Un gruppo di ex sviluppatori di Google ha dato vita a Brave New Wonders, un gioco di strategia e automazione che propone un approccio innovativo all’intelligenza artificiale.
Invece di usarla per ridurre i costi o sostituire il lavoro creativo, l’AI diventa una vera meccanica di gioco basata su prompt in linguaggio naturale.
Il sistema interpreta le intenzioni del giocatore e le traduce in azioni strutturate tramite macchine a stati deterministici, mentre tutto il contenuto artistico e di design resta interamente realizzato da esseri umani.
Questa scelta dimostra che l’AI può ampliare la creatività del giocatore e migliorare l’esperienza ludica senza svalutare il contributo di artisti e sviluppatori.
Il progetto si propone così come un esempio positivo e alternativo dell’integrazione dell’AI nel settore videoludico.
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Brave New Wonders ripensa l’uso dell’AI nei videogiochi: più divertimento, non meno valore umano
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Le Big Tech “cambiano discorso” sull’AI e “mettono da parte” il concetto di AGI
Le grandi aziende tecnologiche stanno progressivamente abbandonando il termine intelligenza artificiale generale (AGI), considerato sempre più vago e problematico.
Manager di primo piano di Google, OpenAI e Anthropic riconoscono che l’AGI è difficile da definire e rischia di alimentare aspettative irrealistiche, timori sociali e complicazioni regolatorie.
Al suo posto, le aziende introducono nuovi concetti come “superintelligenza personale”, “superintelligenza umanista” o “IA potente”, focalizzati su utilità concreta e controllo umano.
Questo cambio di narrativa è anche strategico: consente di prendere le distanze da scenari allarmistici e da possibili vincoli legali.
Il risultato è un settore che punta meno su promesse astratte e più su applicazioni pratiche e misurabili.Link alla fonte:
https://www.larazon.es/tecnologia-consumo/grandes-tecnologicas-cambian-discurso-inteligencia-artificial_20251226694e72f4af09df501094426f.html -
L’AI di Google DeepMind ha già un impatto sulla scienza pari a un Premio Nobel, secondo Pushmeet Kohli
Pushmeet Kohli, vicepresidente per la Scienza e le Iniziative Strategiche di Google DeepMind, sostiene che i sistemi di intelligenza artificiale producono oggi un impatto scientifico comparabile a quello di un Premio Nobel.
Il caso emblematico è AlphaFold, la tecnologia che ha rivoluzionato la biologia permettendo di prevedere in pochi secondi la struttura tridimensionale delle proteine, un processo che prima richiedeva anni di lavoro sperimentale.
Secondo Kohli, l’AI non eliminerà la necessità degli esperimenti, ma renderà la ricerca molto più efficiente, consentendo di ottenere molti più risultati con lo stesso numero di test.
Le applicazioni spaziano dalla scoperta di nuovi farmaci alla previsione meteorologica, fino alla progettazione di materiali innovativi.
La vera sfida, conclude Kohli, è accompagnare questi progressi con un uso responsabile e una maggiore divulgazione per aiutare la società a comprenderne benefici e rischi.Link alla fonte:
https://amp.elmundo.es/papel/el-mundo-que-viene/2025/12/20/694023d0fdddff24518b45a5.html
