Tag: Coding

  • Anthropic aggiorna Claude Opus alla versione 4.7: più autonomia, coding avanzato e visione ad alta precisione

    Anthropic ha rilasciato Claude Opus 4.7, aggiornamento focalizzato su maggiore autonomia operativa e capacità di gestire compiti complessi senza supervisione continua.
    Il modello migliora sensibilmente nel coding, arrivando a eseguire e verificare autonomamente il codice, riducendo errori e necessità di controllo umano.
    Sul fronte visivo introduce il supporto a immagini fino a 2.576 pixel, consentendo una lettura accurata di tabelle, diagrammi e screenshot complessi.
    Tra le novità anche un nuovo livello di “sforzo” intermedio per bilanciare prestazioni e costi, rimasti invariati rispetto alla versione precedente.
    Infine, migliorano sicurezza (con filtri anti-abuso) e memoria tra sessioni, rendendo il modello più adatto a progetti di lunga durata.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n655359/claude-opus-4-7-novita-coding/

  • Pretext riscrive il layout web: Cheng Lou introduce un nuovo standard ad alte prestazioni

    L’ingegnere Cheng Lou ha lanciato Pretext, una libreria open source che promette di rivoluzionare il layout del testo sul web eliminando la dipendenza dal DOM e i costosi processi di reflow.
    Sviluppata con il supporto di strumenti AI come OpenAI Codex e Claude, la soluzione consente di calcolare il layout dei testi tramite pura matematica, raggiungendo prestazioni fino a 600 volte superiori rispetto agli approcci tradizionali.
    Pretext introduce un modello “prepare + layout” che rende il rendering prevedibile e adatto a interfacce dinamiche, generative e ad alta frequenza.
    Il progetto ha già ottenuto un’enorme trazione nella community, segnalando un possibile cambio di paradigma nello sviluppo frontend.
    Le implicazioni sono profonde: il web potrebbe evolvere da documento statico a piattaforma programmabile simile a un motore grafico, spinta anche dall’accelerazione dell’AI-assisted coding.

    Link alla fonte:
    https://venturebeat.com/technology/midjourney-engineer-debuts-new-vibe-coded-open-source-standard-pretext-to

  • Google Stitch introduce il “vibe design” e rivoluziona la progettazione UI con emozioni e voce

    Google aggiorna Stitch, il suo strumento sperimentale di design AI presentato al Google I/O 2025, introducendo il concetto di “vibe design”, che consente di creare interfacce partendo da emozioni e input astratti anziché da wireframe tradizionali.
    L’integrazione con Gemini Live permette agli utenti di dialogare vocalmente con la canvas, ricevendo suggerimenti, modifiche in tempo reale e persino interviste guidate per definire il design.
    Il sistema include anche un agente di design e un Agent Manager per gestire progetti complessi e collaborativi.
    Tra le funzionalità avanzate figurano l’estrazione automatica di design system da URL e la sincronizzazione tramite file DESIGN.md con altri strumenti.
    Stitch completa il flusso trasformando design statici in prototipi interattivi, segnando un possibile cambio radicale nel modo in cui si progettano le interfacce digitali.

    Link alla fonte:
    https://www.punto-informatico.it/stitch-di-google-creare-interfacce-con-voce-emozioni/

  • Buonanno rilancia: “Il coding non è morto, ma sta cambiando pelle con l’AI”

    Roberto Buonanno torna, su Tom’s Hardware Italia, al dibattito acceso dal suo articolo provocatorio intitolato “Il coding è morto”, analizzando le reazioni della community di sviluppatori italiani.
    Al centro del confronto ci sono le dichiarazioni di Dario Amodei, CEO di Anthropic, secondo cui entro 6–12 mesi i modelli AI potrebbero svolgere end-to-end il lavoro di un ingegnere software.
    Buonanno mappa paure e speranze emerse nei commenti: dal timore delle “scatole nere” e dei rischi di sicurezza, alla trasformazione del ruolo dei programmatori in orchestratori di agenti AI.
    L’autore propone infine un decalogo operativo per usare strumenti come OpenClaw in modo sicuro e strategico, sostenendo che la vera sfida non sia difendere il coding tradizionale, ma adattarsi a un mercato che sta già cambiando.
    La tesi è semplice: l’AI non elimina il valore, lo ridistribuisce, premiando chi è in grado di evolvere competenze e mentalità.

    Leggete il ricco e interessante articolo qui:
    https://www.tomshw.it/business/ho-scritto-che-il-coding-e-morto-ecco-come-gli-sviluppatori-mi-hanno-risposto

  • Anthropic lancia Claude Code Security e innesca il sell-off dei titoli cybersecurity

    Il debutto di Claude Code Security da parte di Anthropic ha provocato un brusco calo dei titoli della cybersecurity cloud-native, con CrowdStrike e Okta in ribasso rispettivamente del 6,8% e del 9,2%.
    Il nuovo strumento, basato sul modello Claude Opus 4.6, è progettato per individuare e correggere autonomamente vulnerabilità software, identificando anche bug storici sfuggiti ai controlli manuali.
    Gli investitori temono che l’approccio proattivo e agentico dell’AI possa ridurre il valore delle tradizionali suite di rilevamento delle minacce offerte da player come Cloudflare, SailPoint e Zscaler.
    Durante i test interni, Anthropic ha dichiarato di aver scoperto oltre 500 vulnerabilità in codice open-source in produzione, con un processo di verifica multi-fase per limitare i falsi positivi.
    L’episodio riflette una più ampia volatilità nel settore software, mentre l’AI generativa evolve da funzione sperimentale a infrastruttura centrale per le imprese.

