Alcuni brani generati con software di intelligenza artificiale sono saliti in cima alle classifiche “Viral 50” di Spotify negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi, e in una marginale classifica digitale country di Billboard.
Tra questi figurano le tracce dei presunti artisti Breaking Rust, Cain Walker e JW Broken Veteran, spesso legate a identità opache o contenuti controversi.
Il successo, però, si basa su classifiche facilmente manipolabili tramite “bot listening” e download digitali ormai residuali, più che su un reale impatto culturale.
Episodi simili, come il caso del musicista anonimo che aveva generato royalty milionarie con migliaia di brani sintetici, confermano una tendenza crescente favorita da strumenti come Suno e Udio.
Con decine di migliaia di tracce generate ogni giorno, il panorama dello streaming si trova a gestire un volume inedito di musica artificiale e il suo potenziale effetto distorsivo.
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https://www.ilpost.it/2025/11/14/canzoni-intelligenza-artificiale-classifiche/
