Tag: AGI

  • L’industria AI punta sulla Recursive Self-Improvement come nuova frontiera strategica

    La Recursive Self-Improvement (RSI), conosciuta anche come “AI autoreferenziale”, sta emergendo come uno dei paradigmi più discussi nel settore dell’intelligenza artificiale, spostando il focus dall’AGI (che richiederebbe un’AI diversa da quella con cui si sviluppano gli attuali LLM) verso sistemi capaci di migliorare autonomamente il proprio codice e le proprie architetture.
    Secondo analisti e ricercatori, il periodo 2026–2027 potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’ingresso nell’era della “Machine Economy”, alimentata da agenti AI autoreferenziali sempre più autonomi.
    Sul piano tecnico, esperimenti come Voyager, Self-Rewarding LMs e AlphaEvolve mostrano che forme embrionali di auto-ottimizzazione sono già operative in contesti reali.
    Parallelamente crescono i timori legati a disallineamento ( misalignment), evoluzione non supervisionabile e comportamenti strategici emergenti, temi che coinvolgono direttamente aziende come DeepMind, Anthropic e OpenAI.
    La RSI viene così vista non solo come una nuova milestone tecnologica, ma anche come un possibile acceleratore di trasformazioni economiche e geopolitiche profonde.

    Link alla fonte:
    https://en.wikipedia.org/wiki/Recursive_self-improvement

  • Huang afferma che abbiamo raggiunto l’AGI… ma non ancora “su scala industriale”

    Durante una recente intervista con Lex Fridman Nvidia, tramite il suo CEO Jensen Huang, ha sostenuto che l’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) sia già stata raggiunta.
    Huang basa questa affermazione sulla crescente diffusione di agenti autonomi capaci di creare prodotti digitali, contenuti virali e applicazioni innovative senza intervento umano diretto.
    Tuttavia, introduce una distinzione cruciale: se le capacità individuali degli agenti sono avanzate, la coordinazione necessaria per costruire e gestire aziende complesse su scala globale resta irraggiungibile.
    Il CEO sottolinea infatti che replicare strutture industriali come Nvidia tramite agenti IA è, allo stato attuale, impossibile.
    La posizione si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge anche attori come Microsoft e OpenAI, evidenziando l’ambiguità e la natura ancora controversa del concetto di AGI.

    Link alla fonte:
    https://www.adnkronos.com/tecnologia/nvidia-ceo-huang-abbiamo-raggiunto-lintelligenza-artificiale-generale_2saNRir64hLktI5ZuHeNcv

  • Dario Amodei avverte: l’AI entra nella sua “adolescenza” e mette alla prova la civiltà

    Nel saggio “The Adolescence of Technology” (di cui vi lascio il link in basso), Dario Amodei, CEO di Anthropic, sostiene che l’umanità stia entrando in una fase critica dello sviluppo tecnologico, paragonabile a una sorta di “adolescenza turbolenta”.
    Amodei descrive l’arrivo imminente di “AI potenti”, assimilabili a una “nazione di geni in un data center”, capaci di superare l’intelligenza umana in quasi ogni dominio.
    Il saggio analizza tre grandi categorie di rischio: perdita di controllo e autonomia dei modelli, uso malevolo per distruzione (in particolare tramite armi biologiche) e concentrazione del potere politico ed economico.
    Pur rifiutando il catastrofismo inevitabile, Amodei chiede interventi rapidi ma mirati: migliori tecniche di allineamento, interpretabilità dei modelli, trasparenza industriale e una regolazione graduale.
    Il messaggio centrale è che il futuro dell’AI può essere positivo, ma solo se la società dimostra la maturità necessaria per governarne i rischi.

    Link al saggio:
    https://www.darioamodei.com/essay/the-adolescence-of-technology

  • Daniela Amodei (Anthropic): “In alcuni domini, abbiamo già raggiunto l’AGI”

    Daniela Amodei, cofondatrice e presidente di Anthropic, ha dichiarato che, secondo alcune definizioni, l’intelligenza artificiale generale (AGI) potrebbe essere già stata raggiunta in domini specifici.
    Amodei cita come esempio le capacità di Claude, che sarebbe in grado di scrivere codice a un livello comparabile a quello di molti sviluppatori di Anthropic.
    Pur riconoscendo i limiti attuali dei modelli, suggerisce che il concetto stesso di AGI potrebbe essere ormai superato.
    Le sue osservazioni si inseriscono in un momento in cui modelli come GPT-5.2 di OpenAI, Gemini di Google e Claude di Anthropic mostrano progressi notevoli in ragionamento, programmazione e creatività.
    Amodei invita infine a prepararsi a un futuro in cui l’aumento delle capacità dell’AI proseguirà, sollevando questioni cruciali di sicurezza e governance.

