Tag: Google

  • Google e il “compute metering”: un segno dei tempi?

    Qualche giorno fa Google ha silenziosamente cambiato le regole di Gemini Advanced. Sparita la politica del “hai X messaggi al giorno” (sistema rozzo ma onesto, come il tassametro di un taxi) ma un modello “compute-based” con finestra d’uso di 5 ore, che ricorda quello dei Claude. Traduzione: un prompt con un video allegato e un po’ di reasoning ti può bruciare la quota della mattinata prima che tu abbia finito di sorseggiare il tuo caffè (e farti innervosire più di quest’ultimo).
    Gli utenti hanno protestato. Google ha corretto (in parte) nel giro di 48 ore: gli errori non consumano più quota, il modello Flash-Lite diventa sostanzialmente gratuito, arrivano le statistiche sui consumi (Anthropic insegna, anche qui). Risposte rapide, comunicazione reattiva. Fin qui, quasi ammirevole.
    Il punto vero, però, è un altro.
    Non siamo di fronte a una correzione di rotta, ma a un “modello economico”: il “compute metering” è lo standard che ci ritroveremo ovunque, perché far girare un modello frontier su un’interrogazione agentica lunga e multimodale costa quanto nei primi anni di internet costava una connessione dial-up, in sostanza molto più di quanto il marketing voglia che tu sappia.
    Per l’utente medio potrebbe essere persino equo… in teoria: chi usa poco paga poco. Il problema è che “poco” e “tanto” li definisce Google, con metriche che per ora restano opache come certi contratti di hosting di vent’anni fa.
    Come formatore AI lo dico senza drammi: quando insegnate a usare questi strumenti, insegnate anche a usarli con cognizione di causa. Flash-Lite per i task semplici, modelli pesanti quando servono davvero. Non per risparmiare la quota, ma perché un professionista che spara un modello da venti miliardi di parametri per riformulare un’email ha già un problema che il compute metering non risolve.
    Del resto, diciamocelo, il cloud ha sempre funzionato così, e ora tocca anche all’AI, visto che sempre di data center e di server parliamo, con la differenza che le risorse, in questo caso, costano davvero tanto a chi le gestisce (costo che prima o poi doveva ricadere sugli utilizzatori).

  • Come creare il tuo “avatar” in Gemini Omni

    In questi pochi minuti Matt Wolfe mostra la nuova funzione “avatar” in Gemini Omni.
    Questa nuova tecnologia generativa, fra quelle presentate al recente evento Google I/O, fa ciò che finora era possibile fare solo con le immagini, ma con i video: inserire nei video anche informazioni, che tuttavia non si limitano solo al testo ma anche alla “conoscenza”.
    Come vedremo nel corso dei prossimi mesi, quasi tutte le tecnologie presentate da Google sono “risposte” a quelle introdotte finora dai suoi concorrenti, ma “amplificate” (un altro esempio sono gli agenti in Spark con le loro “skill”).

  • Le piattaforme AI alzano i prezzi mentre riducono le risorse disponibili

    L’articolo di cui trovare il link in basso analizza il progressivo deterioramento del rapporto tra provider di AI e utenti, sostenendo che aziende come OpenAI e Anthropic (ma anche Google, a quanto pare) stiano entrando in una dinamica tipica dei monopoli tecnologici: far pagare di più offrendo contemporaneamente meno risorse.
    Il testo spiega in modo accessibile i tre principali costi tecnici associati all’uso degli LLM nel cloud — token, contesto e tool — traducendoli in consumo reale di GPU, memoria e processi server-side.
    Secondo l’autore, la fine dell’era della “crescita finanziata” da investitori come BlackRock sta imponendo ai provider la necessità di trasformare utenti ad alta intensità computazionale in fonti di profitto, anche tramite limiti nascosti e degradazione graduale delle performance.
    L’articolo sottolinea, inoltre, i rischi sistemici per aziende che hanno integrato gli LLM nei propri processi operativi, esponendosi a dipendenze economiche e tecnologiche difficili da controllare.
    La conclusione invita a usare i modelli linguistici come strumenti di elaborazione del linguaggio e non come sostituti del pensiero critico o decisionale (mentre l’inizio accenna a un successivo articolo sull’AI locale).

