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  • Il traffico dei bot supera quello umano e mette sotto pressione il web (e non c’entra solo l’AI)

    Per la prima volta, il traffico web generato da sistemi automatizzati ha superato quello prodotto dagli utenti umani, raggiungendo il 57,4% delle richieste monitorate da Cloudflare.

    Il fenomeno è alimentato dalla rapida diffusione dell’intelligenza artificiale generativa e degli agenti AI autonomi, capaci di effettuare in pochi secondi attività che richiederebbero ore a una persona.

    Secondo il report di Human Security, il traffico automatizzato cresce a una velocità otto volte superiore rispetto a quello umano, mentre una quota significativa continua a provenire da bot malevoli impiegati in frodi e abusi informatici.

    Questa trasformazione aumenta i costi infrastrutturali ed energetici per aziende ed editori, compromette l’affidabilità degli analytics e mette in discussione il modello economico del web basato sulle visite umane e sulla pubblicità.

    Il sorpasso rappresenta un passaggio verso un ecosistema digitale sempre più dominato da interazioni tra macchine.

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  • Cloudflare taglia oltre 1.100 posti per accelerare la strategia basata sugli agenti AI

    Cloudflare ha annunciato un piano di licenziamenti che coinvolgerà oltre 1.100 dipendenti a livello globale, nonostante risultati finanziari considerati solidi e una crescita positiva del business.
    L’azienda punta a trasformarsi in una struttura “AI-first”, aumentando l’integrazione di agenti AI e sistemi automatizzati nei processi operativi interni.
    Secondo il management, l’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale all’interno della società sarebbe cresciuto di oltre il 600% negli ultimi mesi, spingendo verso una profonda riorganizzazione aziendale.
    Dopo l’annuncio, il titolo Cloudflare ha perso oltre il 17% nelle contrattazioni after-hours, segnale delle preoccupazioni degli investitori sui costi e sull’impatto della transizione.
    Il caso si inserisce in una tendenza più ampia che coinvolge altre big tech come Microsoft, Google, Meta e Amazon, sempre più orientate a sostituire attività ripetitive con sistemi AI avanzati.

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    Un’altra big tech sta licenziando oltre 1.100 dipendenti per investire in agenti AI