Tag: AIgenerativa

  • L’AI entra nelle classifiche musicali: FIMI fissa i nuovi confini

    L’AI entra nelle classifiche musicali: FIMI fissa i nuovi confini

    Una canzone generata dall’AI può essere un successo. Ma può essere considerata davvero un’opera di un artista? Il caso Gisèle costringe classifiche e radio a tracciare un confine.

    Il caso di Dimanche Midi Pile, pubblicato a nome di Gisèle e sospettato di essere stato realizzato in larga parte con intelligenza artificiale, ha spinto FIMI a definire nuovi criteri per l’accesso alle classifiche e alle certificazioni italiane.

    Un brano potrà essere ammesso se utilizza servizi AI autorizzati, mantiene un contributo umano sostanziale e non presenta segnali di manipolazione degli ascolti tramite bot o altri sistemi automatici.

    FIMI punta così sulla trasparenza anziché su un divieto assoluto dell’AI, in un mercato dove, secondo i dati citati dal CEO Enzo Mazza, Deezer riceve circa 90.000 tracce generate con AI al giorno. RTL 102.5 ha intanto escluso Dimanche Midi Pile dalla propria programmazione, ribadendo la centralità della creatività umana nella musica.

    Il caso anticipa una questione destinata a diventare sempre più rilevante per piattaforme, radio, classifiche e manifestazioni come il Festival di Sanremo.


    Link alla fonte: https://www.hdblog.it/curiosita/articoli/n667128/gisele-brano-generato-ai-classifiche-rtl-1025/

  • L’AI generativa è generativa. Punto.

    L’AI generativa è generativa. Punto.

    Non è intelligente. Non ragiona. Non comprende.


    È un sistema statistico che predice la prossima parola (o token) più probabile sulla base di pattern estratti da enormi quantità di testo. Nient’altro.

    Quando “parliamo” con un modello generativo non stiamo dialogando con una mente. Stiamo interrogando, tramite codice, una macchina di probabilità. Il prompt viene trasformato in numeri, processato da strati di reti neurali, e il risultato è una sequenza di token che *sembra* sensata perché è stata addestrata a sembrarlo. Spesso, dietro le quinte, il sistema si appoggia a strumenti esterni (codice, ricerca, calcolatori) per compensare le proprie lacune. Ma la natura di fondo resta statistica, probabilistica e, per definizione, imprevedibile. Può produrre risposte brillanti e, nello stesso istante, allucinazioni clamorose senza alcun senso di contraddizione.

    Chiamarla “intelligenza artificiale” è una scorciatoia di marketing che confonde il pubblico. Generativa sì. Intelligente no. Logica no. Comprensione no.

    L’auspicio è che un giorno si riesca a costruire qualcosa di degno di quel nome: un sistema capace di ragionamento genuino, di comprensione e di coerenza. Fino a quel momento, la prudenza resta obbligatoria. Ogni risposta va verificata, ogni output va trattato con scetticismo, e saper formulare le domande nel modo corretto fa ancora la differenza.

    Intanto, l’AGI rimane un miraggio.

    Ma tu puoi, nel frattempo, cominciare imparando come interrogare l’AI generativa in modo efficace, ho scritto un libro sull’argomento: https://amzn.eu/d/0j0Xb1aO

  • L’IA è una “promessa non mantenuta”?

    L’IA è una “promessa non mantenuta”?

    L’IA generativa prometteva progresso per tutti; per ora sta concentrando potere, moltiplicando costi e lasciando alla società il conto più pesante. La vera domanda è: stiamo costruendo il futuro che desideriamo, oppure finanziando un sistema dal quale sarà sempre più difficile uscire?

    Ho provato a riassumervi la situazione descritta da Michael Spencer in una sua recente newsletter (link di seguito) in una infografica.

    Ecco il link all’articolo di Mike:
    https://www.ai-supremacy.com/p/the-great-ai-disappointment-2026-thesis

  • L’hype sull’AI generativa oscura i veri progressi dell’AI predittiva

    In un editoriale per MIT Technology Review, Margaret Mitchell critica l’attenzione sproporzionata verso la generative AI, sostenendo che distolga l’opinione pubblica dai progressi più rilevanti dell’AI predittiva.
    Mentre chatbot e contenuti sintetici catturano l’immaginazione collettiva, è l’AI predittiva a migliorare concretamente settori vitali come medicina, sicurezza, meteorologia e prevenzione dei disastri.
    Mitchell evidenzia come la confusione tra “creazione” e “riconoscimento” abbia già causato errori gravi, inclusi casi legali e scientifici ritirati.
    Inoltre, sottolinea i costi energetici, etici e occupazionali della generative AI, invitando a riequilibrare l’attenzione verso sistemi più affidabili, sostenibili e realmente utili.
    Il futuro dell’AI benefica, conclude, dipenderà meno dai demo spettacolari e più da progressi silenziosi ma rigorosi.

    Link alla fonte:
    https://www.technologyreview.com/2025/12/15/1129179/generative-ai-hype-distracts-us-from-ais-more-important-breakthroughs/