Tag: AbusoTecnologia

  • L’AI accelera il lavoro, ma non “libera” davvero il tempo

    Vi segnalo un nuovo articolo che analizza il paradosso dell’era dell’intelligenza artificiale: mentre le tecnologie diventano sempre più rapide ed efficienti, la percezione diffusa è quella di avere sempre meno tempo disponibile.
    L’AI non sta solo automatizzando attività, ma sta trasformando profondamente la struttura del lavoro, rendendolo più asincrono, distribuito e orientato alla capacità di interpretare e dirigere processi.
    Tuttavia, il cosiddetto “tempo restituito” viene spesso riassorbito da nuove richieste e aspettative produttive, generando una sensazione di saturazione continua.
    Nel lavoro creativo, il valore si sposta dall’esecuzione tecnica alla selezione, alla visione e alla capacità di dare significato in un contesto dominato dall’abbondanza di contenuti generati dall’AI.
    La riflessione centrale è che il tempo non può più essere considerato soltanto una risorsa da ottimizzare, ma uno spazio da progettare consapevolmente per preservare qualità, attenzione e valore umano.

    Link alla fonte:
    https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/piu-veloci-ma-sempre-esausti-il-paradosso-dellai-e-del-tempo/

  • MIT: l’uso eccessivo (e sbagliato) dell’IA può ridurre pensiero critico e creatività

    Uno studio del MIT indica che l’uso intensivo di strumenti di IA generativa come ChatGPT può ridurre l’attività cerebrale, influenzando negativamente pensiero critico e creatività. La ricerca mostra che chi scrive affidandosi interamente all’IA sviluppa schemi neurali differenti rispetto a chi produce contenuti autonomamente. Analisi parallele della Swiss Business School confermano una correlazione tra uso prolungato dell’IA e punteggi cognitivi inferiori, pur senza stabilire un nesso di causalità definitivo. Gli studiosi suggeriscono un impiego equilibrato dell’IA come assistente, piuttosto che come sostituto, per preservare le capacità intellettuali individuali.

    Link alla fonte:
    https://www.wired.it/article/chatgpt-ci-sta-rendendo-stupidi-studio-mit/