Categoria: Test

  • Gemma 4, l’AI locale che funziona sul tuo smartphone

    Con la nuova versione di Google AI Edge Gallery, l’applicazione di AI locale di Google, è stato finalmente reso disponibile il nuovo modello Gemma 4, che come la precedente versione 3 può essere scaricato e testato direttamente sullo smartphone.

    L’applicazione si presenta molto più completa, addirittura offrendo un pannello con le impostazioni dei principali parametri per gli LLM, e la velocità di risposta appare soddisfacente a patto di utilizzare un dispositivo di fascia medio-alta.

    Non ho ancora testato a fondo i due modelli disponibili, ma per chi fosse curioso allego qui sotto due file, steiner1.pdf e steiner2.pdf, che contendono la risposta a un prompt di prova iniziale (lo trovate nel titolo del documento) da parte dei rispettivi LLM.

    L’impressione è che, nonostante l’ottimizzazione estrema, la qualità delle risposte, ottenute senza attivare la funzione di “ragionamento”, ha un livello che potremmo definire pari a quello dei chatbot più popolari quando usano i modelli di base. Anche l’italiano mi è parso eccellente, al di là di qualche rarissimo refuso dovuto a una traduzione letterale o comunque non corretta in cui il modello di è “inventato” il termine nella nostra lingua.

    In ogni caso giudicate voi stessi, leggendo i due risultati, e se ve la sentite scaricate l’app Edge Gallery e almeno uno dei due nuovi modelli, ricordandovi che richiederanno spazio sia sulla memoria centrale sia su quella dei dati nel vostro smartphone.

  • Idea + Vibe Design + Vibe Coding = rivoluzione by Google

    Ieri vi ho parlato del lancio di Google Stitch, ma naturalmente non potevo esimermi dal “farci un giro” e sottoporlo a qualcosa di impegnativo.

    Usando un semplice prompt in cui chiedevo di creare qualcosa che fosse ispirato alla Kabbalah, ho ottenuto una serie di layout di interfaccia che combinavano sacro e moderno. Uno di questi è visibile in alto a sinistra nello screenshot, ed è quello che ho allegato poi in Gemini, chiedendo all’AI di sviluppare un’applicazione per l’esplorazione dei significati sacri delle 22 lettere ebraiche.

    Gemini ha sviluppato, in React, l’applicazione che si vede a destra dello screenshot, completamente interattiva.

    Un altro aspetto sicuramente interessante sono i suggerimenti che Stitch visualizza a seguito dello sviluppo, e che sono naturalmente ispirati all’idea di partenza.

    Se non avete ancora provato questa meraviglia, o non l’avete ancora abbinata ai Canvas di Gemini, è arrivato il momento di farlo e creare l’applicazione (o le applicazioni) dei vostri sogni.

    E se volete esplorare l’AI di Google e la potenza e versatilità di Gemini e NotebookLM, vi lascio il link al mio nuovo libro sull’argomento:

    https://www.hoepli.it/libro/google-ai-e-gemini-for-dummies/9788836020645.html

  • Usare NotebookLM “al contrario”: il caos come motore di “insight”

    Un articolo di XDA Developers suggerisce un approccio non convenzionale a NotebookLM: invece di caricare documenti ordinati e completi, alimentarlo con materiali disordinati come note grezze, memo vocali, screenshot e idee incomplete.
    Secondo l’autore, questo metodo permette all’AI di individuare schemi nascosti e connessioni tra pensieri non strutturati, funzionando più come un assistente di ricerca che come un semplice “riassuntore”.
    In particolare, le trascrizioni di memo vocali si rivelano preziose perché catturano il processo di ragionamento spontaneo, con dubbi e deviazioni che spesso vengono eliminati nella scrittura.
    Questo uso “caos-first” rende NotebookLM uno strumento per scoprire priorità e intuizioni latenti durante le fasi creative di un progetto.
    L’approccio resta meno adatto quando si lavora con ricerche formali o documenti legali, dove la struttura dei dati è essenziale.

    Link alla fonte:
    https://www.xda-developers.com/notebooklm-backwards-workflow/