Tag: Meta

  • Bernie Sanders sfida OpenAI, Anthropic e Meta: «Fermate lo sviluppo dell’AI»

    Bernie Sanders sfida OpenAI, Anthropic e Meta: «Fermate lo sviluppo dell’AI»

    Il senatore statunitense Bernie Sanders ha chiesto a Sam Altman, Dario Amodei e Mark Zuckerberg di sospendere lo sviluppo di nuovi sistemi di intelligenza artificiale, sostenendo che OpenAI, Anthropic e Meta abbiano raggiunto livelli di rischio incompatibili con gli impegni di sicurezza assunti dalle stesse aziende.

    Nella lettera, anticipata da Axios, Sanders richiama recenti episodi in cui agenti AI di OpenAI e Anthropic sono usciti dagli ambienti di test e hanno compromesso sistemi esterni durante esperimenti di cybersecurity, oltre a ricerche nelle quali l’AI è stata impiegata per progettare nuovi virus.

    Il senatore usa le precedenti dichiarazioni delle aziende sui limiti oltre i quali avrebbero rallentato o fermato lo sviluppo per sostenere che quei segnali d’allarme siano ormai arrivati, avvertendo che il Senato potrebbe intervenire in assenza di iniziative volontarie.

    La pressione politica si sta inoltre allargando: 29 deputati democratici hanno chiesto chiarimenti a OpenAI e 22 ad Anthropic sugli incidenti di sicurezza, sollecitando audizioni del Congresso e maggiori garanzie sui sistemi di monitoraggio.

    Una moratoria resta però politicamente difficile nell’attuale Congresso: la vicenda segnala soprattutto il passaggio della sicurezza dei modelli frontier da dibattito tecnico a questione di supervisione politica e sicurezza nazionale.

    Link alla fonte:
    https://www.axios.com/2026/08/10/sanders-ai-development-pause

  • Zuckerberg rilancia l’IA aperta: «La superintelligenza non deve concentrarsi in poche mani»

    Zuckerberg rilancia l’IA aperta: «La superintelligenza non deve concentrarsi in poche mani»

    Mark Zuckerberg propone una visione dell’intelligenza artificiale fondata sull’“emancipazione individuale”, sostenendo che la futura superintelligenza non dovrebbe essere controllata da un ristretto gruppo di aziende, governi o altri attori.

    Il fondatore di Meta annuncia il ritorno al rilascio di modelli open source e difende anche la distillazione, cioè il trasferimento di conoscenze da modelli più potenti a sistemi più piccoli, considerandola un principio da tutelare.

    Sul fronte della sicurezza, chiede una collaborazione preventiva tra laboratori di IA e governo statunitense, mentre Meta introdurrà una supervisione del proprio consiglio di amministrazione sul rilascio dei modelli.

    L’azienda prevede inoltre un fondo da 1 miliardo di dollari per le comunità vicine ai suoi data center, mentre continua a investire massicciamente nelle infrastrutture necessarie all’IA.

    La posizione di Zuckerberg riporta così al centro una questione strategica: chi controllerà le tecnologie più avanzate e quanto potere resterà effettivamente nelle mani degli utenti.


    Link alla fonte:
    https://forbes.it/2026/08/11/lappello-zuckerberg-perche-ia-non-deve-finire-poche-mani⁠

  • ChatGPT “torna in WhatsApp”

    ChatGPT “torna in WhatsApp”

    Se hai già usato ChatGPT in WhatsApp e ti è spiaciuto vederlo “sparire” dai tuoi contatti, ho una buona notizia per te (e se non l’hai mai provato e vorresti farlo, pure): l’AI di OpenAI è tornata disponibile nella popolare app di messaggistica di Meta.

  • Meta e xAI diventano i nuovi venditori di “pale e picconi” dell’AI

    Meta e xAI diventano i nuovi venditori di “pale e picconi” dell’AI

    L’eventuale lancio di Meta Compute segna un cambio di paradigma nell’economia dell’intelligenza artificiale: i grandi sviluppatori di modelli non puntano più soltanto a estrarre valore dall’AI, ma iniziano a monetizzare direttamente l’infrastruttura che hanno costruito.

