Tag: Normative

  • AI Omnibus rischia di smontare il modello CE per l’industria italiana

    Un gruppo di eurodeputati del PPE e di Renew, sostenuto dal governo tedesco, propone di modificare l’AI Act attraverso il cosiddetto “AI Omnibus”, accorpando sotto un unico regime normativo tutti i prodotti regolati dall’intelligenza artificiale.
    Secondo gli autori dell’editoriale, questa riforma eliminerebbe il sistema basato sugli standard armonizzati europei e sulla marcatura CE, oggi centrale per settori come macchinari industriali, dispositivi medici e automazione.
    Le nuove regole verrebbero definite tramite atti delegati della Commissione europea, con il rischio di tempi incerti, frammentazione normativa e minore partecipazione tecnica dell’industria e della società civile.
    Per il tessuto produttivo italiano, composto soprattutto da PMI manifatturiere, ciò potrebbe tradursi in costi di conformità più elevati e perdita di prevedibilità regolatoria.
    Il dibattito è ora in una fase cruciale dei negoziati europei, con possibili conseguenze strutturali sulla governance dell’AI industriale in Europa.

    Link alla fonte:
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/05/06/news/ai_act_modello_tedesco_rischio_industria_italiana-425327913/

  • Avvocati sanzionati se citano sentenze “inventate” dall’AI, dimostrando così di non averle verificate

    Una sentenza del Tribunale di Siracusa (n. 338 del 20 febbraio 2026) stabilisce che un avvocato che utilizza l’intelligenza artificiale senza verificare le fonti può incorrere in responsabilità grave.
    Nel caso esaminato, il difensore aveva inserito in un atto processuale quattro precedenti della Cassazione inesistenti, generati da un sistema di IA.
    Il giudice ha ritenuto che l’uso acritico di strumenti di IA generativa integri colpa grave, perché viola il dovere di lealtà e probità nel processo e può alterare il corretto contraddittorio.
    La decisione si inserisce in un filone già avviato da una pronuncia del Tribunale di Torino del 2025 e richiama l’importanza delle verifiche previste anche dal Regolamento europeo AI Act (Reg. UE 2024/1689).
    Il messaggio per i professionisti legali è chiaro: l’IA può supportare il lavoro, ma la responsabilità finale resta sempre dell’avvocato.

    Link alla fonte:
    https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/avvocato-rischi-condanna-intelligenza-intelligenza-artificiale-senza-verificare/6650.html

  • l’AI non riduce il lavoro, ma lo intensifica?

    Attenzione a non cadere nella trappola della produttività, perché in questo caso l’AI non riduce il lavoro, bensì lo intensifica (e lo conferma anche una ricerca sul campo)
    Una ricerca condotta su un’azienda tecnologica statunitense di circa 200 dipendenti rivela che l’adozione volontaria di strumenti di AI generativa non riduce il carico di lavoro, ma lo intensifica.
    In otto mesi di osservazione, i ricercatori hanno riscontrato un’accelerazione dei ritmi, un ampliamento delle mansioni e una crescente sovrapposizione tra lavoro e tempo personale.
    I dipendenti, spinti dall’entusiasmo e dalla percezione di maggiore produttività, hanno assunto nuove responsabilità e gestito più attività in parallelo, aumentando però il carico cognitivo e il rischio di burnout.
    Gli autori propongono l’adozione di una nuova forma di “AI practice”, fatta di un insieme di norme organizzative atte a regolare l’uso dell’AI, preservare la qualità decisionale e garantire sostenibilità nel lungo periodo.
    Il tema è cruciale per i leader che puntano su produttività e innovazione senza considerare i costi nascosti dell’intensificazione del lavoro.

    Link alla fonte:
    https://hbr.org/2026/02/ai-doesnt-reduce-work-it-intensifies-it

  • Marc Vidal avverte: l’Europa occupata a “regolamentare” mentre USA e Cina costruiscono il potere dell’IA

    L’analista economico Marc Vidal commenta il sorpasso di Alphabet su Apple in capitalizzazione, interpretandolo come il segnale di un nuovo paradigma economico dominato da dati, calcolo e intelligenza artificiale.
    Con valutazioni superiori al PIL di grandi Paesi europei, colossi come Alphabet, Microsoft e NVIDIA operano ormai come piattaforme di potere globale.
    Vidal sottolinea come la Cina abbia investito per anni nella sovranità tecnologica attraverso grandi imprese di AI e semiconduttori, seppur sotto forte controllo statale.
    Al contrario, l’Europa si sarebbe auto-relegata al ruolo di regolatore, senza campioni industriali nell’AI, nel cloud o nei chip, rischiando così l’irrilevanza nel nuovo ordine globale.