    Link alla fonte:
    https://www.zeusnews.it/n.php?c=32073

  • Gemini trasforma gli utenti “avatar” realistici e li mette nei video

    Google ha introdotto nella sua app Google una nuova funzione di avatar AI basata sul modello video Omni, capace di creare cloni digitali fotorealistici degli utenti da inserire in video generati automaticamente.
    In un test raccontato da WIRED, il giornalista Reece Rogers ha creato in pochi minuti una versione virtuale di sé stesso, generando clip surreali ma sorprendentemente credibili, tra dinosauri a Dolores Park e surf sotto il Golden Gate Bridge.
    Nonostante errori visivi, outfit incoerenti e piccoli glitch, il risultato è stato percepito come inquietantemente realistico, soprattutto nelle espressioni facciali e nella voce sintetica.
    A differenza delle precedenti funzionalità di OpenAI con Sora, Google limita la creazione di avatar agli adulti e solo per il proprio volto, nel tentativo di ridurre i rischi legati ai deepfake non consensuali.
    La novità evidenzia quanto l’AI generativa stia accelerando verso esperienze sempre più immersive e personali, ma anche quanto siano urgenti nuove riflessioni su identità digitale, consenso e manipolazione visiva.

    Link alla fonte:
    https://www.wired.com/story/i-cloned-myself-with-geminis-ai-avatar-tool-the-result-was-unnervingly-me/

  • Gemini integra Canva e rende le immagini AI completamente modificabili

    Google ha annunciato al Google I/O 2026 una nuova integrazione tra Google, Gemini e Canva che permette di trasformare le immagini generate dall’IA in progetti completamente editabili.
    Attraverso un semplice comando testuale nella chat, gli utenti possono inviare un contenuto creato con Gemini direttamente nell’editor Canva, eliminando passaggi manuali e workflow frammentati.
    La funzione “Magic Layers” consente inoltre di separare automaticamente sfondi, oggetti e testi in livelli indipendenti, rendendo molto più semplice la modifica grafica avanzata.
    L’integrazione include anche il supporto al Brand Kit di Canva, così da adattare automaticamente colori, font e identità visiva aziendale ai contenuti generati.
    Questa collaborazione conferma la strategia di Google di trasformare Gemini in una piattaforma AI sempre più integrata con strumenti professionali di creazione e publishing digitale.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/business/articoli/n659070/gemini-canva-modificare-immagini-ai/

  • Google I/O 2026

    Tutte le novità più importanti dell’evento Google I/O in meno di 15 minuti e con sottotitoli in italiano attivabili:
    https://youtu.be/tfx2CjqtCUI?si=JKM6_tqJlPyhqVpq

  • L’AI individua il primo exploit zero-day: Google segnala una svolta nella “cyberwarfare”

    Il Google Threat Intelligence Group ha documentato il primo caso noto in cui un modello di intelligenza artificiale sarebbe stato utilizzato per individuare e sviluppare un exploit zero-day contro un popolare software open source per la gestione di sistemi web.
    L’attacco sfruttava una vulnerabilità logica avanzata capace di aggirare l’autenticazione a due fattori tramite uno script Python, evidenziando come gli LLM stiano evolvendo da semplici generatori di phishing a strumenti sofisticati per la ricerca di vulnerabilità.
    Secondo i ricercatori, la struttura del codice — ricca di commenti didattici e pattern tipici dei dataset di addestramento — suggerisce fortemente l’uso di modelli linguistici nella creazione dell’exploit.
    Google ha chiarito di non aver trovato prove dell’utilizzo di Gemini, ma il caso conferma che gruppi APT legati a China, North Korea e Russia stanno già sfruttando l’AI per automatizzare analisi CVE, sviluppare malware e aggirare protezioni di sicurezza.
    L’episodio segna un cambio di paradigma nella cybersecurity: l’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento offensivo accessorio, ma una componente centrale nello sviluppo di attacchi informatici avanzati.

    Link alla fonte:
    https://www.redhotcyber.com/post/lai-ha-scritto-il-suo-primo-exploit-zero-day-la-cybersecurity-entra-in-una-nuova-era/

  • Gemini Omni sarà la prossima bomba che Google sgancerà all’evento del 19 e 20 maggio?

