Categoria: News

  • La Cina domina la corsa all’AI anche (e soprattutto) grazie al talento umano

    La competizione globale sull’intelligenza artificiale si sta giocando sempre più sul capitale umano, e la Cina emerge come leader nella formazione di esperti.
    Secondo un’analisi di The Economist sui dati della conferenza NeurIPS 2025, per la prima volta la Cina ha superato gli Stati Uniti per numero di studi presentati, riflettendo una crescita costante negli ultimi dieci anni.
    Le università cinesi dominano la formazione dei ricercatori, mentre gli Stati Uniti dipendono sempre più da talenti formati in Cina, molti dei quali stanno tornando nel loro paese grazie a incentivi economici e politiche favorevoli.
    Questo fenomeno riduce l’attrattiva del sistema americano, anche a causa di restrizioni sui visti e minore stabilità nella ricerca.
    Se la tendenza continuerà, entro pochi anni la Cina potrebbe avere un vantaggio netto anche nella presenza globale di ricercatori IA, con implicazioni strategiche per innovazione e leadership tecnologica.

    Link alla fonte:
    https://www.xataka.com/robotica-e-ia/hay-carrera-ia-mucho-profunda-e-importante-que-china-esta-aplastando-a-sus-competidores-talento-humano/amp

  • L’Italia nell’era dell’IA 🙂

    “L’Italia nell’era dell’IA” è appena uscito:

    https://www.fondazioneleonardo.com/stories/italia-era-ia-crescita-sfide-prospettive-floridi 

    148 pagine. In PDF. Solo PDF.

    Nel 2026, con Minerva, Colosseum, Vitruvian e una legge nazionale sull’IA che ci ha resi i primi in Europa, la Fondazione Leonardo ci consegna la bibbia della nostra rivoluzione tecnologica… in formato che mia nonna potrebbe ancora stampare e rilegare.  

    È un po’ come se un rapporto sulla rivoluzione del trasporto aereo fosse arrivato via piccione viaggiatore.  

    E i paradossi non finiscono qui:  

    – Abbiamo due supercomputer tra i primi 5 europei, ma dipendiamo ancora dall’hardware americano come un influencer dalla fibra.  

    – Abbiamo la prima legge organica sull’IA dell’UE (e siamo fieri di averla fatta prima di tutti), ma i decreti attuativi sono ancora in cantiere.  

    – Le grandi imprese corrono al 53 %, le PMI sono ferme al 15,7 %. Tradotto: l’Italia ha due velocità, e una è ancora in dial-up.  

    – Formiamo talenti di livello mondiale e poi li paghiamo il 40-50 % in meno rispetto a Berlino o Londra, stupendoci che prendano il primo volo per la California.  

    Insomma: eccellenze vere, infrastrutture pazzesche, una visione “responsabile e sovrana”… ma ancora raccontata nel formato più “pre-AI” possibile.  

    Il rapporto è ottimo, serissimo e utile.  

    Però se la prossima edizione esce solo su un LLM italiano interattivo, con dashboard live e voce di Floridi che ti spiega i grafici mentre ti fai il caffè… beh, quello sì che sarebbe un segnale forte.  

    Intanto, buona lettura.  

    (Stampalo fronte-retro, mi raccomando. L’ambiente ringrazia.)  

    P.S. Ironia a parte, in pochi minuti, con NotebookLM, ho preparato e allegato qualche slide per chi (molti, scommetto) non avrà voglia di sciropparsi 150 pagine, e un video per YouTube in inglese che, in poco tempo, avrà sottotitoli in tutte le lingue principali (lo trovate qui: https://youtu.be/O-10W1Dj-e8). Perché l’AI esiste, e va usata (naturalmente potete anche voi scaricare il PDF e farvelo commentare, sintetizzare e “mappare” da NotebookLM se volete).

    #IAItalia #ParadossiItaliani #PDF2026

  • I “meme” e la… realtà

    Ultimamente c’è un hype particolare su Claude, con Anthropic che pubblica praticamente quasi un annuncio al giorno da due mesi, cavalcando il picco di notorietà guadagnato dopo il rifiuto alle richieste del Pentagono.

    Parallelamente, l’ecosistema AI di Google, basato su Gemini ma ricco di sfaccettature interessanti e in piena evoluzione, finalmente porta in auge un’azienda che era rimasta troppo indietro, nei primi due anni in cui ChatGPT la faceva da padrone su tutti i fronti.

    E a proposito di ChatGPT, nonostante il “boicottaggio” con cui sempre più post sui social invitano a esportare i dati utente e passare a Gemini e Claude (che nel frattempo si sono attrezzati per importarli), il chatbot di OpenAI rimane ancora quello “per antonomasia”. Sicuramente, alcune alleanze strategiche fra OpenAI e player Big Tech come Microsoft o Apple cominciano a incrinarsi, come abbiamo visto.

    Nel frattempo, in aree geografiche dalla popolazione significativa e/o dall’importanza geopolitica notevole (mi riferisco al fronte orientale), altri chatbot prosperano e vedono l’adozione da parte di fasce sempre più ampie della popolazione.

    In tutto questo, l’impatto dell’AI generativa è ancora sottostimato, ma credo che entro la fine di questo 2026 la consapevolezza del suo ruolo in ogni aspetto quotidiano sarà evidente anche per coloro che, finora, l’hanno considerata qualcosa che ancora non vale la pena approfondire.

    Da parte mia, continuo con la mia opera di formazione e divulgazione, abbracciando tutte le piattaforme come facevo, negli anni 80, con quelle videoludiche, senza tifoserie e senza pregiudizi.

    P.S. Gli acronimi DAU, WAU e MAU si riferiscono, nella tabella, ai milioni di utenti attivi rispettivamente giornalieri, settimanali e mensili.