Tag: Pentagono

  • Il Pentagono apre ChatGPT a oltre tre milioni di utenti “interni”

    Il Pentagono apre ChatGPT a oltre tre milioni di utenti “interni”

    ChatGPT arriva al Pentagono per una platea potenziale di oltre tre milioni di utenti nel personale. Ma la vera sfida non è adottare l’AI: è stabilire come governarla.

    ChatGPT entra ufficialmente in GenAI.mil, la piattaforma del Dipartimento della Difesa statunitense dedicata agli strumenti di intelligenza artificiale autorizzati per attività non classificate.

    La versione ChatGPT Mil, adattata all’ambiente della Difesa, sarà potenzialmente accessibile a oltre tre milioni di militari, dipendenti civili e altri membri del dipartimento e potrà trattare informazioni “controlled but unclassified”.

    Il sistema affiancherà Gemini di Google e sarà impiegato soprattutto per pianificazione, policy, logistica, amministrazione e produzione documentale, secondo una strategia che punta a scegliere modelli diversi in base al compito.

    L’adozione su questa scala apre però una questione più profonda: con l’evoluzione dei chatbot verso agenti capaci di eseguire sequenze di azioni, il Pentagono dovrà definire obiettivi, limiti, accesso ai dati e responsabilità.

    La sfida passa quindi dall’incentivare l’uso dell’AI allo stabilire come governarla e chi debba rispondere delle sue azioni.


    Link alla fonte:
    https://www.linkiesta.it/2026/09/pentagono-usa-chatgpt-ia/⁠

  • L’IA (usata male) rischia di indebolire il giudizio umano… e purtroppo vale anche per i soldati al fronte

    L’IA (usata male) rischia di indebolire il giudizio umano… e purtroppo vale anche per i soldati al fronte

    Il pericolo dell’IA militare potrebbe non essere una macchina che prende il comando, ma un essere umano che smette gradualmente di esercitarlo. L’IA può sicuramente accelerare le decisioni militari, infatti, ma affidarsi troppo agli algoritmi rischia di indebolire proprio le capacità necessarie per riconoscere quando sbagliano.

    L’adozione crescente dell’intelligenza artificiale nelle forze armate potrebbe produrre un effetto paradossale: rendere più efficienti le operazioni ma indebolire progressivamente le capacità cognitive di soldati e comandanti. Emelia S. Probasco, ricercatrice del Center for Security and Emerging Technology, richiama l’attenzione sull’“automation bias”, la tendenza a fidarsi delle indicazioni algoritmiche anche quando il giudizio umano suggerisce il contrario. Il rischio aumenta con sistemi generativi capaci non solo di fornire risposte, ma anche di costruire spiegazioni convincenti, proporre piani e organizzare informazioni, mentre strumenti come il Maven Smart System consentono di ridurre drasticamente il personale necessario per alcune attività. Una forza armata “AI-first” potrebbe così perdere proprio l’esperienza necessaria per riconoscere gli errori delle macchine. Per mantenere davvero l’uomo nel processo decisionale serviranno quindi formazione continua, competenze operative sull’IA e procedure capaci di verificare se la tecnologia sta potenziando il giudizio umano oppure lo sta sostituendo.

    Link alla fonte:
    https://www.linkiesta.it/2026/08/se-l-intelligenza-artificiale-rende-stupidi-i-soldati/

  • Il Pentagono lancia l’Artificial Intelligence Arsenal con un piano da 46 miliardi

    Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha richiesto 46 miliardi di dollari per il 2027 per sviluppare un vasto ecosistema di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale militare, denominato “Artificial Intelligence Arsenal”.
    L’iniziativa punta a sostituire l’attuale rete frammentata di cluster GPU con un sistema centralizzato composto da supercomputer AI, data center protetti e strutture certificate Scif per la gestione di informazioni sensibili.
    Una parte rilevante del budget, pari a 29,5 miliardi, sarebbe destinata all’acquisto di GPU di nuova generazione e capacità computazionali avanzate, mentre oltre 16 miliardi finanzieranno manutenzione, raffreddamento, sicurezza fisica ed energia.
    Il progetto si inserisce in un bilancio record da 1.500 miliardi di dollari per la difesa americana e riflette la crescente centralità dell’AI nei futuri scenari bellici, dove superiorità computazionale, gestione dei dati e autonomia strategica diventano elementi chiave della deterrenza.
    L’obiettivo dichiarato è costruire un ecosistema AI sovrano e controllato direttamente dal governo statunitense, riducendo dipendenze esterne e aumentando la resilienza operativa militare.