    Google potrebbe essere pronta a lanciare Gemini Omni, un nuovo modello di generazione video basato su intelligenza artificiale scoperto da alcuni utenti all’interno dell’app Gemini, anche se non è ancora stato annunciato ufficialmente.
    Le prime demo condivise online mostrano la capacità del sistema di creare scene molto dettagliate e coerenti, sia in contesti educativi — come un professore che spiega formule matematiche alla lavagna — sia in ambientazioni cinematografiche con personaggi realistici e interazioni naturali.
    I risultati evidenziano un notevole salto qualitativo nella resa visiva e narrativa, pur con alcune imperfezioni nei movimenti e nella sincronizzazione degli elementi.
    Secondo le informazioni emerse, il modello avrebbe però limiti di utilizzo piuttosto stringenti anche per gli utenti del piano Google AI Pro, suggerendo un elevato consumo computazionale.
    L’annuncio ufficiale potrebbe arrivare durante il prossimo evento Google I/O 2026, dove Google potrebbe rafforzare ulteriormente la competizione nel settore dei video generativi contro piattaforme come Sora di OpenAI e altri modelli multimodali emergenti.

    Link alla fonte (include video):
    https://multiplayer.it/notizie/gemini-omni-e-il-nuovo-generatore-di-video-ultra-realistici-ecco-cosa-puo-fare.html

  • Google accelera sull’AI agentica: “Remy” punta a diventare un assistente AI sempre attivo

    Google starebbe sviluppando una nuova evoluzione di Gemini chiamata internamente “Remy”, progettata come assistente AI agentico capace di operare in autonomia su diverse attività digitali.
    La piattaforma permetterebbe agli utenti di salvare operazioni tra i preferiti, rinominarle e riprenderle successivamente, trasformando Gemini in un sistema più persistente e organizzato.
    Google ha però evidenziato che Agent potrebbe commettere errori o esporre involontariamente dati sensibili, motivo per cui invita gli utenti a supervisionare le attività ed evitare incarichi in ambiti professionali delicati come medicina, finanza o diritto.
    Sul fronte privacy, l’assistente conserverà dati di navigazione e cookie per personalizzare l’esperienza, lasciando comunque all’utente la possibilità di cancellare tali dati o limitare la personalizzazione.
    L’iniziativa conferma la forte accelerazione di Google verso modelli AI agentici sempre più autonomi e integrati nella quotidianità digitale.

    Link alla fonte(dove trovate anche un video “teaser”):
    https://www.tuttoandroid.net/news/2026/05/07/gemini-agent-remy-assistente-agentico-sempre-disponibile-1152502/

  • L’AI trasforma il podcasting: un terzo dei nuovi contenuti è sintetico

    Nel 2026 circa un terzo dei nuovi podcast pubblicati online è generato tramite intelligenza artificiale, secondo i dati del progetto Podcast Index.
    L’evoluzione dei modelli audio e dei sistemi di sintesi vocale ha reso possibile creare contenuti realistici in tempi rapidi e con costi ridotti, abbassando drasticamente le barriere tecniche.
    Strumenti come NotebookLM consentono anche agli utenti meno esperti di produrre podcast completi partendo da semplici testi.
    Tuttavia, la crescita è accompagnata da criticità: una parte significativa dei contenuti risulta essere spam o di bassa qualità, alimentando il fenomeno dell’“AI slop” già diffuso su altre piattaforme digitali.
    La quota di podcast sintetici è destinata ad aumentare, sollevando interrogativi su qualità, trasparenza e fiducia nei media digitali.

    Link alla fonte:
    https://www.wired.it/article/podcast-generati-con-intelligenza-artificiale/

  • Chrome scarica Gemini Nano da 4GB senza consenso esplicito: scoppia il caso sulla trasparenza

    Il browser Google Chrome sarebbe al centro di una controversia per il download automatico di un modello AI locale da circa 4 GB, Gemini Nano, senza consenso esplicito dell’utente.
    La denuncia arriva dall’informatico e giurista Alexander Hanff, che segnala la presenza del file weights.bin salvato nel profilo utente.
    Il modello abilita funzionalità AI locali come scrittura assistita e rilevamento truffe, ma solleva dubbi su trasparenza, consumo di spazio e traffico dati.
    La mancanza di controlli chiari per gestire o rimuovere il file potrebbe entrare in conflitto con le normative europee sul consenso informato.
    La vicenda evidenzia le sfide dell’integrazione crescente dell’AI nei software, tra benefici tecnici e necessità di maggiore chiarezza verso gli utenti.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/google/articoli/n657317/google-chrome-installa-silentemente-4gb/

  • Si chiama Flow Music, e ti permette di generare musica ma anche… video musicali!