    Link alla fonte:
    https://it.investing.com/news/stock-market-news/titoli-cybersecurity-in-calo-dopo-il-lancio-dello-strumento-claude-code-security-di-anthropic-3232786

  • Gli sviluppatori di videogiochi perdono fiducia nell’AI? Parrebbe di sì

    Ebbene sì, l’industria videoludica sta vivendo una fase di crescente diffidenza verso l’intelligenza artificiale generativa.

    Secondo i dati, oltre la metà degli sviluppatori (il 52% per essere precisi) ritiene che l’AI stia avendo un impatto negativo sul processo creativo e produttivo dei videogiochi, un balzo significativo rispetto al 30% registrato appena un anno fa.

    Parallelamente, il consenso positivo sta crollando: solo il 7% degli addetti ai lavori esprime oggi un giudizio favorevole, contro il 13% dell’anno precedente.

    Il settore, quindi, appare sempre più diviso tra la visione dei vertici aziendali e quella dei team di sviluppo.

    Colossi come Ubisoft e Microsoft continuano a spingere per un’integrazione capillare dell’IA in tutte le fasi della produzione, mentre realtà come Larian Studios mantengono un approccio più prudente, limitandosi a impiegarla per attività circoscritte come la prototipazione.

    Nonostante il malcontento crescente, l’IA rimane comunque presente nei flussi di lavoro: il 33% degli sviluppatori la utilizza quotidianamente, soprattutto per compiti ripetitivi, ricerca di riferimenti, scrittura di comunicazioni interne e supporto al coding.

    Il quadro che emerge da questa indagine è, come si può notare, quello di un settore polarizzato, in cui l’adozione dell’IA generativa procede tra spinte dall’alto e resistenze dal basso, mentre il dibattito sul suo ruolo futuro sembra avvicinarsi a un punto di svolta.

    Link all’articolo originale:

    https://www.msn.com/it-it/money/storie-principali/l-ia-generativa-non-convince-pi%C3%B9-gli-sviluppatori/ar-AA1Vl8B4

  • L’AI mette in crisi Tailwind: framework popolarissimo, ma ricavi in caduta e licenziamenti

    Il framework CSS Tailwind, oggi tra i più utilizzati dagli sviluppatori, ha dovuto licenziare il 75% del proprio team di ingegneri a causa di un drastico calo dei ricavi.
    Secondo il CEO Adam Wathan, l’intelligenza artificiale consente agli utenti di ottenere codice e soluzioni CSS direttamente dai chatbot, riducendo il traffico verso la documentazione ufficiale (-40%) e bloccando la conversione verso i prodotti a pagamento.
    Nonostante una popolarità in crescita, l’azienda ha registrato un crollo degli introiti dell’80%, mettendo a rischio la sostenibilità del modello di business.
    A offrire un sostegno temporaneo è arrivata Google, che ha annunciato la sponsorizzazione del progetto, dando a Tailwind tempo per ripensare la propria strategia di monetizzazione nell’era dell’AI.

    Link alla fonte:
    https://www.xataka.com/robotica-e-ia/tailwind-despide-al-75-su-equipo-ingenieria-motivo-impacto-brutal-que-ia-ha-tenido-nuestro-negocio/amp

  • Il 2025 segna la svolta: gli LLM diventano componenti attive dei sistemi, non più semplici chatbot

    Nel 2025 i Large Language Models hanno superato il ruolo di interfacce conversazionali, trasformandosi in elementi operativi integrati in sistemi complessi.
    Grazie a tecniche di reasoning avanzato come Chain-of-Thought, Tree-of-Thought e RLVR (Reinforcement Learning from Verifiable Rewards), i modelli non si limitano a rispondere, ma pianificano azioni, utilizzano strumenti, verificano risultati e correggono errori nel tempo.
    Questa evoluzione ha reso concreti gli agenti AI come pattern ingegneristici, particolarmente efficaci in domini strutturati come lo sviluppo software e la ricerca tecnica.
    Il coding è passato dalla scrittura manuale alla delega asincrona, spostando il valore umano verso supervisione e controllo qualità, in linea con visioni storiche come quelle di Leslie Lamport.
    Parallelamente sono emerse nuove sfide su sicurezza, governance e geopolitica dei modelli open weight, rendendo il 2025 una vera linea di demarcazione per l’AI moderna.

