Un sondaggio condotto da Gallup tra oltre 1.500 giovani statunitensi della Generazione Z mostra un rapporto sempre più ambivalente con l’intelligenza artificiale generativa.
Sebbene strumenti come ChatGPT e Gemini vengano utilizzati regolarmente dalla maggioranza degli intervistati, l’entusiasmo verso queste tecnologie è diminuito sensibilmente rispetto al 2025, mentre aumentano ansia, rabbia e sfiducia.
I giovani temono soprattutto che l’AI possa compromettere apprendimento, creatività e pensiero critico, oltre a sostituire posti di lavoro e relazioni umane.
Il dato più significativo è che la curiosità resta il sentimento dominante, ma viene ormai accompagnata da una crescente percezione dei rischi sociali e professionali legati all’automazione.
Il quadro che emerge è quello di una generazione che considera l’impatto dell’AI inevitabile, ma non necessariamente desiderabile.
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La Gen Z usa l’AI ogni giorno, ma la percezione della tecnologia sta cambiando
