Tag: Skill

  • Che fine ha fatto la “modalità apprendimento” in ChatGPT?

    Che fine ha fatto la “modalità apprendimento” in ChatGPT?

    Come sapete, mi occupo di formazione e di divulgazione, e come autore di manuali nel settore informatico e in particolare dell’Intelligenza Artificiale mi ritrovo regolarmente di fronte a situazioni in cui uno strumento o un qualsiasi elemento viene periodicamente modificato all’interno dell’interfaccia di un software o di un sito web (quando addirittura l’interfaccia stessa non viene letteralmente stravolta).

    Ciò mi ha spinto a introdurre, nei miei libri, un approccio sempre più “tematico” e sempre meno “orientato agli screenshot”, in modo da anticipare tali cambiamenti e guidare i lettori in modo che possano individuare (o ritrovare) più facilmente un elemento o strumento di cui si parla nel testo.

    Nonostante ciò, a volte questi cambiamenti sono così “radicali” da richiedere veri e propri aggiornamenti, come in questo caso, ed è per questo che aiskill.it è nato, oltre che per tenervi aggiornati sulle tendenze generali dell’AI.

    Ma passiamo all’argomento in questione: in precedenza, l’opzione per attivare in ChatGPT la “modalità apprendimento” (Study Mode) era richiamabile dal menu che compare facendo clic sul segno + a sinistra del campo dei prompt, proprio come avviene ancora, per esempio, nel chatbot Gemini.

    In questo momento, invece, per richiamare tale modalità in ChatGPT è necessario prima fare clic sul segno + sopra descritto e poi digitare “studio”, facendo così apparire all’inizio del campo dei prompt l’icona e il testo che indicano l’attivazione della modalità omonima (vedi screenshot). Non è l’unico cambiamento avvenuto nei mesi che hanno seguito la pubblicazione della seconda edizione del mio manuale “ChatGPT for Dummies”, ma vorrei inaugurare questa serie di aggiornamenti partendo proprio con la descrizione di questa novità.

    La modalità di “apprendimento” richiamata digitando la parola “studia” preceduta dal simbolo della chiocciola o dopo aver fatto clic sul segno + a sinistra del campo dei prompt.

    Il cambiamento si colloca, naturalmente, in una nuova filosofia di utilizzo del chatbot di OpenAI orientata alle cosiddette skill, familiari a chi ha utilizzato finora Claude di Anthropic, ovvero delle “competenze” richiamabili per mezzo del loro nome, anche se in questo caso è più legata al vecchio concetto di GPT, difatti la modalità di apprendimento può essere anche richiamata facendo precedere la digitazione della parola “studia” dalla “chiocciola” (@studia).

  • Dall’implementazione alla verifica: l’AI cambia il mestiere del ricercatore (sollevando una questione cruciale)

    Dall’implementazione alla verifica: l’AI cambia il mestiere del ricercatore (sollevando una questione cruciale)

    Un rapporto esplorativo pubblicato da OpenAI analizza otto progetti in cui agenti di codifica sono stati utilizzati per manutenzione, ottimizzazione, migrazione e riscrittura di software scientifico, incluso quello che sostiene molta ricerca genomica.

    Secondo i gruppi coinvolti, questi strumenti possono accelerare sensibilmente attività tecniche che spesso gravano su piccoli team privi di un supporto ingegneristico dedicato. Il cambiamento più profondo, però, riguarda il ruolo del ricercatore, che si sposta dall’implementazione diretta verso specifica, orchestrazione e verifica del lavoro prodotto dall’AI.

    Questo modello promette di liberare tempo per il giudizio scientifico, ma apre una questione cruciale: quanto a lungo possiamo conservare la capacità di verificare correttamente qualcosa se perdiamo progressivamente l’esperienza necessaria a realizzarlo?

    L’efficienza degli agenti di coding pone quindi un problema più ampio di competenze e affidabilità: la supervisione umana resta davvero solida quando il sapere operativo viene delegato alle macchine?


    Link alla fonte:
    https://benanti.substack.com/p/sapremo-ancora-verificare-cio-che

  • Creare graphic novel con ChatGPT (un esperimento)

    Chi mi segue da un po’ sa che periodicamente metto a disposizione dei prompt e persino dei GPT basati su quelli più potenti. Tempo fa avevo, per esempio, pubblicato un GPT che trasformava un racconto in una graphic novel, generando la descrizione dettagliata delle tavole corrispondenti e rispettando nel contempo principi narrativi come l’arco di trasformazione del personaggio o il viaggio dell’eroe.

