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  • Tre anni fa l’onda d’urto imprevista di ChatGPT

    Una panoramica del lancio inaspettato e del successo virale di ChatGPT, evidenziando come l’evento abbia colto tutti, inclusa OpenAI stessa, alla sprovvista.
    Nonostante abbia raggiunto milioni di utenti in pochissimi giorni, l’azienda era “internamente impreparata” per tale domanda, avendo trattato il progetto come una semplice “anteprima di ricerca” lanciata in fretta per superare la concorrenza.
    L’esplosione di popolarità mise immediatamente sotto pressione le risorse tecniche, causando problemi di stabilità e di “scarsa disponibilità di GPU”, e costringendo l’azienda a un’espansione rapida del personale.
    A livello settoriale, l’introduzione del chatbot, basato sulla “tecnologia Transformer” di Google, ha costretto i giganti della tecnologia a reagire con urgenza, specialmente Google, che percepì il prodotto come un rischio esistenziale.
    Anche il rapporto tra OpenAI e Microsoft si modificò, passando da una partnership a una dinamica “parzialmente competitiva”.
    Il video illustra come un prodotto lanciato in fretta e con basse aspettative abbia trasformato irrimediabilmente il panorama globale dell’intelligenza artificiale e le relative dinamiche aziendali.

    Link alla fonte:
    https://www.ilpost.it/2025/11/30/chatgpt-tre-anni/

  • Cosa c’è DAVVERO dietro l’AI?

    Ti sei mai chiesto chi c’è veramente dietro le risposte dei modelli di intelligenza artificiale più potenti?

    Invisible Technologies, l’azienda che sostiene di aver addestrato l’80% dei principali modelli di IA del mondo, rivela che l’IA non è magia, ma un sofisticato testo predittivo potenziato da un “esercito invisibile di umani” che etichettano dati, valutano le risposte e insegnano ai modelli il giusto e lo sbagliato.

    I Large Language Models (LLM), sistemi non deterministici basati su reti neurali, vengono addestrati attraverso tre meccanismi principali: il Supervised Fine-Tuning, che fornisce esempi di dati di alta qualità (i “libri di testo”); il Reinforcement Learning (o reward modeling), dove gli umani assegnano voti alle risposte, premiando i comportamenti desiderati; e l’Evaluation, ovvero la creazione di test per misurare i miglioramenti, tenendo conto che l’opinione degli utenti non è deterministica e la soggettività è fondamentale.

    L’addestramento è una vera e propria ricerca scientifica complessa, non un semplice scooping up dell’internet, e la qualità dei dati è cruciale, poiché i modelli devono filtrare petabyte di contenuti irrilevanti o “spazzatura tossica” (come quella trovata su Reddit, una delle principali fonti di riferimento); di conseguenza, l’accesso a dati di addestramento superiori è destinato a diventare il vantaggio competitivo fondamentale (“moat”).

    La complessità del lavoro di addestramento è aumentata notevolmente, richiedendo specialisti con competenze specifiche (come infermieri, avvocati o esperti multilingue) invece di generalisti, il che sta facendo lievitare i costi del settore.

    Le aziende che implementano l’IA spesso commettono errori, come avere dati disorganizzati, non comprendere i propri processi interni (il black box del “team di Dave”), o tentare di automatizzare un processo esistente e difettoso anziché ridefinirlo completamente a partire dal risultato desiderato (come rimpiazzare un cavallo veloce con un’automobile); per avere successo, è essenziale stabilire metriche di valutazione chiare e oggettive, non un generico “pollice in su o in giù”.

    Infine, sebbene l’impatto dell’IA si stia spostando dal digitale al fisico (veicoli autonomi, robotica, logistica), la supervisione umana rimarrà fondamentale, specialmente negli ambiti normati (come le decisioni mediche o legali) a causa delle questioni di responsabilità, e per funzioni essenziali come la people management e gli atti di comunicazione, data la natura non razionale e imprevedibile dell’essere umano.

    Questa presentazione, realizzata con NotebookLM, nasce dalla trascrizione di un podcast del canale YouTube “The Neuron”, intitolato “This Company Trained 80% of the World’s Top AI Models (Here’s How They Do It)”.