Il termine “slop” è stato scelto come parola dell’anno 2025 da Merriam-Webster e The Economist, incarnando il crescente disagio globale verso i contenuti digitali di bassa qualità generati dall’intelligenza artificiale.
In origine usata per indicare scarti o rifiuti, la parola è oggi associata a testi, immagini e video prodotti in massa da sistemi automatici senza valore creativo o informativo.
La rapida diffusione dell’AI generativa, trainata anche da aziende come OpenAI, ha contribuito a inondare il web di materiali superficiali e spesso fuorvianti. Secondo editori e analisti, l’affermazione di “slop” segnala una maggiore consapevolezza critica degli utenti nei confronti di questa deriva.
Il dibattito evidenzia, inoltre, la necessità di distinguere tra l’uso dell’AI come strumento di supporto alla creatività umana e il suo impiego per produrre contenuti inutili e non richiesti.
Tag: Società
-
“Slop” diventa la parola simbolo della “saturazione digitale” causata dall’AI
-
Italia in ritardo nella comprensione dell’Intelligenza Artificiale
Un’indagine condotta su 23.216 persone in 30 paesi rivela che l’Italia è penultima nella comprensione dell’IA, con solo il 50% degli intervistati che dichiara di capirne il funzionamento, contro una media globale del 67%. Nonostante ciò, il 46% conosce prodotti e servizi basati sull’IA e oltre la metà ritiene che i vantaggi superino gli svantaggi. L’IA è vista come la tecnologia più impattante per il futuro, ma persistono timori legati a privacy, dipendenza tecnologica e perdita di posti di lavoro. La ricerca evidenzia inoltre come l’IA stia già trasformando il modo in cui gli italiani lavorano e si informano.
Link alla fonte:
https://www.ilsole24ore.com/art/italia-bocciata-comprensione-ia-e-penultima-classifica-30-paesi-fa-peggio-solo-giappone-AHEJQ2vB -
Fidji Simo guida la strategia applicativa di OpenAI: AI come strumento di equità sociale
Fidji Simo, CEO di Instacart ed ex dirigente di Meta, è stata nominata responsabile delle applicazioni di OpenAI. Il suo incarico prevede la trasformazione delle ricerche avanzate dell’azienda in prodotti utili e accessibili, come ChatGPT. Simo ha delineato una visione ambiziosa dell’AI come “grande riequilibratore”, capace di migliorare salute, conoscenza e creatività, con proposte come coach virtuali personalizzati. Intende rafforzare la presenza consumer di OpenAI anche attraverso alleanze strategiche e progetti hardware in collaborazione con Jony Ive. La sua nomina segna un ulteriore passo verso l’adozione diffusa e consapevole dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana.
Link alla fonte:
https://www.wired.it/article/fidji-simo-openai-nuova-dirigente-responsabile-applicazioni-ruolo-idee/