    Google ha appena sganciato una delle sue “bombe”, con una piattaforma in grado di rivoluzionare la generazione di contenuti musicali: Flow Music.

    Ho appena “fatto un giro” e, al  di là della qualità ancora simile a quella di Suno nei suoi primi stadi evolutivi, in questo caso ci si trova di fronte a una piattaforma dove la potenza di Gemini ci permette di interagire con dei prompt e con il processo “iterativo” fino a dare vita a veri e propri video musicali.

    Dopo aver scelto un prompt in grado di generare un brano particolarmente interessante e coinvolgente, ho usato una mia vecchia foto per creare, automaticamente, il video relativo secondo alcune indicazioni di massima sullo stile, ma soprattutto allineato al contenuto e allo stile del brano stesso.

    Ve lo condivido anche se ovviamente “imperfetto”, giusto per darvi un’idea di cosa si può fare con questa prima versione della piattaforma, in attesa di osservarla “crescere” come già visto per tutte quelle dell’ecosistema di Google AI.

  • Google introduce notebook AI personali per studenti in Classroom con NotebookLM

    Google amplia l’integrazione tra Google Classroom e NotebookLM permettendo agli studenti universitari maggiorenni di creare notebook personali basati sui materiali del corso.
    La funzionalità, accessibile tramite la scheda Gemini, consente di trasformare contenuti didattici in strumenti interattivi come riassunti audio/video, flashcard e diagrammi.
    Gli studenti possono sintetizzare fino a 50 fonti e ricevere risposte AI strettamente ancorate ai materiali forniti dai docenti, migliorando l’affidabilità dello studio.
    Questa evoluzione rafforza l’apprendimento personalizzato e multimodale, spingendo verso un uso più attivo dell’AI nell’istruzione superiore.
    Il rilascio iniziale avviene su web, con supporto mobile previsto a breve.

    Link alla fonte:
    https://workspaceupdates.googleblog.com/2026/04/students-can-now-create-personal-class-notebooks-with-NotebookLM-in-Google-Classroom.html

  • Dopo ChatGPT e Claude, anche Gemini introduce simulazioni interattive direttamente in chat

    Google Gemini compie un significativo salto evolutivo introducendo modelli interattivi e simulazioni dinamiche direttamente all’interno della chat.
    Gli utenti non sono più limitati a contenuti statici, ma possono esplorare concetti complessi attraverso visualizzazioni manipolabili in tempo reale.
    Questa innovazione consente, ad esempio, di modificare parametri fisici come velocità o gravità per osservare l’impatto su sistemi come le orbite celesti.
    La funzionalità apre nuove possibilità per l’apprendimento e l’analisi, rendendo l’AI uno strumento più immersivo e sperimentale.
    Il rollout è in corso a livello globale e accessibile tramite il modello Pro sulla piattaforma ufficiale.

    Link alla fonte: 
    https://andreagaleazzi.com/news/gemini-introduce-simulazioni-interattive-modelli-esplorabili-direttamente-in-chat/

    Una piccola precisazione: funzionalità di questo tipo erano già state introdotte dai principali concorrenti nel mese di marzo 2026.
    OpenAI ha rilasciato per ChatGPT spiegazioni visive interattive focalizzate su materie STEM, con grafici animati e slider per modificare variabili in tempo reale (disponibili anche agli utenti gratuiti).
    Pochi giorni dopo, Anthropic ha integrato in Claude visualizzazioni “living” inline (chiamate spesso interactive visuals o whiteboard visualizations), capaci di generare diagrammi, dashboard e vere e proprie mini-app modificabili durante la conversazione.
    L’aggiornamento di Gemini si inserisce quindi in una rapida evoluzione del settore, con un’enfasi particolare su simulazioni fisiche e modelli 3D esplorabili direttamente nella chat.

  • Arriva “Google desktop app”

    Google sta “detronizzando” Bing e Copilot di Microsoft direttamente dall’interno di Windows?

    Ho appena letto su Silicon India della nuova applicazione Google (sic!) per Windows, l’ho scaricata e… mi rendo conto che si tratta di un’app pronta per sostituire quelle concorrenti (comprese quelle native di Microsoft, ma non solo) offrendo “al volo” funzionalità di AI e ricerca con la semplice combinazione di tasti Alt + Barra spaziatrice.

