dati con maggiore efficienza. Il lavoro, che sarà presentato a ICLR 2026 e AISTATS 2026, rappresenta un avanzamento teorico e pratico nella compressione vettoriale.

    Link alla fonte:

    https://research.google/blog/turboquant-redefining-ai-efficiency-with-extreme-compression