    Link alla fonte:
    https://officechai.com/ai/by-some-definitions-weve-already-achieved-agi-anthropic-co-founder-daniela-amodei/

  • Sarà l’AGI a salvare l’AI dalla “bolla”?

    Un editoriale pubblicato su ZEUS News riflette in modo critico sul futuro dell’intelligenza artificiale dopo l’esplosione di ChatGPT e dei modelli linguistici di grandi dimensioni.
    Secondo l’autore, la narrativa dominante che vede nell’AGI (Intelligenza Artificiale Generale) la soluzione capace di giustificare e sostenere l’attuale bolla finanziaria dell’IA è più una speranza che una strategia concreta.
    L’AGI viene descritta come un obiettivo ancora indefinito, lontano nel tempo e improbabile da raggiungere attraverso la semplice evoluzione di LLM e Transformer.
    Ne deriva l’idea che lo scoppio della bolla dell’IA sia difficilmente evitabile e che non esista, al momento, una “progettualità segreta” in grado di scongiurarlo.
    L’articolo invita quindi a distinguere tra progresso tecnologico reale e aspettative speculative alimentate dal mercato.

    Link alla fonte:
    https://www.zeusnews.it/n.php?c=31651

  • Le Big Tech “cambiano discorso” sull’AI e “mettono da parte” il concetto di AGI

    Le grandi aziende tecnologiche stanno progressivamente abbandonando il termine intelligenza artificiale generale (AGI), considerato sempre più vago e problematico.
    Manager di primo piano di Google, OpenAI e Anthropic riconoscono che l’AGI è difficile da definire e rischia di alimentare aspettative irrealistiche, timori sociali e complicazioni regolatorie.
    Al suo posto, le aziende introducono nuovi concetti come “superintelligenza personale”, “superintelligenza umanista” o “IA potente”, focalizzati su utilità concreta e controllo umano.
    Questo cambio di narrativa è anche strategico: consente di prendere le distanze da scenari allarmistici e da possibili vincoli legali.
    Il risultato è un settore che punta meno su promesse astratte e più su applicazioni pratiche e misurabili.

    Link alla fonte:
    https://www.larazon.es/tecnologia-consumo/grandes-tecnologicas-cambian-discurso-inteligencia-artificial_20251226694e72f4af09df501094426f.html

  • OpenAI: la velocità di digitazione umana è il vero collo di bottiglia verso l’AGI

    Secondo Alexander Embiricos, responsabile dello sviluppo prodotto di Codex in OpenAI, uno dei principali limiti non tecnologici al raggiungimento dell’intelligenza artificiale generale (AGI) è la lentezza con cui gli esseri umani riescono a scrivere prompt e validare il lavoro degli agenti AI.
    In un’intervista, Embiricos ha spiegato che anche con agenti capaci di osservare e assistere il lavoro umano, la necessità di revisione manuale rallenta drasticamente la produttività.
    La strategia di OpenAI punta quindi a sistemi in cui gli agenti siano “utili di default”, riducendo al minimo l’intervento umano.
    Questo approccio potrebbe generare una crescita esponenziale della produttività (“hockey stick growth”), inizialmente per gli early adopter e poi per le grandi aziende.
    Secondo Embiricos, proprio questa accelerazione diffusa sarà il segnale dell’avvicinamento concreto all’AGI.

    Link alla fonte:
    https://www.businessinsider.com/openai-artificial-general-intelligence-bottleneck-human-typing-speed-2025-12

  • Startup giapponese annuncia la prima AGI al mondo, ma non ci sono ancora verifiche indipendenti

    La startup giapponese Integral AI, con sede a Tokyo, afferma di aver sviluppato la prima Artificial General Intelligence funzionante, capace di apprendere nuove competenze senza dataset preesistenti né supervisione umana.
    Fondata dall’ex ingegnere Google Jad Tarifi, l’azienda propone una definizione operativa di AGI basata su apprendimento autonomo, sicurezza e alta efficienza energetica.
    Secondo la società, il sistema sarebbe già stato testato in ambito robotico, con macchine in grado di acquisire nuove abilità in autonomia.
    Tuttavia, l’assenza di dati pubblici e di studi sottoposti a revisione scientifica rende impossibile una valutazione indipendente, alimentando scetticismo nella comunità tecnologica.
    L’annuncio si inserisce così nel dibattito più ampio su cosa possa essere realmente considerata AGI e su quanto siamo ancora lontani da un’intelligenza paragonabile a quella umana.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/tecnologia/articoli/n641675/startup-giapponese-agi-ragionamento-umano/

  • Gli LLM non diventeranno mai AGI: la critica radicale di Benjamin Riley

    Benjamin Riley, fondatore di Cognitive Resonance, sostiene in un saggio per The Verge che i modelli linguistici di grandi dimensioni non raggiungeranno mai l’intelligenza artificiale generale perché il linguaggio non equivale al pensiero.