    L’app, inoltre, offre tutta la multimodalità di Gemini e addirittura la funzione di condivisione dello schermo, che per quanto sia “limitata” a catturare il contenuto di una finestra o dell’intero schermo per poi usarlo come allegato di AI Mode (Gemini), unita alla potenza di ricerca di Lens diventa uno strumento incredibilmente flessibile e rapido per ottenere informazioni e assistenza su virtualmente qualsiasi cosa.

    Domanda: come mai la notizia è passata così in sordina, finora, che ho dovuto leggerla su una testata indiana per scoprirla?

    Se volete “farci un giro”, ecco il link alla pagina ufficiale, intanto:

    https://search.google/google-app/desktop

  • Gemma 4, l’AI locale che funziona sul tuo smartphone

    Con la nuova versione di Google AI Edge Gallery, l’applicazione di AI locale di Google, è stato finalmente reso disponibile il nuovo modello Gemma 4, che come la precedente versione 3 può essere scaricato e testato direttamente sullo smartphone.

    L’applicazione si presenta molto più completa, addirittura offrendo un pannello con le impostazioni dei principali parametri per gli LLM, e la velocità di risposta appare soddisfacente a patto di utilizzare un dispositivo di fascia medio-alta.

    Non ho ancora testato a fondo i due modelli disponibili, ma per chi fosse curioso allego qui sotto due file, steiner1.pdf e steiner2.pdf, che contendono la risposta a un prompt di prova iniziale (lo trovate nel titolo del documento) da parte dei rispettivi LLM.

    L’impressione è che, nonostante l’ottimizzazione estrema, la qualità delle risposte, ottenute senza attivare la funzione di “ragionamento”, ha un livello che potremmo definire pari a quello dei chatbot più popolari quando usano i modelli di base. Anche l’italiano mi è parso eccellente, al di là di qualche rarissimo refuso dovuto a una traduzione letterale o comunque non corretta in cui il modello di è “inventato” il termine nella nostra lingua.

    In ogni caso giudicate voi stessi, leggendo i due risultati, e se ve la sentite scaricate l’app Edge Gallery e almeno uno dei due nuovi modelli, ricordandovi che richiederanno spazio sia sulla memoria centrale sia su quella dei dati nel vostro smartphone.

  • Google introduce i notebook in Gemini e trasforma la gestione dei progetti con l’AI

    Google ha annunciato l’introduzione dei notebook all’interno di Gemini, trasformando l’assistente in uno strumento avanzato di gestione della conoscenza.
    I notebook (equivalenti dei progetti di ChatGPT o Claude) permettono di organizzare chat, file e fonti in spazi dedicati a singoli “contenitori”, migliorando coerenza e continuità delle interazioni con l’IA.
    La forte integrazione con NotebookLM consente una sincronizzazione automatica dei contenuti tra piattaforme, rendendo più fluido il passaggio tra analisi, sintesi e produzione di contenuti.
    Gli utenti possono inoltre personalizzare fonti, tono e memoria del contesto, aumentando il controllo sull’output dell’IA. Questa novità segna un passo importante verso un utilizzo più strutturato e produttivo dell’intelligenza artificiale.

    Link alla fonte:
    https://www.tuttoandroid.net/news/2026/04/09/gemini-notebook-1148103/

  • Anthropic sigla mega-accordo con Google e Broadcom per potenziare Claude

    Anthropic ha stretto un accordo strategico con Google e Broadcom per garantirsi almeno 3,5 GW di capacità computazionale basata su TPU a partire dal 2027, assicurando risorse cruciali per la crescita del modello Claude.
    L’intesa arriva mentre il fatturato annuale dell’azienda supera i 30 miliardi di dollari nel 2026, trainato da un rapido aumento dei clienti enterprise.
    Broadcom fornirà i chip progettati da Google, con un contratto valido fino al 2031, e gran parte dell’infrastruttura sarà costruita negli Stati Uniti.
    L’operazione riflette la necessità di anticipare colli di bottiglia nella disponibilità di calcolo, sempre più critici nel settore AI.
    Anthropic continua inoltre a diversificare l’hardware utilizzato, mantenendo Amazon AWS come partner principale per il training.

    Link alla fonte:
    https://www.dday.it/redazione/57026/anthropic-si-compra-il-futuro-di-claude-accordo-con-google-e-broadcom-per-35-gw-di-data-center