Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha richiesto 46 miliardi di dollari per il 2027 per sviluppare un vasto ecosistema di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale militare, denominato “Artificial Intelligence Arsenal”.
L’iniziativa punta a sostituire l’attuale rete frammentata di cluster GPU con un sistema centralizzato composto da supercomputer AI, data center protetti e strutture certificate Scif per la gestione di informazioni sensibili.
Una parte rilevante del budget, pari a 29,5 miliardi, sarebbe destinata all’acquisto di GPU di nuova generazione e capacità computazionali avanzate, mentre oltre 16 miliardi finanzieranno manutenzione, raffreddamento, sicurezza fisica ed energia.
Il progetto si inserisce in un bilancio record da 1.500 miliardi di dollari per la difesa americana e riflette la crescente centralità dell’AI nei futuri scenari bellici, dove superiorità computazionale, gestione dei dati e autonomia strategica diventano elementi chiave della deterrenza.
L’obiettivo dichiarato è costruire un ecosistema AI sovrano e controllato direttamente dal governo statunitense, riducendo dipendenze esterne e aumentando la resilienza operativa militare.
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Il Pentagono lancia l’Artificial Intelligence Arsenal con un piano da 46 miliardi
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Anthropic ha reagito contro l’amministrazione Trump con due cause legali
Nel ricorso, l’azienda degli Amodei ha contestato la classificazione del Pentagono come “rischio della catena di approvvigionamento” e la direttiva della Casa Bianca che impone a tutte le agenzie federali di abbandonare Claude, definendo questa etichetta come una “punizione” per le sue posizioni sulla sicurezza dell’IA.
Anthropic ha intentato cause legali in due tribunali separati, chiedendo ai giudici di eliminare l’etichetta di “blacklist” e di bloccare il tentativo del governo di costringere le agenzie a tagliare i rapporti. L’azienda si oppone, inoltre, alla giustificazione di voler “contrastare le minacce di paesi stranieri” utilizzata per punire un’azienda statunitense per disaccordi politici.
Anthropic sostiene, infine, che il Pentagono abbia violato i diritti alla libertà di parola per aver pubblicamente sostenuto i limiti di sicurezza dell’IA su armi e sorveglianza.
Oltre 30 membri dello staff di OpenAI e Google hanno firmato un memorandum legale a sostegno della causa di Anthropic sul Pentagono, avvertendo che la lista nera minaccia la leadership statunitense dell’IA
Ecco il link alla documentazione ufficiale:
https://www.courtlistener.com/docket/72379655/1/anthropic-pbc-v-us-department-of-war
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Il Pentagono minaccia Anthropic: «Sbloccate Claude o rescindiamo il contratto» (e non solo)
Il Pentagono ha lanciato un ultimatum ad Anthropic imponendo lo sblocco completo delle funzionalità del modello Claude entro il 27 febbraio, pena la rescissione di un contratto da 200 milioni di dollari.
Lo scontro coinvolge il capo del Dipartimento della Difesa Pete Hegseth e il CEO Dario Amodei, con l’azienda che teme un utilizzo del modello per sorveglianza interna o integrazione in armi autonome senza supervisione umana.
Le minacce principali da parte del Pentagono (riportate da fonti come Reuters, AP, CNN, Politico, Il Sole 24 Ore, ANSA e altre testate) includono, oltre alla cancellazione del contratto da circa 200 milioni di dollari già in essere (Anthropic ha integrato Claude su reti classificate del DoD insieme a Palantir), la classificazione di Anthropic come “supply chain risk” (rischio per la catena di approvvigionamento), un’etichetta solitamente riservata a entità straniere considerate ostili (tipo Huawei o aziende cinesi), che renderebbe praticamente impossibile per qualsiasi azienda lavorare con il Pentagono se usa tecnologia Anthropic, un danno potenzialmente devastante per l’azienda.
In alcune notizie, inoltre, viene menzionata l’invocazione del Defense Production Act per obbligare Anthropic a fornire il modello senza restrizioni (una misura estrema di epoca Guerra Fredda)..
Intanto il Pentagono ha chiesto a fornitori come Boeing Defense, Space & Security e Lockheed Martin di valutare la loro dipendenza da Claude e ha già avviato un accordo alternativo con xAI, fondata da Elon Musk e recentemente fusa con SpaceX.
La vicenda segna un passaggio critico nel rapporto tra industria AI e difesa statunitense, sollevando interrogativi su controllo, responsabilità e autonomia etica dei fornitori tecnologici. -
Pentagono chiede accesso illimitato ai modelli AI, Anthropic si oppone per ragioni etiche
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha chiesto ad Anthropic accesso senza restrizioni ai suoi modelli di intelligenza artificiale “per ogni scopo legale”, incluse operazioni militari e di intelligence.
L’azienda, guidata dal CEO Dario Amodei, ha rifiutato, ribadendo la necessità di mantenere salvaguardie contro l’automazione letale e la sorveglianza di massa.
Le tensioni sarebbero aumentate dopo il presunto utilizzo del modello Claude in un’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Il contratto tra le parti, del valore di 200 milioni di dollari, è ora a rischio, mentre il caso riapre il dibattito su mission creep, responsabilità decisionale e governance dei dati in ambito militare.
La vicenda potrebbe accelerare lo sviluppo di modelli “military-grade” statali o ridefinire gli equilibri tra sicurezza nazionale e limiti etici imposti dai laboratori AI.
Link alla fonte:
https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/16/news/pentagono-chiede-intelligenza-artificiale-senza-limiti-scopi-militari-antrhopic-dice-no-425162689/
