Tag: Occupazione

  • Mercato del lavoro USA: Karpathy esplora l’impatto dell’AI sulle professioni

    Un nuovo strumento sviluppato e condiviso su GitHub da Andrej Karpathy visualizza 342 occupazioni del Bureau of Labor Statistics, coprendo circa 143 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti.
    L’interfaccia utilizza una treemap in cui ogni rettangolo rappresenta un’occupazione, dimensionata per numero di lavoratori e colorata in base a metriche selezionabili come crescita prevista, salario mediano, requisiti educativi e esposizione all’intelligenza artificiale.
    Una componente chiave è il sistema di colorazione basato su LLM, che consente di valutare dinamicamente le professioni tramite prompt personalizzati.
    L’esempio principale è il punteggio di “AI Exposure”, che stima quanto ogni lavoro sarà trasformato dall’AI, distinguendo tra attività digitali e fisiche.
    Il progetto è pensato come strumento esplorativo e sperimentale, non come previsione economica rigorosa, ma evidenzia il potenziale dell’AI nell’analisi del mercato del lavoro.

    Link alla fonte:
    https://karpathy.ai/jobs/

  • Il post virale di Matt Shumer riaccende l’allarme riguardo all’impatto dell’AI sull’occupazione

    Un post pubblicato su X da Matt Shumer, CEO di OthersideAI, ha superato 75 milioni di visualizzazioni in meno di due giorni, riaccendendo il dibattito globale sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione.
    L’imprenditore ha paragonato l’attuale accelerazione tecnologica ai primi mesi della pandemia di Covid-19, sostenendo che la società stia sottovalutando la rapidità con cui l’IA sta automatizzando attività professionali complesse.
    Secondo Shumer, il 2025 ha segnato un punto di svolta: modelli sempre più avanzati e agenti autonomi sono ora in grado di scrivere software e svolgere compiti specialistici con un intervento umano minimo.
    Il rilascio simultaneo di GPT-5.3 Codex di OpenAI e Opus 4.6 di Anthropic avrebbe rappresentato un “terremoto” per il settore, accelerando una trasformazione che rischia di ridisegnare il mercato del lavoro.
    Il messaggio è chiaro: non si tratta di previsioni, ma di cambiamenti già in atto destinati a estendersi a molte altre professioni.

    Link alla fonte:
    https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/02/12/news/ia_lavoro_pericolo_come_covid-425154549/

  • L’AI non distrugge l’occupazione, ma rischia di ampliare le disuguaglianze (senza divulgazione, formazione e alfabetizzazione)

    Nonostante i timori diffusi, i dati economici mostrano che l’intelligenza artificiale non sta causando una perdita massiccia di posti di lavoro: in Europa e nei principali Paesi anglosassoni la disoccupazione è ai minimi storici.
    Come già avvenuto con altre grandi innovazioni tecnologiche, l’AI elimina alcune mansioni ma ne crea di nuove, aumentando spesso la produttività invece di sostituire le persone.
    Il vero nodo, però, non è quanti lavori spariranno, ma chi saprà adattarsi ai nuovi strumenti.
    Secondo l’economista Renaud Foucart, il rischio maggiore è l’aumento delle disuguaglianze, perché solo una parte della forza lavoro possiede le competenze per sfruttare davvero l’AI.
    Senza politiche di formazione e inclusione, la tecnologia potrebbe quindi ampliare il divario economico e sociale.

    Una nota personale per i “giornalisti” che in questi giorni grideranno “al lupo!” contro l’AI riportando i tagli di Amazon: parliamo di un’azienda che aveva introdotto i robot in magazzino quando ancora di AI non si parlava neanche. Impegnatevi a divulgare e sensibilizzare sull’uso dell’AI, se proprio volete fare qualcosa di utile (lo so, “acchiappa” meno clic, per quello non vi piace).

    Link alla fonte:
    https://tech.everyeye.it/notizie/ia-non-rubera-lavoro-vero-pericolo-ed-sottile-855185.html