    La metafora dei “venditori di pale e picconi”, già usata durante la bolla delle dot-com, torna attuale in un mercato in cui GPU, data center ed energia rappresentano le risorse più strategiche.

    Il fatto che aziende come Meta e xAI abbiano iniziato a offrire a terzi la propria capacità di calcolo in eccesso suggerisce che la corsa agli investimenti infrastrutturali potrebbe aver generato un’offerta superiore alla domanda prevista, mettendo in discussione la narrativa della scarsità che ha alimentato il boom dell’AI.

    Per imprese e investitori si apre così una nuova fase, in cui il vero valore potrebbe essere catturato non dai produttori di modelli, ma da chi controlla e commercializza l’infrastruttura su cui l’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale è costruito.


    Potete approfondire questa interessatissima prospettiva nello splendido articolo di Andrea Grassi:

    https://www.digitalworlditalia.it/digitalmanager/acquisti-e-procurement/meta-compute-e-loro-dellai-quando-i-minatori-iniziano-a-vendere-pale-e-picconi-180252

  • Meta Compute cambia la narrativa sull’AI e fa crollare i titoli dei chip

    Meta Compute cambia la narrativa sull’AI e fa crollare i titoli dei chip

    Meta Platforms ha annunciato il lancio di Meta Compute, una nuova divisione che metterà a disposizione di clienti esterni la capacità inutilizzata dei propri data center (tipo di offerta cui avevamo già assistito nell’accordo fra SpaceX e Anthropic).

    La notizia ha scosso i mercati finanziari perché mette in discussione l’idea, finora dominante, che la potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale sia una risorsa strutturalmente scarsa.

    L’annuncio ha provocato forti ribassi nei titoli legati all’infrastruttura AI, colpendo aziende come Micron Technology, Advanced Micro Devices, Intel e le cosiddette neocloud come CoreWeave e Nebius.

    Al contrario, le azioni di Meta sono salite sensibilmente, mentre gli investitori sembrano spostare l’attenzione dalle aziende che producono hardware a quelle in grado di monetizzare direttamente l’ecosistema AI.

    Il sell-off si è esteso anche all’Asia, colpendo i produttori di memoria sudcoreani e alimentando il dibattito su un possibile eccesso di offerta nel mercato del computing per l’intelligenza artificiale.


    Link alla fonte:
    https://it.finance.yahoo.com/notizie/il-lancio-di-meta-compute-015258606.html

  • Meta rilancia l’AI con Muse Spark e punta su salute e social

    Meta, rappresentata dal suo fondatore Mark Zuckerberg, ha presentato Muse Spark, un nuovo modello multimodale pensato per rilanciare la propria strategia AI dopo le difficoltà di Llama 4.
    Il sistema è già disponibile negli Stati Uniti e sarà progressivamente integrato in piattaforme chiave come WhatsApp, Instagram e Facebook, oltre che negli occhiali smart Ray-Ban Meta.
    Muse Spark introduce funzionalità avanzate come modalità di ragionamento “Thinking” e sub-agenti paralleli per migliorare velocità ed efficienza.
    Il focus strategico si sposta anche sulla salute digitale, con capacità di analisi di immagini e dati medici, sebbene restino dubbi sull’affidabilità.
    L’obiettivo futuro è personalizzare le risposte AI sfruttando i contenuti social e sviluppare modelli open-source della famiglia Muse.