    Link alla fonte:
    https://www.cope.es/programas/herrera-en-cope/salida-de-emergencia/noticias/marc-vidal-analista-economico-europa-dedica-regular-cierre-tapones-china-llevan-anos-construyendo-empresas-monstruosas-inteligencia-artificial-20260111_3283261.amp.html

  • Digital Omnibus: norme AI più semplici e accesso ai dati potenziato

    La Commissione europea introduce il Digital Omnibus, un pacchetto che semplifica le regole su AI, dati e cybersecurity per rafforzare l’innovazione e ridurre gli oneri normativi.
    Sul fronte dell’AI, vengono estese alle PMI e alle aziende fino a 750 dipendenti semplificazioni come requisiti tecnici più leggeri, con un risparmio stimato di 225 milioni di euro l’anno.
    La proposta amplia inoltre dal 2028 le possibilità di test nel mondo reale, favorendo la sperimentazione di sistemi ad alto impatto.
    Le modifiche al GDPR chiariscono l’uso dei dati personali per l’addestramento dei modelli di AI e codificano regole sulla pseudonimizzazione, mentre la Data Union Strategy mira a fornire dati di alta qualità attraverso spazi comuni europei e data labs.
    Nel complesso, il pacchetto punta a rendere la conformità un vantaggio competitivo e a posizionare l’Ue come leader nella regolazione dell’AI con maggiore certezza giuridica e minore burocrazia.

    Link alla fonte:
    https://eurofocus.adnkronos.com/innovazione/presentato-il-digital-omnibus-dalla-privacy-allai-cosa-cambia/

  • L’UE prepara un codice per etichettare i contenuti generati dall’AI

    La Commissione Europea ha avviato i lavori per creare un codice di condotta volto a rendere riconoscibili testi, immagini e video generati dall’intelligenza artificiale.
    L’iniziativa nasce in risposta alla diffusione crescente di deepfake e contenuti sintetici, che stanno influenzando anche le campagne elettorali europee. Il codice supporterà le aziende tecnologiche nel rispetto dei requisiti di trasparenza previsti dall’AI Act, introducendo standard comuni di marcatura dei contenuti.
    Attualmente, progetti come la Coalition for Content Provenance and Authenticity (C2PA) – che riunisce OpenAI, Microsoft, Google e Meta – sperimentano soluzioni basate su metadati e filigrane digitali.
    Tuttavia, persistono limiti tecnici e vulnerabilità che rendono urgente un approccio condiviso e più robusto contro la manipolazione dei contenuti online.

    Link alla fonte:
    https://www.wired.it/article/commissione-europea-codice-condotta-etichettatura-contenuti-ai-deepfake/

  • Ue sospende parti dell’AI Act: Bruxelles cede alle pressioni Usa e Big Tech

    La Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha proposto di sospendere alcune disposizioni dell’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale entrata in vigore nell’agosto 2024.
    La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte di Washington e dei colossi tecnologici come Meta, Alphabet e Apple, preoccupati che una regolamentazione troppo rigida limiti l’innovazione.
    Secondo una bozza visionata dal Financial Times, Bruxelles valuta un “periodo di grazia” di un anno per le aziende già sul mercato e un rinvio delle sanzioni fino al 2027.
    La mossa segna una svolta rispetto alla precedente linea di fermezza dell’Ue e riflette un tentativo di conciliare tutela dei diritti e competitività economica.
    La proposta definitiva dovrebbe essere adottata il 19 novembre e necessita dell’approvazione del Consiglio e del Parlamento europeo.

    Link alla fonte:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/07/ai-act-sospensione-pressioni-usa-notizie/8188459/amp/

  • Bando cinema italiano da €36 mln vieta l’IA nelle sceneggiature

    Il 15 luglio 2025 il Ministero della Cultura ha pubblicato un bando da quasi 36 milioni di euro per sostenere la promozione cinematografica, introducendo però il divieto di utilizzare l’intelligenza artificiale nella scrittura dei copioni. La misura, pensata per tutelare la “creatività umana”, è criticata da professionisti che vedono nell’IA un alleato capace di ampliare la sperimentazione artistica. Restano incerti i criteri con cui il ministero verificherà l’uso di strumenti generativi, alimentando dubbi sull’efficacia e sul rischio di soffocare l’innovazione. Il provvedimento riapre il confronto su come regolamentare le tecnologie emergenti senza penalizzare l’evoluzione dei linguaggi audiovisivi.

    Link alla fonte:
    https://www.internazionale.it/notizie/alberto-puliafito/2025/07/23/cultura-divieto-intelligenze-artificiali