Google e Apple hanno siglato un accordo pluriennale che porterà i modelli della famiglia Gemini a costituire la base dei Foundation Models di Siri.
La nuova generazione dell’assistente vocale di Apple sfrutterà una versione personalizzata della tecnologia AI di Google, con debutto previsto nel corso dell’anno.
La scelta conferma le indiscrezioni circolate da mesi e rappresenta una vittoria strategica per Google nel mercato dell’intelligenza artificiale generativa.
L’intesa potrebbe rafforzare la posizione competitiva di Gemini rispetto a ChatGPT, mettendo sotto pressione anche OpenAI, già partner di Apple con Apple Intelligence.
Restano ignoti i dettagli economici, anche se alcune stime parlano di un accordo da circa un miliardo di dollari l’anno.
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https://www.punto-informatico.it/gemini-siri/
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Google porta Gemini in Siri: accordo strategico che ridisegna l’AI di Apple
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Le aziende accelerano sull’AI ma aumentano l’esposizione agli attacchi informatici
L’adozione crescente dell’intelligenza artificiale consente alle aziende di migliorare efficienza, produttività e velocità decisionale, ma apre anche nuove e gravi vulnerabilità sul fronte della sicurezza informatica.
Secondo analisi di Akamai, Globant, PwC e Fortinet, il 97% delle imprese ha già subito incidenti di sicurezza legati all’uso dell’IA.
I criminali informatici sfruttano modelli di linguaggio, deepfake e automazione avanzata per colpire direttamente le organizzazioni, rendendo inefficaci molte difese tradizionali.
Il rischio si estende a tutto il ciclo di vita dell’IA, dai dati di addestramento alla fase operativa.
Di fronte a questo scenario, le imprese sono chiamate a bilanciare innovazione e governance della sicurezza, integrando controlli, competenze e supervisione umana.
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https://www.infobae.com/tecno/2026/01/10/empresas-que-adoptan-la-ia-ganan-eficiencia-pero-tambien-enfrentan-altos-riesgos-de-ciberataques/?outputType=amp-type -
Dopo la salute, il lavoro: OpenAI testa “Jobs”, il nuovo strumento di ChatGPT per migliorare la ricerca di lavoro
OpenAI sta sperimentando una nuova funzione di ChatGPT chiamata Jobs, pensata per supportare gli utenti nella ricerca di lavoro e nello sviluppo professionale.
La modalità, individuata in versioni di test del chatbot dall’ingegnere Tibor Blaho, consentirebbe di ottimizzare i curriculum, adattarli a specifiche offerte e migliorare la redazione per superare i filtri automatizzati di selezione.
Jobs offrirebbe anche orientamento professionale personalizzato, suggerendo ruoli coerenti con competenze ed esperienze e indicando abilità da rafforzare per avanzare di carriera.
Sebbene non sia ancora stata annunciata ufficialmente né sia chiaro il modello di accesso, la funzione conferma la strategia di OpenAI di espandere ChatGPT verso servizi professionali modulari basati sull’intelligenza artificiale.
