Guardian AI: usiamo l’AI generativa (imprevedibile per definizione) sotto forma di agenti per controllare… altra AI agentica generativa?!?

Le grandi aziende tipo ServiceNow, insieme a una valanga di startup, stanno sviluppando i cosiddetti “guardian AI agents”: sistemi che dovrebbero sorvegliare e raddrizzare gli altri agenti AI quando questi decidono di “fare di testa loro”.

Funzionano più o meno così: un’app cloud che si collega via API a tutti gli altri agenti, stabilisce regole ferree (“non usare fonti random per i dati finanziari, grazie”), e se l’agente ribelle sgarra, il guardian interviene con alert o gli cambia il comportamento futuro.

Il bello è che, visto che noi umani non riusciamo più a stare dietro a questi sistemi che corrono più veloci di noi, abbiamo deciso la soluzione perfetta: usare AI generativa (notoriamente creativa, allucinatoria e un po’ anarchica) per controllare altra AI generativa potenzialmente ancora più anarchica.

Geniale, no?

Perché, giova ripeterlo: l’AI non “esegue le istruzioni”, ma genera contenuti, sempre e comunque, usando algoritmi statistici.

Alla fine resta solo la domanda classica, aggiornata al 2026:

“Quis custodiet ipsos IA custodes?”

Chi controllerà i controllori, quando anche loro sono fatti della stessa “pasta imprevedibile”?

https://www.theinformation.com/newsletters/applied-ai/guardian-apps-aim-stop-ai-agents-going-rogue

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