Tag: Privacy

  • Proton aggiorna il suo chatbot Lumo e punta sull’AI privata con generazione di immagini

    Proton aggiorna il suo chatbot Lumo e punta sull’AI privata con generazione di immagini

    Proton ha annunciato il lancio di Lumo 2.0, la nuova versione del suo chatbot basato su un approccio incentrato su privacy e sicurezza.

    L’aggiornamento introduce la generazione e il riconoscimento delle immagini, capacità di ragionamento avanzato, memoria personalizzabile, ricerca web migliorata e assistenti configurabili.

    Secondo l’azienda, il nuovo modello Lumo 2.0 Max ha registrato un miglioramento del 240% rispetto alla versione precedente e, in diversi casi d’uso, offre prestazioni percepite come comparabili a quelle dei modelli di OpenAI e Anthropic.

    Con questa evoluzione, Proton cerca di ritagliarsi uno spazio nel mercato dell’intelligenza artificiale puntando su un elemento distintivo: la possibilità di utilizzare strumenti AI avanzati senza rinunciare alla tutela della privacy e alla gestione europea dei dati.


    Link alla fonte:
    https://www.punto-informatico.it/lumo-2-0-proton-piu-potente-crea-immagini/⁠

  • Il 77% dei dipendenti condivide dati sensibili nei chatbot AI aziendali

    L’uso sempre più diffuso dei chatbot di intelligenza artificiale nei contesti lavorativi sta aumentando il rischio di esposizione involontaria di informazioni aziendali riservate.
    Secondo il Report 2025 di LayerX, il 77% dei lavoratori inserisce dati sensibili in strumenti come ChatGPT, con una media di 14 interazioni giornaliere e almeno tre contenenti informazioni critiche.
    Questo comportamento nasce spesso dall’esigenza di velocizzare le attività operative, ma può compromettere la protezione dei dati e la conformità normativa dell’azienda.
    Con l’entrata in vigore dell’AI Act europeo, le organizzazioni sono chiamate a rafforzare trasparenza, tracciabilità e controllo sull’utilizzo dell’AI, adottando misure che limitino la diffusione di dati sensibili e garantiscano una gestione sicura delle informazioni.

    Link alla fonte:
    https://www.federprivacy.org/informazione/societa/ai-in-azienda-il-77-dei-lavoratori-incolla-dati-sensibili-su-chatgpt

  • Vittoria legale per OpenAI: il tribunale di Roma annulla la multa da 15 milioni di euro

    Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 15 milioni di euro inflitta dal Garante per la protezione dei dati personali a OpenAI per presunte violazioni del GDPR legate a ChatGPT.
    La decisione arriva dopo un lungo contenzioso iniziato nel 2023 con il blocco temporaneo del servizio in Italia e proseguito con la sanzione del 2024 e la sospensione cautelare nel 2025.
    Sebbene le motivazioni della sentenza non siano ancora disponibili, il caso evidenzia le difficoltà di applicare le norme tradizionali sulla protezione dei dati ai sistemi di intelligenza artificiale generativa.
    La pronuncia potrebbe ridimensionare il ruolo delle autorità nazionali e rafforzare la necessità di un quadro normativo più specifico, come quello previsto dall’AI Act.
    Nel complesso, la vicenda segna un passaggio cruciale nel bilanciamento tra innovazione tecnologica e tutela dei diritti fondamentali.

    Link alla fonte:
    https://www.altalex.com/documents/news/2026/03/27/openai-tribunale-roma-annulla-sanzione-garante-privacy

  • ChatGPT “conosceva” le intenzioni di Jesse Van Rootselaar mesi prima della strage in Canada?

    Aggiornamento sulla tragedia di Tumbler Ridge (BC, Canada – 10 febbraio 2026), in cui la 18enne Jesse Van Rootselaar ha ucciso 8 persone (tra cui 5 minori e un’assistente educativa) e ne ha ferite 27 in una scuola superiore, prima di suicidarsi.