    Come saprete, OpenAI ha di recente introdotto il concetto di skill, “prendendolo in prestito” da Anthropic, quindi ho pensato di far convertire a ChatGPT il JSON che avevo utilizzato per il GPT in una “competenza”, e dopo aver chiesto al chatbot di generarmi un breve racconto basato su un’idea narrativa buttata lì a caso, ho richiamato la skill per generare i dettagli delle tavole, chiedendo infine a ChatGPT di generare le tavole vere e proprie sotto forma di immagini, il tutto in Cowork. Il modello utilizzato (5.6 Sol a livello medio) ha “deciso” in questo caso di non includere testi ma lasciare i balloon in bianco per evitare errori di rendering dei testi (la frase esatta del suo “ragionamento” è stata: evito didascalie e dialoghi generati, che tenderebbero a diventare geroglifici involontari, lasciando balloon vuoti dove servono). Nello stesso tempo ha adottato autonomamente una strategia per mantenere la coerenza visiva (“La prima tavola fissa bene stile e fisionomie. La userò ora come riferimento visivo per tutte le successive, così la continuità non dipende dalla memoria “creativa” del generatore.”).

    Devo dire che il risultato ,considerando che non ho fornito alcun input riguardo allo stile o altro, è eccellente, e ve lo ripropongo in questa galleria (parziale)e in un PDF che raccoglie tutta la sequenza e che potete scaricare da questo link o dal pulsante sotto la gallery.

  • Claude impara osservandoti: la nuova funzione di Anthropic trasforma i video in competenze automatizzabili (seguendo l’esempio di ChaGPT Cowork)

    Claude impara osservandoti: la nuova funzione di Anthropic trasforma i video in competenze automatizzabili (seguendo l’esempio di ChaGPT Cowork)

    Dopo che OpenAI aveva lanciato una funzione dello stesso tipo (per ora solo su MacOS e non ancora in Europa), anche Anthropic ha introdotto “Record a Skill”, una nuova funzionalità di Claude che consente di insegnare al modello come eseguire un’attività semplicemente registrando lo schermo mentre la si svolge e descrivendola a voce.

    Una volta acquisita la procedura, Claude è in grado di trasformarla in una competenza riutilizzabile ed eseguirla autonomamente in futuro.

    La novità, disponibile per gli utenti dei piani Pro, Max e Team, rappresenta un ulteriore passo verso gli agenti AI capaci di apprendere workflow operativi direttamente dall’osservazione umana.

    La funzionalità ha però alimentato il dibattito sul futuro del lavoro, poiché rende potenzialmente automatizzabili molte attività digitali oggi svolte da professionisti e impiegati. Più che una semplice automazione, “Record a Skill” anticipa un modello in cui l’AI non si limita ad assistere l’utente, ma apprende le sue competenze per replicarle in autonomia.


    Link alla fonte:
    https://www.searchenginejournal.com/anthropics-claude-can-now-watch-a-video-and-learn-your-job/583053/⁠

  • Skill.md trasforma gli agenti AI in “operatori”, ma apre nuovi rischi “supply chain”

    Il nuovo formato aperto skill.md, adottato da Anthropic tramite Claude Code e in fase di integrazione da OpenAI con Codex, introduce una forma standardizzata di “memoria procedurale” per gli agenti AI.
    Le skill permettono ai modelli di eseguire workflow complessi attraverso istruzioni strutturate, script eseguibili e asset collegati, superando i limiti di RAG e tool access tradizionali.
    Il sistema usa un approccio di progressive disclosure che consente agli agenti di caricare solo le istruzioni necessarie al task corrente, migliorando scalabilità ed efficienza del context window.
    Tuttavia, il formato introduce anche una nuova superficie d’attacco: una skill può contenere prompt injection, tool poisoning o script malevoli con accesso a filesystem, API key e credenziali utente.
    Per questo motivo, le aziende dovranno trattare le skill come vere dipendenze software, adottando registry interni, processi di review e controlli di sicurezza simili a quelli usati per npm o pip.

    Link alla fonte:
    https://www.tomshw.it/business/skill-md-formato-aperto-agenti-ai-superficie-attacco

  • I progetti, uno strumento “evolutivo”

    Lo strumenti dei “progetti” è spesso sottovalutato, ma rappresenta invece una sorta di chatbot personalizzato ed “evolutivo”.

    Nelle slide vi mostro come aiuto i miei “studenti” (nei corsi di gruppo e nel coach individuale) a costruire gradualmente i loro progetti, in particolare con Claude (ma, volendo, anche con ChatGPT sebbene le prestazioni siano nettamente inferiori in questo caso).

  • Claude: meglio tenere le Skill esterne in un file .md?

    Le Skill di Anthropic per Claude sono funzionalità personalizzate simili ai GPT di OpenAI o alle Gem di Google, ma con un comportamento diverso.
    Claude analizza automaticamente tutte le Skill salvate internamente ogni volta che riceve un prompt, attivandole se le ritiene rilevanti.
    Questo può causare una perdita di controllo, soprattutto quando si accumulano molte Skill.
    Utilizzare file esterni in formato Markdown (.md) permette invece di attivarle solo quando necessario, allegandole manualmente.
    In questo modo si ottiene maggiore precisione, controllo e modularità nell’uso dell’AI.

    Link alla fonte:
    https://www.xataka.com/basics/skills-externas-archivos-md-claude-que-util-tenerlas-como-crearlas-como-usarlas/amp