Tag: AdozioneAI

  • L’IA in azienda premia chi ha già processi, competenze e infrastrutture

    L’IA in azienda premia chi ha già processi, competenze e infrastrutture

    17,4 milioni di messaggi mostrano quanto ChatGPT Enterprise venga utilizzato nelle aziende. Ma tra usare l’IA e trasformarla in produttività c’è ancora un divario tutto da misurare, e il vero vantaggio competitivo potrebbe appartenere a chi aveva sistemato processi, competenze e infrastrutture prima ancora che arrivasse ChatGPT.

    Un nuovo working paper di OpenAI, basato su 17,4 milioni di messaggi e 1.764 organizzazioni, mostra che l’uso di ChatGPT Enterprise sta crescendo rapidamente, ma non dimostra ancora un aumento della produttività o un ritorno economico misurabile.

    Le aziende che adottano prima lo strumento tendono a essere più grandi e ad avere maggiori investimenti pregressi in ricerca, software, competenze e organizzazione: i cosiddetti “complementi organizzativi” necessari per integrare l’IA nel lavoro.

    Dopo l’adozione, tuttavia, la grande dimensione non garantisce una diffusione capillare, mentre tra gli utenti attivi i lavoratori più junior risultano utilizzare ChatGPT più intensamente dei manager.

    Gli impieghi più comuni restano concreti e relativamente tradizionali — scrittura, documentazione, attività tecniche, messaggi e ricerca di informazioni — più che l’automazione tramite agenti autonomi.

    Il punto strategico è che rendere accessibile l’IA non rende automaticamente le imprese equivalenti: processi, dati, formazione, integrazioni e capacità manageriali possono diventare il vero fattore competitivo.

    Link alla fonte:
    https://www.hwupgrade.it/news/mercato/l-ia-non-rende-tutte-le-imprese-uguali-premia-quelle-gia-organizzate_157821.html

  • Gemini supera 1 miliardo di utenti: la sfida con ChatGPT diventa di massa

    Gemini supera 1 miliardo di utenti: la sfida con ChatGPT diventa di massa

    Google ha annunciato che l’app Gemini ha superato 1 miliardo di utenti attivi mensili, diventando il prodotto consumer che ha raggiunto più rapidamente questa soglia nella storia dell’azienda e il 14° prodotto Google a entrare nel “club del miliardo”.

    La progressione è stata molto rapida: Gemini era oltre 750 milioni di utenti mensili a febbraio 2026, sopra 900 milioni a maggio e a 950 milioni a luglio, quando Google aveva anche comunicato che gli utenti attivi giornalieri erano triplicati in un anno.

    Il dato riguarda specificamente l’esperienza Gemini su app e web, e non va confuso con la diffusione dell’AI nell’intero ecosistema Google: AI Mode in Search aveva già superato separatamente il miliardo di utenti mensili e AI Overviews i 2,5 miliardi.

    Anche ChatGPT ha ormai raggiunto una scala comparabile, mentre i dati pubblicati da OpenAI mostrano un’adozione sempre più ampia per età, geografia e tipologia di utilizzo.

    Il passaggio strategico è quindi dall’adozione pionieristica alla diffusione di massa degli assistenti AI: la competizione tra Google e OpenAI si gioca sempre più sulla frequenza d’uso, sull’integrazione negli ecosistemi digitali e su interazioni multimodali, vocali e agentiche, non soltanto sulla qualità dei singoli modelli.

    Link alla fonte:
    https://blog.google/innovation-and-ai/products/gemini-app/one-billion-monthly-users/

  • Il paradosso dell’AI in Italia: sempre più “esperti” ma adozione lenta nelle aziende

    Il paradosso dell’AI in Italia: sempre più “esperti” ma adozione lenta nelle aziende

    L’Italia sta vivendo un forte boom dell’interesse per l’intelligenza artificiale: crescono rapidamente sia le richieste di competenze AI nelle offerte di lavoro sia le iscrizioni ai corsi di formazione.

    Tuttavia, l’adozione concreta della tecnologia resta limitata, soprattutto tra le PMI, dove solo una piccola quota ha avviato progetti di AI, creando un netto divario tra formazione teorica e applicazione pratica.

    L’articolo evidenzia anche la proliferazione di consulenti e formatori con scarsa esperienza operativa, alimentata dall’elevata domanda di competenze e dalla difficoltà delle aziende nel distinguere percorsi realmente qualificati da offerte improvvisate.

    Il fenomeno si inserisce in un contesto internazionale dove anche molte grandi organizzazioni faticano a trasformare i progetti pilota di AI in risultati di business misurabili.

    La conclusione è che, con la maturazione del mercato, saranno sempre più determinanti casi d’uso concreti, progetti portati in produzione e competenze dimostrabili sul campo.

    Link alla fonte:
    https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/competenze-digitali/troppi-esperti-di-ai-poche-aziende-che-la-usano-il-paradosso-italiano/

  • Le aziende accelerano sull’AI ma aumentano l’esposizione agli attacchi informatici

    L’adozione crescente dell’intelligenza artificiale consente alle aziende di migliorare efficienza, produttività e velocità decisionale, ma apre anche nuove e gravi vulnerabilità sul fronte della sicurezza informatica.
    Secondo analisi di Akamai, Globant, PwC e Fortinet, il 97% delle imprese ha già subito incidenti di sicurezza legati all’uso dell’IA.
    I criminali informatici sfruttano modelli di linguaggio, deepfake e automazione avanzata per colpire direttamente le organizzazioni, rendendo inefficaci molte difese tradizionali.
    Il rischio si estende a tutto il ciclo di vita dell’IA, dai dati di addestramento alla fase operativa.
    Di fronte a questo scenario, le imprese sono chiamate a bilanciare innovazione e governance della sicurezza, integrando controlli, competenze e supervisione umana.

    Link alla fonte:
    https://www.infobae.com/tecno/2026/01/10/empresas-que-adoptan-la-ia-ganan-eficiencia-pero-tambien-enfrentan-altos-riesgos-de-ciberataques/?outputType=amp-type