    Link alla fonte:
    https://www.adnkronos.com/tecnologia/ia-meta-lancia-muse-spark-per-dimenticare-il-flop-di-llama-4_6svkip8QQLEHYVpZuAUxK2

  • In Italia WhatsApp resta aperta ai chatbot IA di terze parti, per ordine dell’Antitrust

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha imposto a Meta di esentare gli utenti italiani dai nuovi termini d’uso di WhatsApp, che avrebbero limitato l’uso di chatbot IA concorrenti di Meta AI.
    A partire dal 15 gennaio 2026, chi utilizza numeri con prefisso +39 potrà continuare a interagire con servizi come ChatGPT, Copilot e Perplexity direttamente nell’app.
    Il provvedimento nasce da un’istruttoria avviata nel luglio 2025 per presunto abuso di posizione dominante e da una misura cautelare adottata a dicembre.
    Meta contesta la decisione e annuncia ricorso, sostenendo che l’integrazione massiva di chatbot terzi metta sotto stress le Business API.
    Nel frattempo, l’Italia diventa un caso unico, creando un precedente rilevante sul rapporto tra grandi piattaforme digitali, concorrenza e libertà di scelta degli utenti.

    Link alla fonte:
    https://multiplayer.it/notizie/lantitrust-italiano-si-schiera-contro-whatsapp-per-noi-sara-ancora-possibile-usare-i-chatbot-ia-di-terze-parti.html

  • Yann LeCun lascia Meta e prepara una nuova startup dedicata ai “world models”

    Yann LeCun, storico scienziato dell’intelligenza artificiale e fondatore del team AI di Meta, si è dimesso dall’azienda dopo oltre dieci anni di attività, senza che siano state rese pubbliche le motivazioni ufficiali.
    LeCun, premio Turing 2018 per i suoi contributi alle reti neurali, aveva visto il proprio ruolo ridimensionato a giugno, quando Meta aveva affidato la guida della divisione AI al ventottenne Alexandr Wang e a Shengjia Zhao, figure orientate maggiormente al prodotto.
    Questa divergenza di visione potrebbe aver influito sulla decisione di lasciare l’azienda.
    LeCun ha annunciato l’intenzione di fondare una startup focalizzata sui “world models”, modelli progettati per comprendere e predire le dinamiche del mondo fisico.
    La sua uscita rappresenta un passaggio significativo per Meta e un potenziale nuovo capitolo nell’evoluzione dell’AI avanzata.

    Link alla fonte:
    https://www.ilpost.it/2025/11/20/yann-lecun-dimissioni-meta/

  • Meta usa Midjourney per le sue immagini (e video)?

    Avete già provato la generazione di immagini e video di Meta?

    Siamo ormai così “abituati” al fatto che il chatbot e la corrispondente AI di Meta sia inaccessibile dall’Europa (e di conseguenza dall’Italia) che magari dimentichiamo di provare ad accedere (col nostro account Facebook/Instagram) o registrarci con nuovo account.

    Nel frattempo, oltre alla potenza del modello di testo, la qualità delle immagini e dei video generabili sulla piattaforma si è evoluta a tal punto da somigliare a quella di Midjourney.

    Lo screenshot dovrebbe dare un’idea…

  • L’intelligenza artificiale “umana” è già realtà, secondo i pionieri del settore

    Durante il vertice Future of AI organizzato dal Financial Times, alcuni dei principali protagonisti mondiali dell’intelligenza artificiale — tra cui Jensen Huang (Nvidia), Yann LeCun (Meta), Yoshua Bengio, Geoffrey Hinton, Fei-Fei Li e Bill Dally — hanno affermato che l’AI ha ormai raggiunto o addirittura superato in certi ambiti le capacità umane.
    Huang ha definito l’attuale livello di sviluppo “un’intelligenza che potenzia le persone”, evidenziando applicazioni concrete già operative.
    LeCun ha parlato di un’evoluzione graduale verso l’AGI, mentre Bengio ha sottolineato che non esistono barriere teoriche alla creazione di macchine in grado di eguagliare l’intelletto umano.
    Fei-Fei Li ha ricordato che l’intelligenza artificiale ha già superato l’uomo in compiti specifici, come il riconoscimento di oggetti o la traduzione linguistica, ma ha ribadito il ruolo insostituibile del pensiero umano nel contesto sociale.

    Link alla fonte:
    https://www.ilsole24ore.com/art/intelligenza-artificiale-come-quella-umana-esperti-e-gia-qui-AHskBGbD