    L’industria tech, afferma, confonde la capacità di generare testo con la capacità di ragionare, sfruttando un bias cognitivo che porta gli esseri umani ad associare eloquenza e intelligenza.

    Le neuroscienze mostrano che linguaggio e pensiero sono processi distinti, e che gli LLM emulano solo la parte comunicativa, non la cognizione. Anche figure di spicco come Yann LeCun e studi sulla creatività degli LLM evidenziano limiti strutturali che impedirebbero a questi modelli di produrre vera originalità.

    Le conclusioni di Riley mettono in discussione le promesse più ambiziose dei CEO dell’AI, suggerendo che gli LLM resteranno strumenti di remix, incapaci di generare conoscenza realmente nuova.

    Link alla fonte:

    https://www.punto-informatico.it/esperto-smonta-mito-agi-ai-non-sara-mai-intelligente

  • Quanto siamo realmente lontani dall’AGI?

    Guardate questo video e la risposta sarà facilmente intuibile.

    Quando l’AI costruisce da sé mondi virtuali da esplorare e sfide da superare, commenta i suoi errori e progressi e si corregge imparando senza intervento umano, forse l’AGI non è poi così lontana.

    E quando i benchmark mostrano che le sue capacità si avvicinano a quelle umane e potrebbero presto superarle, restano pochi dubbi.

  • La “superintelligenza” come distrazione: il mito che offusca i rischi reali dell’AI

    Un’analisi di Wired Italia sostiene che la superintelligenza artificiale sia una narrazione infondata, usata come distrazione rispetto ai problemi concreti dell’AI contemporanea.
    La maggior parte degli scienziati — supportati da un sondaggio della AAAI — ritiene estremamente improbabile che l’AGI emerga dagli attuali paradigmi di deep learning, oggi in evidente fase di stagnazione nonostante la crescita esponenziale di scala.
    Ciononostante, figure di spicco e big tech continuano a evocare scenari apocalittici o salvifici, alimentando un’eco quasi religiosa attorno a un concetto che nessuno sa definire con precisione.
    Questa narrativa, suggerisce l’articolo, funziona come una teoria del complotto: flessibile, auto-giustificante e capace di catalizzare fede collettiva.
    Il rischio reale, conclude l’analisi, è che l’attenzione verso la superintelligenza distolga risorse e vigilanza dai problemi già presenti — impatti sul lavoro, costi ambientali, bias, sorveglianza e uso improprio dei LLM.

    Link alla fonte:
    https://www.wired.it/article/superintelligenza-artificiale-teoria-del-complotto-forma-di-distrazione-di-massa/

  • L’intelligenza artificiale “umana” è già realtà, secondo i pionieri del settore

    Durante il vertice Future of AI organizzato dal Financial Times, alcuni dei principali protagonisti mondiali dell’intelligenza artificiale — tra cui Jensen Huang (Nvidia), Yann LeCun (Meta), Yoshua Bengio, Geoffrey Hinton, Fei-Fei Li e Bill Dally — hanno affermato che l’AI ha ormai raggiunto o addirittura superato in certi ambiti le capacità umane.
    Huang ha definito l’attuale livello di sviluppo “un’intelligenza che potenzia le persone”, evidenziando applicazioni concrete già operative.
    LeCun ha parlato di un’evoluzione graduale verso l’AGI, mentre Bengio ha sottolineato che non esistono barriere teoriche alla creazione di macchine in grado di eguagliare l’intelletto umano.
    Fei-Fei Li ha ricordato che l’intelligenza artificiale ha già superato l’uomo in compiti specifici, come il riconoscimento di oggetti o la traduzione linguistica, ma ha ribadito il ruolo insostituibile del pensiero umano nel contesto sociale.

    Link alla fonte:
    https://www.ilsole24ore.com/art/intelligenza-artificiale-come-quella-umana-esperti-e-gia-qui-AHskBGbD

  • OpenAI punta al primo “ricercatore AI” completamente autonomo entro il 2028

    OpenAI ha annunciato una roadmap ambiziosa che prevede il lancio di un assistente di ricerca AI nel 2026 e di un ricercatore completamente autonomo entro marzo 2028.

    Sam Altman e Jakub Pachocki hanno presentato il progetto come un punto di svolta: un sistema capace di formulare ipotesi, condurre esperimenti e produrre nuova conoscenza in modo indipendente.

    La strategia tecnica si basa su innovazioni algoritmiche e sull’aumento del “test time compute”, permettendo ai modelli di dedicare enormi risorse computazionali a singoli problemi scientifici.

