Tavus presenta Griffin: un’AI video-to-video che vede, ascolta e reagisce durante la conversazione. In un test, quasi metà dei partecipanti l’ha scambiata per una persona reale (con buona pace del test di Turing).
Tavus ha presentato Griffin, che definisce il primo Human Interaction Model (HIM): un sistema video-to-video progettato per sostenere conversazioni faccia a faccia in tempo reale, interpretando non solo le parole ma anche pause, espressioni, sguardi, gesti e dinamiche di turno. A differenza delle pipeline tradizionali che concatenano riconoscimento vocale, LLM, sintesi vocale e avatar, Griffin mantiene percezione, decisione e generazione audio-video attive contemporaneamente, rivalutando l’interazione a intervalli inferiori al secondo.
La versione di ricerca Griffin-Lite genera video a 720p in blocchi di circa 320 ms e, secondo Tavus, raggiunge una latenza audio-video media di 0,43 secondi su GPU H100. Nei benchmark indipendenti VideoFDB di NVIDIA ha ottenuto il punteggio più alto sia nella generazione sia nella percezione conversazionale tra i sistemi confrontati.
Il dato più interessante arriva però da un esperimento con 54 partecipanti: dopo una videochiamata di un minuto, 26 persone, il 48%, hanno creduto di aver parlato con un essere umano. Tavus presenta questo risultato come il primo superamento di una sorta di “testi di Turing video”, anche se la definizione e la portata dell’esperimento richiedono cautela: si tratta di uno studio breve e con un campione relativamente limitato.
Il passaggio strategico è significativo: l’interfaccia dell’AI potrebbe spostarsi dalla logica prompt → risposta verso una presenza artificiale continua, capace di vedere, ascoltare, attendere, interrompere e reagire mentre la conversazione è ancora in corso. Se questa architettura dovesse scalare, avatar, tutor, assistenti, customer service e agenti virtuali potrebbero diventare molto meno simili a chatbot e molto più simili a interlocutori.
Link alla fonte:
Tavus — Griffin: The First Human Interaction Model


