I truffatori manipolano l’AI per promuovere falsi negozi online

Alcuni gruppi di cybercriminali stanno sfruttando i sistemi di intelligenza artificiale generativa per aumentare la visibilità dei propri siti di e-commerce fraudolenti.
Secondo le analisi di Ask Silver, strumenti come ChatGPT possono talvolta includere nei risultati link a negozi falsi che imitano marchi noti, indirizzando gli utenti verso pagine progettate per raccogliere pagamenti e dati delle carte di credito senza consegnare alcun prodotto.
Gli esperti ipotizzano che i truffatori stiano utilizzando tecniche di “data poisoning”, creando contenuti web appositamente studiati per influenzare le informazioni recuperate e sintetizzate dai modelli linguistici.
Il fenomeno evidenzia come la crescente fiducia nelle risposte generate dall’AI possa diventare un nuovo vettore di rischio per le frodi online.
Situazioni come queste rafforzano la necessità di sistemi più efficaci per la verifica delle fonti e dei link proposti dagli assistenti basati su intelligenza artificiale.

Link alla fonte:
https://www.zeusnews.it/n.php?c=32151


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