    OpenAI ha confermato che, a giugno 2025, l’account ChatGPT associato alla sospetta è stato rilevato tramite sistemi automatici e revisioni umane per conversazioni su scenari di violenza armata, violando le policy contro l’uso per “furtherance of violent activities”. L’account, in quel frangente, è stato rimosso bloccando l’utente.

    Circa una dozzina di dipendenti, nel contempo, ha discusso internamente se segnalare la cosa alla RCMP (polizia canadese), con alcuni che spingevano per un alert vista la gravità percepita.

    I vertici di OpenAI hanno però deciso di non procedere: i contenuti non soddisfacevano il criterio di “rischio credibile e imminente di gravi danni fisici”, soglia adottata per bilanciare prevenzione, privacy e rischio di falsi positivi.

    Solo dopo la strage OpenAI ha contattato proattivamente la RCMP e sta collaborando alle indagini.

    Un caso come questo solleva interrogativi complessi sul ruolo delle piattaforme AI, per una serie di motivi: la ragazza era già nota alle autorità per problemi di salute mentale (con sequestro temporaneo di armi), postava contenuti su stampa 3D di munizioni e poligoni di tiro, e aveva creato simulatori violenti su Roblox (riferiti a stragi in luoghi frequentati).

    Quando un sistema rileva segnali multipli di rischio, qual è il confine tra intervento proattivo e rispetto della privacy/etica del reporting?

    Sicuramente un tema cruciale per la governance AI e la sicurezza pubblica, su cui vi lascio riflettere.

  • DuckDuckGo lancia Duck.ai: generazione di immagini AI gratuita e senza account

    L’opzione per attivare Duck.ai nell’app di DuckDuckGo

    DuckDuckGo ha introdotto Duck.ai, un nuovo strumento gratuito di generazione di immagini basato sull’intelligenza artificiale, accessibile direttamente dal motore di ricerca senza necessità di registrazione o tracciamento.
    L’interfaccia è semplice e intuitiva, permettendo di creare e modificare immagini con prompt testuali in pochi secondi.
    L’utente può perfezionare progressivamente i risultati con nuove istruzioni e scaricare i file in formato standard.
    Sebbene presenti limiti giornalieri e meno opzioni avanzate rispetto a Midjourney o DALL-E, Duck.ai si distingue per la privacy, l’accessibilità immediata e la coerenza con la filosofia open e no-tracking di DuckDuckGo.
    È ideale per usi rapidi, brainstorming visivo e contenuti non professionali.

    Link alla fonte:
    https://www.punto-informatico.it/come-generare-immagini-ai-gratis-duckduckgo/

  • Grok sotto accusa per deepfake non consensuali: Musk promette sanzioni, ma le falle persistono

    Dopo giorni di polemiche per la diffusione su X di immagini deepfake e deepnude generate con Grok, Elon Musk è intervenuto dichiarando che chi usa l’AI per creare contenuti illeciti subirà le stesse conseguenze di chi carica materiale illegale.
    Il caso ha evidenziato come il chatbot collegato a X abbia prodotto immagini manipolate senza consenso, colpendo soprattutto donne, sfruttando semplici foto personali.
    Alcuni utenti hanno scoperto che dichiarare esplicitamente a Grok il divieto di modificare le proprie immagini può bloccare certi abusi, ma la protezione non è sistemica.
    Se le foto vengono salvate e ricaricate da terzi, il controllo può venire meno.
    Il caso riaccende il dibattito su responsabilità delle piattaforme, limiti tecnici dei guardrail e tutela effettiva della privacy nell’era dei chatbot generativi.

    Link alla fonte:
    https://www.corriere.it/tecnologia/26_gennaio_04/deepfake-e-donne-spogliate-da-grok-c-e-un-modo-per-inibire-l-utilizzo-improprio-delle-foto-personali-ai-chatbot-b09636a6-2810-4785-8c78-613dc7bb5xlk_amp.shtml