Tag: Ricerca

  • L’IA soffre di “brain rot”: lo studio rivela i danni dei “dati spazzatura”

    Uno studio condotto da ricercatori dell’Università del Texas ad Austin e della Purdue University, pubblicato su arXiv, evidenzia che anche le intelligenze artificiali possono soffrire di “brain rot”, una sorta di stordimento cognitivo simile a quello umano causato da un’eccessiva esposizione a contenuti digitali di bassa qualità.

    I modelli linguistici di Meta e Alibaba testati hanno mostrato un declino nelle capacità di ragionamento, memoria e comportamento etico quando addestrati con testi sensazionalistici e clickbait.

    Secondo Junyuan Hong, coautore dello studio, l’assunto che i contenuti virali siano buoni per l’addestramento è errato: i dati di scarsa qualità corrodono la logica e l’etica delle IA.

    Gli studiosi avvertono che anche le strategie di mitigazione non riescono a invertire del tutto i danni, richiamando l’attenzione su una regola valida tanto per l’uomo quanto per le macchine: “sei quello che mangi”.

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    L’intelligenza artificiale soffre di ‘brain rot’, il rimbambimento da web: lo studio | Sky TG24

  • Google rende le “sponsorizzate” più evidenti e offre la possibilità di nasconderle nei risultati di ricerca

    Google ha annunciato una significativa novità per il suo motore di ricerca: la pubblicità viene ora mostrata in una sezione separata e chiaramente distinguibile dai risultati organici.

    Gli annunci compaiono in un riquadro fisso nella parte superiore della pagina, ma gli utenti possono finalmente nasconderli con un semplice tocco.

    Questa scelta risponde alle critiche ricevute in passato per la scarsa trasparenza nella distinzione tra contenuti sponsorizzati e risultati naturali.

    Il nuovo formato è in fase di roll-out su desktop, smartphone e tablet, e segna un passo verso una navigazione più pulita e controllabile.

    Link alla fonte:

    Google ora permette di nascondere la pubblicità dai risultati

  • Benvenuta, AI Mode

    Oggi ho avuto il piacere di trovare la nuova funzione AI Mode di Google nel motore di ricerca. Si apre una nuova era di utilizzo dell’AI nella selezione e sintesi delle informazioni sul web.

  • MIT: l’uso eccessivo (e sbagliato) dell’IA può ridurre pensiero critico e creatività

    Uno studio del MIT indica che l’uso intensivo di strumenti di IA generativa come ChatGPT può ridurre l’attività cerebrale, influenzando negativamente pensiero critico e creatività. La ricerca mostra che chi scrive affidandosi interamente all’IA sviluppa schemi neurali differenti rispetto a chi produce contenuti autonomamente. Analisi parallele della Swiss Business School confermano una correlazione tra uso prolungato dell’IA e punteggi cognitivi inferiori, pur senza stabilire un nesso di causalità definitivo. Gli studiosi suggeriscono un impiego equilibrato dell’IA come assistente, piuttosto che come sostituto, per preservare le capacità intellettuali individuali.

    Link alla fonte:
    https://www.wired.it/article/chatgpt-ci-sta-rendendo-stupidi-studio-mit/

  • AI Overview di Google erode il traffico web: clic dimezzati e abbandoni in aumento

    Un’analisi del Pew Research Center documenta come i riassunti AI Overview di Google spingano gli utenti a restare sulla SERP: il click-through verso siti esterni è sceso dal 15 all’8 per cento, mentre un utente su quattro abbandona la sessione subito dopo aver letto il riassunto generato da Gemini. Il 60 % delle domande e oltre un terzo delle ricerche formulate in linguaggio naturale trovano risposta direttamente nell’overview, riducendo la necessità di visitare le fonti. Solo l’1 % degli utenti segue i link citati da Google, minando il modello di monetizzazione basato sul traffico web e sollevando timori per la diffusione di informazioni errate. L’impatto è particolarmente evidente nei settori intrattenimento e viaggi, costringendo editori e marketer a ripensare le strategie SEO e la sostenibilità dei contenuti online.

    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/web/muore-il-traffico-dei-siti-web-per-colpa-di-google-ulteriori-conferme-contro-ai-overview_141499.html