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  • A giugno arriva un nuovo manuale “for Dummies”, stavolta dedicato al prompt engineering (o prompt design, se preferite)

    Non è la solita collezione di prompt, ovviamente. L’ho pensato come un percorso graduale dal prompt al meta-prompt, e da questo ai framework.

    Un manuale “sempreverde” che vi aiuterà a interrogare l’AI generativa nel modo più efficace, ottenendo risultati che neanche immaginavate, indipendentemente dal chatbot e dal modello che state utilizzando.

    Come per gli altri miei manuali sull’AI, anche in questo caso saranno disponibili contenuti extra a supporto di quelli del libro, e ovviamente il testo dei prompt “fondamentali”, dei meta-prompt e dei prompt-framework insieme alle istruzioni per sviluppare chatbot personalizzati (GPT, Gem o simili) che vi aiuteranno ad automatizzare ogni compito.

    Grazie di cuore come sempre a Hoepli Editore e al suo imbattibile team per aver reso possibile la pubblicazione di questa nuova, fantastica guida!

  • Wall Street intravede una “disruption” dell’AI, in uno scenario che ricorda quello pre-crisi del 2008

    Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, ha lanciato un monito forte: l’entusiasmo per l’AI sta generando “troppa fiducia” e prestiti rischiosi, ricordando le dinamiche pre-2008.
    Negli ultimi mesi il settore software ha subito vendite pesanti, con stime di perdite di capitalizzazione che in alcuni report raggiungono centinaia di miliardi (non sempre concentrate in un solo mese, ma cumulative su trimestri).
    A riaccendere il dibattito è stato il report di Citrini Research, di cui vi lascio il link in basso, che in uno scenario ipotetico (non una previsione) immagina un futuro in cui l’AI rende obsoleti ampi segmenti del lavoro intellettuale: margini software compressi, licenziamenti white-collar diffusi e possibile impatto su consumi e mercati azionari.
    Il paper, scritto come retrospettiva dal 2028, ha contribuito a un sell-off recente in SaaS e tech tradizionali (es. IBM -13% in una sessione dopo annunci di tool AI alternativi), come segnalavo in un post di qualche giorno fa.
    Non si tratta di una bolla “classica” da valutazioni irrazionali, ma di paura reale per una possibile “disruption” strutturale, è ormai chiaro che tool come Claude Code/Cowork o equivalenti potrebbero sostituire interi flussi di lavoro.
    Allo stesso tempo, molti analisti vedono opportunità enormi per chi si adatta (nuovi modelli di business, efficienza, settori “heavy assets, low obsolescence”).
    Il dibattito, quindi, rimane aperto: correzione settoriale temporanea o inizio di una trasformazione profonda?

    Link al report di Citrini:
    https://www.citriniresearch.com/p/2028gic

  • Google potenzia Gemini: dalle foto ai video con modelli predefiniti e limiti chiari su Veo 3.1 e Lyria 3

    Google amplia le capacità creative di Gemini introducendo modelli video predefiniti che permettono di trasformare foto o descrizioni testuali in clip pronte all’uso, riducendo la necessità di prompt complessi.
    La nuova sezione “Crea video” integra stili guidati e si collega alla funzione Ingredients to Video, ora compatibile anche con il formato verticale 9:16.
    La generazione video si basa sul modello Veo 3.1, con limiti giornalieri differenziati per i piani AI Plus, Pro e Ultra. In parallelo, Google chiarisce anche le soglie per la musica generata con Lyria 3, delineando un ecosistema creativo strutturato ma regolato da contatori precisi.
    L’obiettivo è consolidare Gemini come piattaforma completa per la produzione multimediale AI, bilanciando semplicità d’uso e controllo delle risorse.

    Link alla fonte:
    https://www.smartworld.it/news/google-gemini-video-foto-modelli-veo.html