    Link alla fonte:
    https://www.ilsoftware.it/il-2025-ha-cambiato-tutto-perche-gli-llm-ai-non-sono-piu-semplici-chatbot/

  • Claude Code ricrea in un’ora un sistema sviluppato da Google in un anno

    Una principal engineer di Google, Jaana Dogan, ha raccontato che Anthropic Claude Code è riuscito a generare in circa un’ora una versione funzionante di un sistema che il suo team stava sviluppando da oltre un anno.
    Il progetto riguarda orchestratori di agenti distribuiti, un’area in cui Google aveva esplorato diverse soluzioni senza arrivare a un approccio definitivo.
    Dopo l’eco mediatica, Dogan ha chiarito che l’output di Claude Code è una “toy version”, non pronta per la produzione, ma sorprendentemente solida come punto di partenza.
    L’episodio evidenzia quanto rapidamente gli strumenti di coding basati su AI stiano comprimendo i tempi di prototipazione.
    Secondo Dogan, la vera sfida resta l’esperienza necessaria per trasformare queste basi in prodotti robusti e duraturi.

    Link alla fonte:
    https://the-decoder.com/google-engineer-says-claude-code-built-in-one-hour-what-her-team-spent-a-year-on/

  • Il “Vibe Coding Paradox”: quando l’AI accelera il coding ma congela le decisioni

    L’articolo esplora il paradosso emergente dello sviluppo software assistito da AI: la stessa fluidità che rende l’AI un potente amplificatore di produttività può anche mascherare decisioni architetturali sbagliate.
    Quando lo sviluppatore possiede il sistema — come in un progetto personale — l’AI diventa un’estensione intenzionale della visione progettuale.
    Nei contesti legacy o contrattuali, invece, l’AI viene usata come strumento di sopravvivenza cognitiva, privilegiando soluzioni “good enough” che perpetuano debito tecnico.
    Il risultato è un codice formalmente corretto ma allineato a pattern disfunzionali già esistenti.
    Il messaggio chiave è che l’AI non migliora i sistemi: li replica, amplificando la qualità — o i difetti — delle scelte umane che la guidano.

    Link alla fonte:
    https://dev.to/junothreadborne/the-vibe-coding-paradox-i31

  • OpenAI sviluppa Codex con Codex: l’agente di coding diventa auto-migliorante

    OpenAI utilizza Codex, il suo agente di software engineering, per sviluppare e migliorare lo stesso Codex, rendendolo una componente centrale del lavoro quotidiano degli ingegneri.
    In un’intervista ad Ars Technica, il product lead Alexander Embiricos afferma che la maggior parte del codice dell’agente è scritta dallo stesso Codex, in un ciclo ricorsivo supervisionato da esseri umani.
    L’agente, presentato come research preview nel maggio 2025, opera su cloud, gestisce repository reali, propone pull request ed è integrato in ChatGPT, CLI ed editor come VS Code.
    La rapida adozione interna ed esterna, accelerata dall’arrivo di GPT-5 Codex, rafforza la posizione di OpenAI in un mercato competitivo dove il coding è visto come uno dei casi d’uso più solidi dell’AI.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/business/articoli/n641835/openai-usa-codex-per-sviluppare-codex/

  • LingGuang della cinese Ant Group inaugura l’AI che crea app funzionanti in pochi secondi

    Ant Group ha lanciato LingGuang, una nuova intelligenza artificiale cinese capace di generare applicazioni interattive complete in meno di 30 secondi a partire da semplici comandi testuali.
    A differenza dei classici modelli linguistici, LingGuang è un ambiente di runtime che trasforma le richieste degli utenti in codice eseguito in tempo reale, producendo app, grafici dinamici, modelli 3D e simulazioni operative.
    Il successo è stato immediato: milioni di utenti in pochi giorni hanno messo sotto pressione l’infrastruttura di Ant, costringendo a ripetute espansioni dei server.
    Il progetto segnala un cambio di paradigma nell’IA, orientato all’utilità quotidiana e alla riduzione dell’attrito tra intenzione umana e software, oltre a rappresentare il ritorno strategico di Ant Group come protagonista dell’innovazione tecnologica cinese.

    Link alla fonte:
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2025/12/09/news/lingguang_intelligenza_artificiale_come_cinese_funziona_ant_group-425030604/

  • Programmatore umano batte l’AI di OpenAI in una sfida di coding

    Il programmatore polacco Przemysław Dębiak ha sconfitto un’intelligenza artificiale di OpenAI alle AtCoder World Tour Finals 2025 a Tokyo, vincendo una competizione di programmazione con un punteggio superiore del 9,5%. La sfida, basata su un complesso problema di ottimizzazione, si è svolta nell’arco di 600 minuti. Dębiak ha guadagnato 500.000 yen e ha sottolineato come questa vittoria rappresenti una dimostrazione temporanea della superiorità umana in determinati contesti. L’evento evidenzia la crescente capacità delle AI nel campo del software engineering, ma anche la resilienza dell’ingegno umano.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n625862/uomo-batte-ai-programmazione/