La “superintelligenza” come distrazione: il mito che offusca i rischi reali dell’AI

Un’analisi di Wired Italia sostiene che la superintelligenza artificiale sia una narrazione infondata, usata come distrazione rispetto ai problemi concreti dell’AI contemporanea.
La maggior parte degli scienziati — supportati da un sondaggio della AAAI — ritiene estremamente improbabile che l’AGI emerga dagli attuali paradigmi di deep learning, oggi in evidente fase di stagnazione nonostante la crescita esponenziale di scala.
Ciononostante, figure di spicco e big tech continuano a evocare scenari apocalittici o salvifici, alimentando un’eco quasi religiosa attorno a un concetto che nessuno sa definire con precisione.
Questa narrativa, suggerisce l’articolo, funziona come una teoria del complotto: flessibile, auto-giustificante e capace di catalizzare fede collettiva.
Il rischio reale, conclude l’analisi, è che l’attenzione verso la superintelligenza distolga risorse e vigilanza dai problemi già presenti — impatti sul lavoro, costi ambientali, bias, sorveglianza e uso improprio dei LLM.

Link alla fonte:
https://www.wired.it/article/superintelligenza-artificiale-teoria-del-complotto-forma-di-distrazione-di-massa/