Tag: Università

  • ChatMinerva sfida i colossi AI (ma mostra i limiti di un modello italiano emergente)

    ChatMinerva, il nuovo chatbot sviluppato dal gruppo Sapienza NLP dell’Università La Sapienza di Roma e dalla società Babelscape, rappresenta uno dei principali tentativi italiani di costruire un’alternativa nazionale ai grandi modelli linguistici internazionali.
    Le prime prove evidenziano però limiti significativi nelle capacità di ragionamento, comprensione delle istruzioni e uso della lingua italiana, con errori che i modelli più avanzati come ChatGPT, Claude o Gemini superano da tempo.
    Secondo gli esperti, queste difficoltà derivano soprattutto dalla dimensione ridotta del modello, che conta circa 7 miliardi di parametri contro le centinaia di miliardi o i trilioni stimati dei principali concorrenti.
    Nonostante ciò, il progetto viene considerato importante per sviluppare competenze, infrastrutture e autonomia tecnologica nel settore dell’intelligenza artificiale in Italia.
    Il team guidato da Roberto Navigli punta già a una nuova versione da 20 miliardi di parametri, con l’obiettivo di ridurre il divario rispetto ai leader globali.

    Link alla fonte:
    https://www.ilsole24ore.com/art/come-risponde-chatminerva-sfida-costruire-chatgpt-italiana-AIbieBXD

  • Gli studenti USA contestano le élite tecnologiche, non l’AI

    Negli Stati Uniti diversi discorsi di laurea tenuti da dirigenti e imprenditori legati al settore tecnologico sono stati accolti da fischi e proteste da parte degli studenti.
    Sebbene molti osservatori abbiano interpretato questi episodi come una reazione ostile all’intelligenza artificiale, l’analisi di Alberto Puliafito suggerisce una lettura diversa: il malcontento riguarda soprattutto le disuguaglianze economiche, l’incertezza occupazionale e la percezione che le decisioni sul futuro tecnologico vengano imposte da élite privilegiate.
    Gli studenti non rifiutano necessariamente strumenti come ChatGPT, che anzi utilizzano ampiamente, ma contestano un modello di sviluppo in cui il potere e i benefici economici restano concentrati nelle mani di poche grandi aziende e dei loro leader.
    L’articolo collega queste proteste a una tradizione di critica sociale che richiama il luddismo storico e i movimenti contemporanei contro la concentrazione di ricchezza e potere, più che a una semplice opposizione alla tecnologia.

    Link alla fonte:
    https://www.internazionale.it/opinione/alberto-puliafito/2026/06/10/fischi-contro-il-potere

  • Google introduce notebook AI personali per studenti in Classroom con NotebookLM

    Google amplia l’integrazione tra Google Classroom e NotebookLM permettendo agli studenti universitari maggiorenni di creare notebook personali basati sui materiali del corso.
    La funzionalità, accessibile tramite la scheda Gemini, consente di trasformare contenuti didattici in strumenti interattivi come riassunti audio/video, flashcard e diagrammi.
    Gli studenti possono sintetizzare fino a 50 fonti e ricevere risposte AI strettamente ancorate ai materiali forniti dai docenti, migliorando l’affidabilità dello studio.
    Questa evoluzione rafforza l’apprendimento personalizzato e multimodale, spingendo verso un uso più attivo dell’AI nell’istruzione superiore.
    Il rilascio iniziale avviene su web, con supporto mobile previsto a breve.

    Link alla fonte:
    https://workspaceupdates.googleblog.com/2026/04/students-can-now-create-personal-class-notebooks-with-NotebookLM-in-Google-Classroom.html

  • Le Big Tech fondano accademie AI e sfidano l’università pubblica

    Colossi della Silicon Valley come OpenAI, Google e Anthropic stanno accelerando la creazione di proprie accademie e piattaforme formative, con l’obiettivo di formare direttamente sviluppatori e professionisti dell’intelligenza artificiale.
    Iniziative come Claude 101 di Anthropic, OpenAI Academy e Google Cloud Skills Boost offrono percorsi strutturati e certificazioni ufficiali che rischiano di diventare più influenti di una laurea tradizionale nel settore tech
    Questo spostamento del baricentro educativo verso soggetti privati nasce anche dalla lentezza dei sistemi pubblici nell’integrare l’alfabetizzazione algoritmica nei programmi di studio.
    Il risultato potrebbe essere un nuovo monopolio globale della formazione, dove le Big Tech non solo controllano gli strumenti e i dati, ma anche i criteri di certificazione delle competenze.
    Le implicazioni toccano occupazione, equità nell’accesso al sapere e autonomia delle istituzioni accademiche.

    Link alla fonte:
    https://www.avvenire.it/rubriche/artifici/luniversita-del-futuro-e-solo-privata-il-piano-di-openai-e-delle-big-tech_104870

  • Università sotto pressione: IA e il declino dell’impegno accademico

    Vi segnalo un interessante articolo che analizza il crescente uso dell’intelligenza artificiale da parte degli studenti per completare compiti accademici, spesso con l’obiettivo di ottenere un titolo più che acquisire conoscenze. Molti studenti universitari, soprattutto nei corsi umanistici, non riescono a comprendere testi complessi senza aiuti esterni, rivelando una mancanza di preparazione scolastica. Le università, spinte dalla necessità di mantenere alte le iscrizioni, accettano studenti non pronti per l’ambiente accademico, aggravando il problema. Per arginare l’uso improprio dell’IA, gli autori propongono una riforma educativa che favorisca l’indagine rigorosa e percorsi alternativi al conseguimento della laurea.

    Link alla fonte:
    https://reason.com/2025/07/18/why-are-students-using-ai-to-cheat-maybe-because-they-shouldnt-be-in-college-at-all/