Tag: Musica

  • Gemini ora genera musica, grazie a Lyra3

    Lyria 3 è il modello di intelligenza artificiale più avanzato sviluppato da Google DeepMind per la generazione di musica.
    È stato rilasciato proprio oggi, 18 febbraio 2026, ed è integrato direttamente nell’app Gemini (e sul web), permettendo a chiunque (maggiorenni) di creare tracce musicali originali di 30 secondi in modo molto semplice.
    Il rollout è graduale, e inizialmente sarà disponibile nella versione su browser, poi nell’app mobile di Gemini.
    Principali caratteristiche di Lyria 3:
    – Trasforma prompt testuali in brani completi (testo + musica + voce)
    – Accetta anche immagini o video come input: Gemini genera una canzone che “si ispira” al mood o al contenuto visivo
    – Genera automaticamente i testi (non serve più scriverli a mano come nelle versioni precedenti)
    – Puoi controllare genere, stile, mood, tempo, tipo di voce, strumentazione…
    – Qualità audio dichiarata molto alta: meno artefatti rispetto a concorrenti tipo Suno, suono più naturale e complesso
    – Progettato per creazione originale: non imita letteralmente artisti esistenti (se metti un nome tipo “nello stile di Taylor Swift” ma lo prende come ispirazione generica mood/stile, non copia)
    – Ci sono filtri anti-copyright e watermark digitali per tutelare i diritti.

  • Sienna Rose conquista le classifiche, ma l’artista potrebbe essere solo un algoritmo basato su AI

    Sienna Rose, presentata come nuova promessa soul-jazz, ha accumulato milioni di stream e piazzato più brani nelle playlist virali di Spotify, ma numerosi indizi suggeriscono che potrebbe non esistere come artista reale.

    La piattaforma Deezer ha segnalato che molti suoi brani risultano generati da software di intelligenza artificiale, citando anomalie tecniche e ritmi di pubblicazione incompatibili con un musicista umano.

    L’assenza di concerti, video ufficiali e una presenza social credibile ha rafforzato i sospetti, così come presunti artefatti sonori tipici di strumenti AI.

    Il caso, amplificato anche da un involontario endorsement di Selena Gomez, mette in allarme l’industria musicale, sempre più divisa tra opportunità economiche e rischi per l’autenticità artistica.

    Secondo la BBC, la vicenda è emblematica di un mercato in cui artisti virtuali iniziano a competere direttamente con quelli reali.

    https://www.adnkronos.com/spettacoli/il-caso-sienna-rose-milioni-di-stream-per-una-cantante-che-potrebbe-non-esistere_2XPOYonyIYrMx4LEVF0wry

  • Le hit “sintetiche” invadono (facilmente) le classifiche musicali

    Alcuni brani generati con software di intelligenza artificiale sono saliti in cima alle classifiche “Viral 50” di Spotify negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi, e in una marginale classifica digitale country di Billboard.
    Tra questi figurano le tracce dei presunti artisti Breaking Rust, Cain Walker e JW Broken Veteran, spesso legate a identità opache o contenuti controversi.
    Il successo, però, si basa su classifiche facilmente manipolabili tramite “bot listening” e download digitali ormai residuali, più che su un reale impatto culturale.
    Episodi simili, come il caso del musicista anonimo che aveva generato royalty milionarie con migliaia di brani sintetici, confermano una tendenza crescente favorita da strumenti come Suno e Udio.
    Con decine di migliaia di tracce generate ogni giorno, il panorama dello streaming si trova a gestire un volume inedito di musica artificiale e il suo potenziale effetto distorsivo.

    Link alla fonte:
    https://www.ilpost.it/2025/11/14/canzoni-intelligenza-artificiale-classifiche/