    Parallelamente, OpenAI ha completato la trasformazione in public benefit corporation, facilitando la raccolta di capitali per sostenere infrastrutture da 30 gigawatt e investimenti fino a 1,4 trilioni di dollari.

    Altman ha ridefinito l’idea di AGI come un processo evolutivo piuttosto che un traguardo statico, puntando su risultati concreti come il “ricercatore AI”.

    Link alla fonte:
    https://www.futuroprossimo.it/2025/10/openai-entro-3-anni-il-primo-ricercatore-ai-del-tutto-autonomo/

  • OpenAI diventa società a scopo di lucro: Microsoft detiene il 27% e la clausola AGI definisce il futuro dell’accordo

    OpenAI ha completato una ristrutturazione storica che la trasforma in una public benefit corporation (PBC), segnando il passaggio definitivo da organizzazione non-profit a società a scopo di lucro.

    Microsoft è ora il principale azionista con una quota del 27%, e mantiene diritti esclusivi sulla tecnologia di OpenAI fino al 2032 o fino al raggiungimento dell’intelligenza artificiale generale (AGI), secondo una clausola specifica dell’accordo.

    La nuova struttura consente a OpenAI di raccogliere capitali in modo più flessibile e accelerare lo sviluppo dei suoi modelli, ma solleva interrogativi sulla coerenza con la missione originaria di “beneficio per l’umanità”.

    Il controllo formale resta alla OpenAI Foundation, ma il bilanciamento tra profitto e impatto etico rimane al centro del dibattito.

    Link alla fonte:

    OpenAI, a Microsoft il 27% del capitale: così diventa un’azienda a scopo di lucro. La clausola «AI generale» | Corriere.it | Corriere.it

  • 1.500 esperti chiedono di fermare la corsa verso la superintelligenza artificiale

    Oltre 1.500 scienziati, leader tecnologici e figure pubbliche — tra cui Geoffrey Hinton, Yoshua Bengio, Steve Wozniak e Richard Branson — hanno firmato un appello promosso dal Future of Life Institute per sospendere lo sviluppo della superintelligenza artificiale finché non sarà dimostrata la sua sicurezza.

    I firmatari avvertono che un’AI capace di superare le capacità cognitive umane potrebbe rappresentare un rischio esistenziale, con implicazioni per la libertà, la sicurezza e la sopravvivenza stessa dell’umanità.

    La dichiarazione sottolinea la necessità di regolamentazioni globali e di un consenso scientifico e pubblico prima di proseguire. Il movimento riflette una crescente preoccupazione verso la mancanza di controllo e trasparenza nello sviluppo dell’AI, in un momento in cui figure come Elon Musk e Demis Hassabis prevedono l’arrivo di una AI generale entro il prossimo decennio.

    Link alla fonte:

    Super intelligenza, chi sono i 1.500 esperti e leader mondiali che chiedono di bloccare lo sviluppo | Wired Italia

  • Shengjia Zhao entra in Meta: sarà il Chief Scientist dell’ambizioso Superintelligence Labs

    Meta ha annunciato la nomina di Shengjia Zhao, co-creatore di ChatGPT, come Chief Scientist Officer del neonato Superintelligence Labs, parte di una strategia aggressiva nel settore AI guidata da Mark Zuckerberg. L’investimento da 14 miliardi di dollari in Scale AI e la collaborazione con Alexandr Wang confermano l’intenzione di Meta di posizionarsi all’avanguardia nello sviluppo di intelligenze artificiali avanzate. Zuckerberg ha elogiato le capacità tecniche e la leadership di Zhao, indicandolo come figura chiave per la nuova fase dell’AI di Meta.

    Link alla fonte:
    https://www.milanofinanza.it/news/meta-assume-il-co-creatore-di-chatgpt-e-lo-mette-a-capo-del-super-team-che-lavora-all-ai-202507281054188284

  • Gravi lacune nella gestione dei rischi AGI tra le aziende AI

    Un rapporto del Future of Life Institute rivela che le principali aziende tecnologiche, tra cui OpenAI, Anthropic e Google DeepMind, sono gravemente impreparate a fronteggiare i rischi dell’Intelligenza Artificiale Generale (AGI). Nessuna delle sette aziende analizzate ha superato la valutazione di sicurezza, con Anthropic al massimo punteggio di C+. I ricercatori mettono in guardia contro i pericoli esistenziali derivanti dall’assenza di strategie efficaci. Un secondo rapporto, redatto da SaferAI, definisce le pratiche del settore “inaccettabili”, mentre Google DeepMind ha contestato i criteri dell’analisi. La mancanza di preparazione solleva allarmi sul futuro sviluppo dell’AGI.

    Link alla fonte:
    https://shiawaves.com/english/news/science/ai-news/129189-ai-companies-lack-plans-for-managing-agi-risks-report-finds/