    Link alla fonte:
    https://www.rainews.it/amp/articoli/2026/05/pentagono-supercomputer-e-arsenale-ai-richiesta-di-46-miliardi-di-dollari-usa-artificial-intelligence-arsenal-45a2184b-8cdf-4cde-90bc-59c5fd17220b.html

  • Anthropic ha reagito contro l’amministrazione Trump con due cause legali

    Anthropic ha reagito contro l’amministrazione Trump con due cause legali

    Nel ricorso, l’azienda degli Amodei ha contestato la classificazione del Pentagono come “rischio della catena di approvvigionamento” e la direttiva della Casa Bianca che impone a tutte le agenzie federali di abbandonare Claude, definendo questa etichetta come una “punizione” per le sue posizioni sulla sicurezza dell’IA.

    Anthropic ha intentato cause legali in due tribunali separati, chiedendo ai giudici di eliminare l’etichetta di “blacklist” e di bloccare il tentativo del governo di costringere le agenzie a tagliare i rapporti. L’azienda si oppone, inoltre, alla giustificazione di voler “contrastare le minacce di paesi stranieri” utilizzata per punire un’azienda statunitense per disaccordi politici.

    Anthropic sostiene, infine, che il Pentagono abbia violato i diritti alla libertà di parola per aver pubblicamente sostenuto i limiti di sicurezza dell’IA su armi e sorveglianza.

    Oltre 30 membri dello staff di OpenAI e Google hanno firmato un memorandum legale a sostegno della causa di Anthropic sul Pentagono, avvertendo che la lista nera minaccia la leadership statunitense dell’IA

    Ecco il link alla documentazione ufficiale:

    https://www.courtlistener.com/docket/72379655/1/anthropic-pbc-v-us-department-of-war

  • Il Pentagono minaccia Anthropic: «Sbloccate Claude o rescindiamo il contratto» (e non solo)

    Il Pentagono ha lanciato un ultimatum ad Anthropic imponendo lo sblocco completo delle funzionalità del modello Claude entro il 27 febbraio, pena la rescissione di un contratto da 200 milioni di dollari.
    Lo scontro coinvolge il capo del Dipartimento della Difesa Pete Hegseth e il CEO Dario Amodei, con l’azienda che teme un utilizzo del modello per sorveglianza interna o integrazione in armi autonome senza supervisione umana.
    Le minacce principali da parte del Pentagono (riportate da fonti come Reuters, AP, CNN, Politico, Il Sole 24 Ore, ANSA e altre testate) includono, oltre alla cancellazione del contratto da circa 200 milioni di dollari già in essere (Anthropic ha integrato Claude su reti classificate del DoD insieme a Palantir), la classificazione di Anthropic come “supply chain risk” (rischio per la catena di approvvigionamento), un’etichetta solitamente riservata a entità straniere considerate ostili (tipo Huawei o aziende cinesi), che renderebbe praticamente impossibile per qualsiasi azienda lavorare con il Pentagono se usa tecnologia Anthropic, un danno potenzialmente devastante per l’azienda.
    In alcune notizie, inoltre, viene menzionata l’invocazione del Defense Production Act per obbligare Anthropic a fornire il modello senza restrizioni (una misura estrema di epoca Guerra Fredda).

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    Intanto il Pentagono ha chiesto a fornitori come Boeing Defense, Space & Security e Lockheed Martin di valutare la loro dipendenza da Claude e ha già avviato un accordo alternativo con xAI, fondata da Elon Musk e recentemente fusa con SpaceX.
    La vicenda segna un passaggio critico nel rapporto tra industria AI e difesa statunitense, sollevando interrogativi su controllo, responsabilità e autonomia etica dei fornitori tecnologici.

    Link alla fonte:
    https://www.corriere.it/tecnologia/26_febbraio_25/l-ultimatum-del-pentagono-ad-anthropic-sbloccate-tutte-le-funzioni-di-claude-oppure-espropriamo-l-intelligenza-artificiale-c32ad248-7103-4462-890a-2735b8957xlk.shtml

  • Pentagono chiede accesso illimitato ai modelli AI, Anthropic si oppone per ragioni etiche

    Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha chiesto ad Anthropic accesso senza restrizioni ai suoi modelli di intelligenza artificiale “per ogni scopo legale”, incluse operazioni militari e di intelligence.
    L’azienda, guidata dal CEO Dario Amodei, ha rifiutato, ribadendo la necessità di mantenere salvaguardie contro l’automazione letale e la sorveglianza di massa.
    Le tensioni sarebbero aumentate dopo il presunto utilizzo del modello Claude in un’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
    Il contratto tra le parti, del valore di 200 milioni di dollari, è ora a rischio, mentre il caso riapre il dibattito su mission creep, responsabilità decisionale e governance dei dati in ambito militare.
    La vicenda potrebbe accelerare lo sviluppo di modelli “military-grade” statali o ridefinire gli equilibri tra sicurezza nazionale e limiti etici imposti dai laboratori AI.

    Link alla fonte:
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/16/news/pentagono-chiede-intelligenza-artificiale-senza-limiti-scopi-militari-antrhopic-dice-no-425162689/