Tag: Progetti

  • Quando lavori con l’AI, il file di “handoff” è importante quanto i prompt

    Quando lavori con l’AI, il file di “handoff” è importante quanto i prompt

    Come si trasferiscono decisioni, vincoli e stato di un progetto da una sessione AI all’altra senza trascinarsi dietro migliaia di messaggi? Un “handoff file” prova a risolvere proprio questo problema. Scopri come funziona e perché.

    Hai mai chiuso una sessione di lavoro con ChatGPT, Claude o un agente AI sentendoti soddisfatto… e poi, giorni dopo, riaprendo la chat, hai scoperto di aver perso il filo?
    Decisioni prese e dimenticate, contesto che si è “diluito”, domande come “Ma perché avevamo scartato quella soluzione?” o “Qual era esattamente lo stato dell’arte del progetto?”
    Tranquillo, succede a tutti, e più il progetto è complesso, più il problema diventa serio.
    Nel contesto dell’IA generativa, un handoff file è qualcosa di più di un semplice riassunto, potremmo definirlo una “memoria operativa portatile”.
    Per capirci, mentre una sintesi dice “Ecco cosa abbiamo fatto”, un handoff dice “Ecco tutto ciò che devi sapere per continuare correttamente dal punto in cui ci siamo fermati”.

    Cosa contiene un buon “handoff file”?

    • L’obiettivo del progetto e il risultato finale atteso
    • Il contesto essenziale (senza dover rileggere 80 messaggi)
    • Le decisioni prese… e quelle scartate (con il perché)
    • Terminologia, framework e convenzioni adottate
    • Lo stato attuale: cosa è fatto, cosa è provvisorio, cosa manca
    • Vincoli e regole da rispettare
    • Risorse chiave (file, prompt, dataset, versioni)
    • Domande ancora aperte
    • Le next actions precise
    • E, soprattutto, istruzioni esplicite per l’AI (o la persona) che riceve il file

    Quest’ultimo punto è potentissimo, perché trasforma il documento da informativo a cognitivamente eseguibile : il nuovo modello (o la nuova sessione) non deve limitarsi a “capire cosa è successo” ma sapere come continuare.

    Perché è così importante?

    Perché stiamo entrando nell’era del Context Engineering, un’era in cui non basta più scrivere buoni prompt ma diventa importante gestire, comprimere e trasferire il contesto in modo affidabile.

    Se l’uso dei progetti ha permesso di andare oltre la chat e concentrare contesto e regole all’interno di un contenitore specifico, trasferire questa “base di conoscenza” e le informazioni sul lavoro svolto all’interno del progetto stesso diventa un ottimo “Piano B” nel caso sia necessario migrare verso una piattaforma diversa o anche solo tenere traccia del lavoro in modo sintetico ma esaustivo e soprattutto efficace.

    Un handoff file di 2.000–5.000 token può sostituire, infatti, 100.000 token di conversazione, conservando stato, intenzioni, dipendenze e decisioni. Potremmo definirlo, in sostanza, una forma di context compression “controllata”.

    E, quando lavori su progetti multi-sessione, multi-agente o collaborativi (umano + AI), un file di questo tipo diventa quasi indispensabile. Per questo, nei progetti più strutturati, personalmente sto iniziando a formalizzarlo come un vero e proprio Handoff Protocol. Ecco un esempio che potrai usare per istruire la tua AI a generare un documento che rispetta i canoni di un buon handoff file:

    # PROJECT HANDOFF
    
    ## 1. Project Identity
    ## 2. Objective
    ## 3. Current State
    ## 4. Established Concepts
    ## 5. Decisions Made
    ## 6. Rejected Alternatives
    ## 7. Rules & Constraints
    ## 8. Key Artifacts
    ## 9. Open Questions
    ## 10. Next Recommended Actions
    ## 11. Instructions for the Receiving AI

    L’handoff file, come dovrebbe a questo punto esserti chiaro, non è solo un documento, ma un vero e proprio checkpoint semantico del tuo lavoro, un ponte tra sessioni, tra modelli, tra persone e AI.

    Se lavori seriamente con l’intelligenza artificiale generativa, smetti di affidarti solo alla memoria della chat. Inizia a costruire handoff solidi, il tuo sé futuro te ne sarà grato.

    P.S. Ti ho preparato una infografica riassuntiva, che potrai anche stampare per averla sempre a disposizione (o passarla al tuo chatbot come “istruzioni”, se vuoi):

  • Il diario di Tom Riddle prende vita grazie all’AI e a un tablet e-ink

    Il diario di Tom Riddle prende vita grazie all’AI e a un tablet e-ink

    Lo sviluppatore canadese Maxime Rivest ha realizzato Riddle, un progetto open-source che ricrea il celebre diario di Tom Riddle della saga di Harry Potter utilizzando un tablet reMarkable Paper Pro e un modello di intelligenza artificiale.

    L’utente scrive a mano sul dispositivo, mentre il sistema acquisisce il testo, lo interpreta tramite il modello Claude Fable 5 di Anthropic e genera una risposta manoscritta che appare direttamente sulla pagina, simulando l’esperienza del film.

    Il progetto sfrutta un approccio volutamente essenziale, privo delle tradizionali interfacce dei chatbot, puntando a un’interazione naturale basata esclusivamente su carta elettronica e scrittura a mano.

