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  • Crollo delle azioni tech per timori di bolla AI dopo i risultati di Nvidia

    Nvidia, leader indiscusso nei chip per l’intelligenza artificiale, ha pubblicato i risultati del terzo trimestre fiscale 2026 (chiuso il 26 ottobre 2025) dopo la chiusura dei mercati del 19 novembre 2025. I numeri sono stati oggettivamente straordinari – da record assoluto – ma la reazione del mercato ha messo in luce l’ansia crescente degli investitori sulla sostenibilità del boom degli investimenti in AI. Quello che era iniziato come un rally post-risultati si è rapidamente trasformato in uno dei più violenti inversioni intraday degli ultimi tempi, trascinando al ribasso gli indici tech e riaccendendo il dibattito sulla “bolla AI”.

    Principali numeri dei risultati Nvidia (pubblicati il 19 novembre)

    • Fatturato: 57,0 miliardi di dollari (+62% a/a, +22% t/t) – superiore alle attese di circa 55 miliardi.
    • Segmento Data Center (core business AI): 51,2 miliardi (+66% a/a) – trainato dalla domanda insaziabile di GPU Hopper e dalle prime vendite Blackwell.
    • Utile per azione adjusted: 1,30 dollari (superiore alle stime di 1,25-1,26 dollari).
    • Utile netto: circa 31,9 miliardi (+65% a/a).
    • Guidance Q4: circa 65 miliardi di fatturato (±2%) – ben sopra il consensus di 61-62 miliardi.
    • Visibilità a lungo termine: la CFO Colette Kress ha confermato “mezzo trilione di dollari” di ricavi da Blackwell+Rubin previsti per il biennio 2025-2026.Citazioni chiave di Jensen Huang (CEO):
    • Citazioni chiave di Jensen Huang (CEO):
    • Le vendite di Blackwell sono “fuori scala” e la piattaforma è “sold out”.
    • Ha respinto le voci di bolla: «Si parla tanto di una bolla AI. Dal nostro punto di vista vediamo qualcosa di molto diverso».
    • Ha sottolineato il ROI reale dei clienti (Meta, Microsoft, Google, ecc.) con esempi concreti di guadagni di produttività e risparmi.

    Il titolo NVDA è inizialmente salito di circa il 5% nell’after-hours, trascinando al rialzo anche i futures.

    Reazione dei mercati (20-21 novembre 2025)

    Nonostante il superamento delle attese, il sentiment è peggiorato rapidamente:

    • 20 novembre (giovedì): apertura fortemente positiva grazie a Nvidia + dati sul lavoro USA migliori del previsto. A metà sessione però è scattato un violento sell-off:
    • Nasdaq Composite: swing intraday >3,5%, chiusura -2,15% (minimo da metà settembre).
    • S&P 500: -1,56%.
    • Dow Jones: -0,84% (dopo essere stato a +700 punti in mattinata).
    • NVDA stesso: chiusura -3,2% dopo essere stato a +5%.
    • Sell-off tech generale (settimana chiusa il 21 novembre):
    • AMD e Micron: entrambe -16% circa.
    • Oracle (grande cliente Nvidia): -11%.
    • Marvell: -10%.
    • Titoli quantum (IonQ, D-Wave): -11/13%.
    • Magnificent 7: Amazon e Microsoft guidano le perdite settimanali (-6/7%); solo Alphabet chiude positiva.
    • Nasdaq: una delle peggiori settimane da aprile, in forte calo dai massimi di ottobre.
    • Effetto globale: SoftBank in Giappone -11%; indici tech europei seguono a ruota.
    • Collegamento crypto: Bitcoin prolunga le perdite, -30% nelle ultime settimane, colpito dal clima risk-off su asset speculativi legati all’hype AI.

    È stato definito un “coordinato risk-off” su tech, crypto e posizioni leveraged.

    Perché il crollo nonostante numeri eccellenti? (Principali timori di bolla)

    1. Fenomeno “good is not good enough”
      Nvidia ha abituato il mercato alla perfezione assoluta. Anche un beat enorme non è bastato a fugare i dubbi su un futuro rallentamento della crescita.
    2. Valutazioni elevate
      Settore tech S&P 500 a P/E forward ~30x (vs media decennale ~22x). Rischio concentrazione Magnificent 7, che ricorda l’era dot-com.
    3. Dubbi sul ROI dell’AI e sostenibilità dei capex
      Gli hyperscaler (Meta, Microsoft, Google, Amazon) hanno annunciato centinaia di miliardi di investimenti, ma la monetizzazione concreta è ancora limitata.
      Critici (Michael Burry, Ray Dalio) sostengono che alcune società sottostimano l’ammortamento dei data center per gonfiare gli utili.
      Report MIT citato: nonostante 30-40 miliardi spesi in GenAI dalle imprese, circa il 95% non vede ancora alcun ritorno.
    4. Ventilatori macro e politici
      Incertezza sui tagli dei tassi Fed (dati lavoro hanno complicato le probabilità di dicembre).
      Tensioni USA-Cina: Nvidia ancora bloccata dall’esportare i chip top in Cina (pur esprimendo delusione).
    5. Uscite eccellenti che alimentano la paura
      Il fondo di Peter Thiel ha liquidato l’intera posizione Nvidia (~100 milioni) prima dei risultati.
      SoftBank ha venduto miliardi.
      Ray Dalio (Bridgewater): «Siamo decisamente in una bolla».

