Un post pubblicato su X da Matt Shumer, CEO di OthersideAI, ha superato 75 milioni di visualizzazioni in meno di due giorni, riaccendendo il dibattito globale sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione.
L’imprenditore ha paragonato l’attuale accelerazione tecnologica ai primi mesi della pandemia di Covid-19, sostenendo che la società stia sottovalutando la rapidità con cui l’IA sta automatizzando attività professionali complesse.
Secondo Shumer, il 2025 ha segnato un punto di svolta: modelli sempre più avanzati e agenti autonomi sono ora in grado di scrivere software e svolgere compiti specialistici con un intervento umano minimo.
Il rilascio simultaneo di GPT-5.3 Codex di OpenAI e Opus 4.6 di Anthropic avrebbe rappresentato un “terremoto” per il settore, accelerando una trasformazione che rischia di ridisegnare il mercato del lavoro.
Il messaggio è chiaro: non si tratta di previsioni, ma di cambiamenti già in atto destinati a estendersi a molte altre professioni.
Link alla fonte:
https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/12/news/ia_lavoro_pericolo_come_covid-425154549/
Tag: Scenari
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Il post virale di Matt Shumer riaccende l’allarme riguardo all’impatto dell’AI sull’occupazione
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SMIC avverte: il boom dei data center per l’AI rischia di trasformarsi in una bolla
Zhao Haijun, co-CEO di Semiconductor Manufacturing International Co. (SMIC), ha lanciato un allarme sul possibile eccesso di investimenti nei data center dedicati all’intelligenza artificiale, paragonando l’attuale corsa infrastrutturale alla bolla dei data center cinesi dei primi anni 2020.
Secondo il dirigente, le aziende stanno cercando di costruire in uno o due anni una capacità prevista per un intero decennio, senza una chiara visione sull’effettivo utilizzo futuro.
Nonostante la forte domanda generata dall’AI generativa e dai large language model – che spinge colossi come Microsoft, Google e Meta a investire miliardi – resta il rischio di sovracapacità e infrastrutture sottoutilizzate.
L’avvertimento è particolarmente significativo perché proviene da un attore centrale nella filiera globale dei semiconduttori, in grado di osservare direttamente le dinamiche di domanda e offerta.
Il tema solleva interrogativi su sostenibilità economica, costi energetici e stabilità dell’attuale ciclo di espansione dell’AI.Link alla fonte:
https://www.tomshw.it/hardware/smic-avverte-data-center-ai-rischiano-linutilizzo-2026-02-11 -
Dario Amodei avverte: l’AI entra nella sua “adolescenza” e mette alla prova la civiltà
Nel saggio “The Adolescence of Technology” (di cui vi lascio il link in basso), Dario Amodei, CEO di Anthropic, sostiene che l’umanità stia entrando in una fase critica dello sviluppo tecnologico, paragonabile a una sorta di “adolescenza turbolenta”.
Amodei descrive l’arrivo imminente di “AI potenti”, assimilabili a una “nazione di geni in un data center”, capaci di superare l’intelligenza umana in quasi ogni dominio.
Il saggio analizza tre grandi categorie di rischio: perdita di controllo e autonomia dei modelli, uso malevolo per distruzione (in particolare tramite armi biologiche) e concentrazione del potere politico ed economico.
Pur rifiutando il catastrofismo inevitabile, Amodei chiede interventi rapidi ma mirati: migliori tecniche di allineamento, interpretabilità dei modelli, trasparenza industriale e una regolazione graduale.
Il messaggio centrale è che il futuro dell’AI può essere positivo, ma solo se la società dimostra la maturità necessaria per governarne i rischi.Link al saggio:
https://www.darioamodei.com/essay/the-adolescence-of-technology