    Pubblicato su GitHub come software open-source, Riddle dimostra come l’AI possa essere impiegata per creare esperienze immersive e originali che uniscono tecnologia, design e cultura pop.


    Link alla fonte:
    https://www.corriere.it/tecnologia/26_luglio_08/il-magico-diario-di-tom-riddle-dell-universo-di-harry-potter-e-diventato-realta-come-funziona-64c83c86-3703-4c81-b208-09cdb0578xlk_amp.shtml

  • I progetti, uno strumento “evolutivo”

    Lo strumenti dei “progetti” è spesso sottovalutato, ma rappresenta invece una sorta di chatbot personalizzato ed “evolutivo”.

    Nelle slide vi mostro come aiuto i miei “studenti” (nei corsi di gruppo e nel coach individuale) a costruire gradualmente i loro progetti, in particolare con Claude (ma, volendo, anche con ChatGPT sebbene le prestazioni siano nettamente inferiori in questo caso).

  • Google introduce i notebook in Gemini e trasforma la gestione dei progetti con l’AI

    Google ha annunciato l’introduzione dei notebook all’interno di Gemini, trasformando l’assistente in uno strumento avanzato di gestione della conoscenza.
    I notebook (equivalenti dei progetti di ChatGPT o Claude) permettono di organizzare chat, file e fonti in spazi dedicati a singoli “contenitori”, migliorando coerenza e continuità delle interazioni con l’IA.
    La forte integrazione con NotebookLM consente una sincronizzazione automatica dei contenuti tra piattaforme, rendendo più fluido il passaggio tra analisi, sintesi e produzione di contenuti.
    Gli utenti possono inoltre personalizzare fonti, tono e memoria del contesto, aumentando il controllo sull’output dell’IA. Questa novità segna un passo importante verso un utilizzo più strutturato e produttivo dell’intelligenza artificiale.

    Link alla fonte:
    https://www.tuttoandroid.net/news/2026/04/09/gemini-notebook-1148103/

  • Google introduce i “notebook” in Gemini e trasforma la gestione dei progetti con l’AI

    Google ha annunciato l’introduzione dei notebook all’interno di Gemini, trasformando l’assistente in uno strumento avanzato di gestione della conoscenza.
    I notebook – equivalenti dei “progetti” di altri chatbot come ChatGPT e Claude – permettono di organizzare chat, file e fonti in spazi dedicati, appunto, a singoli progetti specifici, migliorando coerenza e continuità delle interazioni con l’IA.
    La forte integrazione con NotebookLM consente una sincronizzazione automatica dei contenuti tra piattaforme, rendendo più fluido il passaggio tra analisi, sintesi e produzione di contenuti.
    Gli utenti possono inoltre personalizzare fonti, tono e memoria del contesto, aumentando il controllo sull’output dell’IA.
    Questa novità segna un passo importante verso un utilizzo più strutturato e produttivo dell’intelligenza artificiale.

    Link alla fonte:
    https://www.tuttoandroid.net/news/2026/04/09/gemini-notebook-1148103/

  • OpenAI accelera sull’hardware e sottrae decine di ingegneri chiave ad Apple

    Mentre si susseguono le voci sul futuro hardware AI sviluppato a seguito del sodalizio Altman-Ive, OpenAI sta portando avanti una campagna di reclutamento estremamente aggressiva che sta colpendo duramente i team hardware di Apple.
    Secondo le informazioni riportate da Mark Gurman, la startup guidata da Sam Altman avrebbe assunto oltre 40 professionisti provenienti da Cupertino nell’ultimo mese, includendo direttori, manager e ingegneri senior di aree strategiche come fotocamere, processori, hardware iPhone/Mac, test e affidabilità, design industriale, audio, Apple Watch e Vision Pro.
    L’ondata di assunzioni segue l’ingresso nella nuova divisione hardware di figure storiche legate a Jony Ive, come Evans Hankey e Tang Tan, insieme ad altri nomi di peso.
    La situazione sta generando forte preoccupazione interna ad Apple, che già registra una fuga di talenti AI verso competitor come Meta.
    L’indebolimento della sua capacità di innovazione arriva in un momento critico, mentre i rivali nel settore dell’IA iniziano a sviluppare i propri dispositivi fisici.

    Link alla fonte:
    https://www.hdblog.it/apple/articoli/n639627/openai-assunzioni-ingegneri-hardware-apple/

  • Gates, Koch e altri miliardari donano 1 miliardo per usare l’AI contro la povertà negli USA

    Cinque noti miliardari statunitensi, tra cui Bill Gates e Charles Koch, hanno lanciato NextLadder Ventures, un’iniziativa filantropica da oltre un miliardo di dollari per promuovere la mobilità economica negli Stati Uniti. Il progetto, con durata iniziale di sette anni, prevede una partnership strategica con Anthropic per supportare tecnologie AI applicate al contrasto delle disuguaglianze. Le risorse saranno destinate a organizzazioni che affrontano problematiche come disoccupazione, crisi abitative, assistenza sanitaria e reinserimento sociale. L’obiettivo è creare un ecosistema sostenibile che attiri altri investitori e generi soluzioni scalabili a lungo termine.

    Link alla fonte:
    https://forbes.it/2025/07/21/bill-gates-e-altri-4-miliardari-hanno-donato-1-miliardo-per-combattere-la-poverta-con-lintelligenza-artificiale