    Opinioni di analisti ed esperti

    • Toro (Wedbush, Jefferies): Nvidia ha “risposto presente”, ha smentito i bear; la domanda resta insaziabile, il ramp-up Blackwell è appena iniziato.
    • Orso/cauti (UBS, Amundi): rischi bolla reali; sottopesare i megacap, coprirsi.
    • Misti: i risultati comprano tempo ma non eliminano lo scetticismo sul pay-off dell’AI nei prossimi 1-3 anni.

    Conclusioni al 22 novembre 2025

    I fondamentali di Nvidia restano straordinariamente solidi: l’azienda sta praticamente stampando denaro con una domanda di GPU senza precedenti e una visibilità pluriennale. Tuttavia l’inversione violenta post-risultati dimostra che il titolo (e l’intero comparto AI) è prezzato per la perfezione in un mercato sempre più preoccupato per gli investimenti eccessivi senza ritorni proporzionali.

    Questo evento rappresenta un possibile punto di svolta: se i prossimi risultati degli hyperscaler mostreranno un’accelerazione della monetizzazione AI, il calo attuale apparirà come un classico “buy the news”. In caso contrario, i timori di bolla potrebbero intensificarsi ulteriormente. Per il momento la volatilità è la nuova normalità sui titoli legati all’intelligenza artificiale.

  • Yann LeCun lascia Meta e prepara una nuova startup dedicata ai “world models”

    Yann LeCun, storico scienziato dell’intelligenza artificiale e fondatore del team AI di Meta, si è dimesso dall’azienda dopo oltre dieci anni di attività, senza che siano state rese pubbliche le motivazioni ufficiali.
    LeCun, premio Turing 2018 per i suoi contributi alle reti neurali, aveva visto il proprio ruolo ridimensionato a giugno, quando Meta aveva affidato la guida della divisione AI al ventottenne Alexandr Wang e a Shengjia Zhao, figure orientate maggiormente al prodotto.
    Questa divergenza di visione potrebbe aver influito sulla decisione di lasciare l’azienda.
    LeCun ha annunciato l’intenzione di fondare una startup focalizzata sui “world models”, modelli progettati per comprendere e predire le dinamiche del mondo fisico.
    La sua uscita rappresenta un passaggio significativo per Meta e un potenziale nuovo capitolo nell’evoluzione dell’AI avanzata.

    Link alla fonte:
    https://www.ilpost.it/2025/11/20/yann-lecun-dimissioni-meta/

  • Dove l’AI sbaglia: falsi, bias e limiti cognitivi nell’uso dei chatbot generativi (e come il Corriere presenta la notizia “a sfavore” di ChatGPT)

    Una nuova analisi basata su studi di Ocse, Unesco, NewsGuard, MIT e Swiss Business School evidenzia come l’affidabilità dei principali chatbot generativi sia peggiorata nell’ultimo anno, nonostante l’integrazione con ricerche web in tempo reale.
    Nel 2025 la percentuale di risposte false è aumentata per molti modelli: ChatGPT e Meta raggiungono il 40%, Mistral e Copilot il 36,7%, You.com e Grok oltre il 33%, mentre Perplexity (46,7%) e Inflection (56,7%) mostrano i tassi più elevati.
    Questo conferma che il problema non riguarda un singolo strumento, ma l’intera categoria dei modelli conversazionali, spesso progettati per rispondere comunque anche quando le fonti sono deboli. Come abbiamo visto dal titolo del Corriere, però, è più facile e redditizio puntare il dito sul chatbot AI per antonomasia.
    A ciò si aggiungono limiti nei ragionamenti complessi, la tendenza a riprodurre bias di genere e un effetto di “compiacenza” che porta l’AI a privilegiare risposte gradite all’utente.
    Gli studi del MIT e di ricercatori britannici segnalano inoltre un impatto negativo su memoria, pensiero critico e capacità di elaborazione quando l’AI viene usata in modo sostitutivo, anziché come supporto cognitivo consapevole.

    Link alla fonte:
    https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/non-usare-chatgpt-prima-di-leggere-questo-dove-ti-fa-sbagliare-l-ai-e-perche/6bdc95ec-a645-4cd2-bc04-28bdd5297xlk.shtml